Addio a Francesco Guccini, ha raccontato l’Italia nelle sue canzoni
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Con Francesco Guccini se ne va uno dei cantautori più incisivi dell’ultimo Novecento e degli anni Duemila, da tempo in precarie condizioni di salute, il cantautore si è spento questa mattina 6 agosto. La famiglia in una nota ha comunicato che rispettando le volontà dell’artista le esequie, di cui non è stata rivelata la data, si svolgeranno nei prossimi giorni in forma strettamente privata.
Sempre i congiunti hanno fatto sapere che per permettere a tutti coloro che hanno amato e apprezzato il cantautore di omaggiarlo e salutarlo, “verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre”. L’ultima apparizione pubblica di Guccini è stata pochi mesi fa per partecipare a Reggio Emilia a “Canterò soltanto il tempo”, una mostra a lui dedicata.
Dopo il ricovero in ospedale avvenuto nel 2025, non era più uscito di casa per un anno e mezzo, a complicare la situazione si erano aggiunti anche problemi alla vista che per diverso tempo hanno impedito all’artista di leggere, una cosa che per sua stessa ammissione lo addolorava tantissimo e che lo aveva “costretto” a guardare tanta televisione.
La produzione artistica
Francesco Guccini durante la sua lunga carriera ha pubblicato 30 album, di cui 17 in studio, ma non è stata solo la musica il suo veicolo per lanciare messaggi, il cantautore è stato anche scrittore acuto e sopraffino nonché attore e insegnante al campus bolognese del Dickinson College. In una produzione artistica che ha abbracciato oltre 60 anni di storia italiana, vanno ricordati La Locomotiva del 1972, Canzone per un’amica del 1968 , Autogrill del 1983, ma anche Gulliver e Argentina.
In tempi recenti il cantautore emiliano ha pubblicato nel 2022, Canzoni da intorto, il suo diciassettesimo album, registrando anche un 45 giri in cui erano presenti due versioni di Bella Ciao, una delle due cantata in collaborazione con Tosca. In un intervista Guccini aveva detto che alla musica preferiva il testo, di non essersi mai applicato come musicista: “Delle volte, forse, ho scritto delle buone canzoni, ho scritto anche delle musiche piacevoli, decenti, ma non mi sono mai messo come musicista, sulle parole forse riuscivo meglio, ecco il perché della mia preferenza”.
L’impegno sociale nella sua produzione
L’impegno sociale nella produzione artistica di Guccini deriva dalla sua esperienza personale, nato a Modena il 14 giugno 1940, pochi giorni dopo l’entrata in guerra dell’Italia, suo padre Ferruccio venne rinchiuso in un campo di concentramento vicino ad Amburgo in Germania per aver rifiutato il giuramento di fedeltà ai nazisti. Il cantautore trascorrerà la sua infanzia a Pavana, sulle montagne dell’Appennino, un periodo della sua vita a cui in età adulta dedicherà il suo primo romanzo, Croniche Epafàniche, al quale seguiranno nel corso della sua carriera altri 25 libri.
La voglia di dedicarsi alla musica Guccini la maturerà grazie a una intervista come redattore della Gazzetta di Modena realizzata con Domenico Modugno nel 1960, vincitore due volte consecutive del Festival di Sanremo. Dopo quell’incontro il cantautore emiliano scriverà L’Antisociale continuando a studiare giurisprudenza per intraprendere la carriera di magistrato, una laurea che non prenderà mai.
Nella sua carriera artistica Guccini ha ricevuto 5 targhe Tenco, l’ultima nel 2015 per la sua lunga carriera. Il 26 maggio 2004 per iniziativa dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il cantautore modenese è stato insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Di Guccini è stata nota anche la sua vicinanza politica alla sinistra, pur essendosi spesso definito anarchico e liberale.

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