Venezia 82: Mostri, star e politica – il Festival del Cinema tra grandi prime e verità scomode

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Venezia 82: Due red carpet, due prime mondiali e una carica di attese che si respira fin dalle prime ore del mattino. La 82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si apre oggi, mercoledì 27 agosto, all’insegna delle grandi occasioni.
Un doppio colpo di scena apre il sipario della kermesse: alle 16 debutta in Sala Darsena Mother di Teona Strugar Mitevska, film d’apertura della sezione Orizzonti, con una sorprendente Noomi Rapace nei panni di Madre Teresa di Calcutta.
Ma il vero battesimo della competizione per il Leone d’Oro arriva in serata, alle 20 in Sala Grande, con La Grazia di Paolo Sorrentino, interpretato da Toni Servillo e Anna Ferzetti.
La cerimonia di apertura sarà condotta da Emanuela Fanelli e trasmessa in diretta su Rai Movie dalle 18:45 (anche in streaming su RaiPlay).
Uno dei momenti più attesi sarà la consegna del Leone d’Oro alla carriera a Werner Herzog, icona del cinema tedesco, introdotto da un altro mostro sacro: Francis Ford Coppola.
Il ritorno di Sorrentino e l’omaggio della Mostra
Il direttore artistico Alberto Barbera non nasconde la propria soddisfazione: “Sono felice che il nuovo film di Sorrentino apra l’edizione 82. Un autore che ha iniziato proprio a Venezia nel 2001 e che oggi torna con un’opera profonda, originale e in sintonia con il presente.”
Il film, La Grazia, promette di lasciare il segno con il suo sguardo sul sacro e il profano, guidato da un cast d’eccezione e da una regia raffinata che ha fatto scuola nel panorama europeo.
I “mostri” della Mostra: tra cinema e realtà
Ma il vero filo conduttore di questa edizione non è solo il glamour: i mostri, reali e simbolici, dominano la selezione 2025. Dai dittatori ai mostri della guerra, dalla minaccia nucleare fino ai mostri interiori, la Mostra si trasforma in uno specchio oscuro della contemporaneità.
Guillermo del Toro svela finalmente la sua versione di Frankenstein, con Oscar Isaac e Jacob Elordi, a vent’anni dal primo annuncio del progetto.
Ma accanto al mostro creato da Shelley, emergono anche quelli storici e politici: Putin, Gheddafi, Ceaușescu, Mussolini, protagonisti di film come The Wizard of the Kremlin di Olivier Assayas (con Jude Law e Paul Dano), Mio padre e Gheddafi di Jihan K, e Denti da latte di Mihai Mincan.
Il festival propone anche film che esplorano il terrore atomico (A House of Dynamite di Kathryn Bigelow con Idris Elba e Rebecca Ferguson), le atrocità della guerra (The Voice of Hind Rajab), e la testimonianza diretta della tragedia ucraina (Notes of a True Criminal del produttore Alexander Rodnyansky).
Un red carpet da sogno: star hollywoodiane e prime mondiali
Il tappeto rosso del Lido sarà tra i più brillanti di sempre. Sono attesi Julia Roberts, Emma Stone, George Clooney, Cate Blanchett, Dwayne Johnson, Amanda Seyfried, Oscar Isaac, e molti altri. In Concorso spiccano titoli attesissimi come:
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Bugonia di Yorgos Lanthimos
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Jay Kelly di Noah Baumbach
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The Smashing Machine di Benny Safdie
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Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch
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No Other Choice di Park Chan-wook
Fuori concorso, occhi puntati su After the Hunt di Luca Guadagnino, con Julia Roberts, e su Ghost Elephants, nuovo documentario firmato Werner Herzog.
Tra glamour e protesta: Venezia come spazio di confronto
Alberto Barbera non esclude che l’edizione 2025 sarà segnata da manifestazioni politiche: il 30 agosto è prevista una protesta pro-palestinese, mentre il collettivo Venice4Palestine ha chiesto l’esclusione di Gerard Butler e Gal Gadot (che ha annunciato la sua assenza) per il loro passato sostegno a Israele.
Barbera conclude: “Venezia non è uno spazio chiuso, ma un luogo di confronto. I film stessi parlano già delle urgenze del nostro tempo.” E mentre i riflettori brillano sul Lido, la Mostra non dimentica il suo compito: raccontare il mondo, anche nei suoi angoli più oscuri.