Addio a Valentino, ultimo imperatore della moda italiana
#image_title
“Amo la bellezza non è una colpa”, queste le parole di Valentino Garavani, conosciuto universalmente con il solo nome di battesimo, parole che sintetizzano tutta una vita. Lo stilista si è spento a Roma all’età di 93 anni, era nato a Voghera l’11 maggio del 1932, figlio di una famiglia umile, papà Mauro rappresentante di cavi e mamma Teresa casalinga, una donna concreta che non faceva altro che ripetere al figlio di smetterla di pensare a “quelle cose inutili”. Di quella rigidità materna, Valentino ne aveva fatto la sua forza.
Gli inizi negli anni Cinquanta
Agli inizi degli anni Cinquanta, il giovane Valentino lascia Milano dove frequenta una scuola di moda e un corso di francese, per trasferirsi a Parigi, la città dei suoi sogni frequentata da tutti i suoi miti: Coco Chanel, Christian Dior, Cristobal Balenciaga, Hubert de Givenchy, Jacques Fath, Elsa Schiaparelli, Jean Dessès e Guy Laroche. Studia, si perfeziona, fa l’apprendista da Dessès e da Laroche, poi quando si sente pronto torna a Roma per aprire un atelier tutto suo a Piazza Mignanelli a ridosso di Piazza di Spagna, in società con il suo compagno, Giancarlo Giammetti.
Giancarlo Giammetti, l’amore di una vita e il sodalizio lavorativo
Giancarlo Giammetti è stato per Valentino non solo l’amore di tutta la vita, ma anche il sodale insieme al quale ha costruito un impero con cui ha portato lo stile italiano in tutto il mondo. I due si incontrarono a Roma, al Cafè de Paris di Via Veneto, la strada della Dolce Vita: “Io allora studiavo architettura all’università, stavo aspettando l’apertura del Pipistrello, un altro mitico locale della Dolce Vita”, ha raccontato Giammetti in una intervista.
“Era il 31 luglio del 1960. All’inizio non mi colpì nulla di lui, poi ho cominciato ad ascoltarlo e mi sono accorto della sua genialità”, conclude Giammetti. Un amore e una collaborazione lunghi oltre sessant’anni, insieme hanno scalato la vetta del successo. Una strada costellata da trionfi e da donne iconiche, protagoniste indiscusse del loro tempo: Wallys Simpson, Liz Taylor, Marilù Tolo, Jackie Kennedy e Farah Diba, quest’ultima indossava un cappotto Valentino, quando lasciò l’Iran per andare in esilio.
La vendita della Maison e l’addio alle passerelle
Valentino nel 1998, dopo 38 anni, decide di vendere l’azienda a Hdp di Maurizio Romiti, alla cifra record di 540 miliardi di lire, mantenendone comunque la direzione creativa. Quattro anni dopo subentra il Gruppo Marzotto per 240 milioni di euro, che nel 2005 cede la maggioranza al fondo di private equity Permira, che paga 5,3 miliardi di euro.
Nel gennaio 2008, a Parigi, Valentino Garavani presenta la sua ultima collezione haute couture lasciando il timone a Alessandra Facchinetti che resiste solo un anno (al suo posto Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri. Nel luglio 2012 l’annuncio della vendita al fondo sovrano del Qatar, Mayhoola for Investments. Nel 2023 Kering e Mayhoola stipulano un accordo vincolante per l’acquisizione da parte di Kering di una partecipazione del 30% in Valentino, per un corrispettivo in contanti pari a 1,7 miliardi di euro. L’accordo prevede un’opzione a favore di Kering di acquisire il 100% del capitale sociale di Valentino non oltre il 2028. (fonte La Stampa).
Le parole di Federico Zeri nel 1998
In occasione dei 30 anni della maison nel 1991, Federico Zeri, storico dell’arte, scrive nel catalogo della mostra: “Non saprei se sia avvenuto per motivi di cultura o per intuito personale, e non so nemmeno se si tratti di un riferimento diretto o di una somiglianza casuale: il fatto è che le strutture primarie di Valentino denunciano un diretto riferimento a taluni archetipi della civiltà figurativa classica”

La fondazione Valentino, PM23 nel 2025
Nella primavera del 2025, nello storico palazzo di piazza Mignanelli, 23, viene aperta una mostra in cui alcune opere d’arte dialogano con gli abiti di Valentino. Alcuni quadri provengono direttamente dalla collezione privata dello stilista incrementata negli anni. Ci sono opere di Bacon, Warhol e Picasso, in quella occasione lo stilista apre la nuova fondazione Valentino PM23. E’ l’ultima idea dello stilista, che proprio a maggio 2025 compie 93 anni, di cui 65 dedicati alla moda, una vita che è diventata epica, senza che dopo la sua morte si veda qualcuno all’orizzonte capace di ricreare un sogno stilistico così grande.
L’ultimo saluto
La camera ardente sarà allestita presso PM23, in Piazza Mignanelli 23 a Roma, Mercoledì 21 e Giovedì 22 gennaio 2026, dalle 11:00 alle 18. Il funerale si terrà Venerdì 23 gennaio 2026, alle ore 11, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica 8 a Roma

About The Author

1 thought on “Addio a Valentino, ultimo imperatore della moda italiana”