Achille Lauro: oltre la maschera, l’abbraccio ai sopravvissuti di Crans-Montana al Niguarda
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C’è un’immagine di Achille Lauro che il grande pubblico ha imparato a conoscere bene: quella delle piume, dei costumi scultorei, delle performance provocatorie.
Ma c’è un’altra immagine, molto più silenziosa e potente, che ieri ha attraversato i corridoi dell’Ospedale Niguarda di Milano.
È quella di un ragazzo di trent’anni che, svestiti i panni dell’icona glam, ha scelto di portare la sua presenza laddove la musica smette di essere intrattenimento e diventa cura.
Poco prima di dare il via alla sua doppia data sold-out al Forum di Assago, Lauro ha mantenuto una promessa silenziosa, visitando i giovani feriti nel tragico rogo di capodanno a Crans-Montana. Un gesto che trasforma una canzone, Perdutamente, da semplice brano sanremese a un ponte emotivo tra un artista e il suo pubblico più fragile.
Il desiderio nato sul palco di Sanremo
Tutto è partito da una richiesta pura, quasi commovente nella sua semplicità. Dopo aver visto Lauro esibirsi al Festival di Sanremo con il brano Perdutamente — una dedica viscerale proprio alle vittime della strage svizzera — i ragazzi ricoverati al Niguarda hanno espresso un desiderio: conoscere l’uomo dietro la voce.
Non cercavano l’idolo da poster, ma colui che aveva dato voce al loro dolore in prima serata nazionale.
L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha fatto da tramite, documentando poi l’incontro sui social con parole cariche di stima:
“Lauro con la sua disponibilità e dolcezza ha saputo portare un po’ di gioia nel cuore di quei ragazzi che tanto hanno sofferto.”
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Un incontro tra dolore e speranza
L’incontro al Niguarda non è stato un rapido “firmacopie” a favore di camera. Achille Lauro si è trattenuto con i pazienti, con gli operatori sanitari che ogni giorno combattono in trincea e, gesto ancora più significativo, con i genitori di chi non ce l’ha fatta.
La tragedia di Crans-Montana ha segnato profondamente la comunità, trasformando una notte di festa in un incubo di fuoco.
Vedere Lauro seduto accanto ai letti d’ospedale, ci ricorda che l’arte ha una funzione sociale che va oltre lo streaming.
La collaborazione di Carlo Conti nell’organizzare l’evento sottolinea inoltre una sinergia virtuosa tra il mondo dello spettacolo e le istituzioni, finalizzata al benessere psicologico dei pazienti.
Perché Perdutamente è diventata un inno di rinascita
Il brano non è una ballata qualunque. Con il suo testo crudo e malinconico, parla di assenze che pesano e di ricordi che bruciano.
Erica Didone, madre di Achille Barosi, uno dei ragazzi che a Crans-Montana ha perso la vita, l’aveva cantata al funerale del figlio perché una delle sue canzoni preferite.
Per i sopravvissuti del rogo, quelle parole hanno smesso, quindi, di essere astratte.
La musica, in questo contesto, ha funto da catarsi: ha permesso di nominare il dolore per iniziare, lentamente, a superarlo.

Dal Niguarda al Forum: il cerchio che si chiude
Questa sera, quando le luci del Forum di Assago si accenderanno e i bassi faranno tremare le pareti del palazzetto, Achille Lauro non sarà solo il performer che domina la scena. Porterà con sé gli sguardi dei ragazzi incontrati ieri.
È probabile che l’esecuzione di Perdutamente stasera avrà un peso specifico diverso. Non sarà solo una performance tecnica, ma un tributo vivo a chi, proprio in questo momento, sta lottando per tornare alla normalità.
La visita al Niguarda dimostra che Lauro ha compreso la lezione più importante per un artista contemporaneo: la rilevanza non si misura solo in dischi d’oro, ma nella capacità di esserci quando le luci dei riflettori si spengono.
