Alba Parietti senza filtri da Giulia Salemi: il “no” a Berlusconi, lo sgarbo a Sanremo e la verità su Selvaggia Lucarelli
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Nella nuova ed elettrizzante stagione del suo podcast “Non lo faccio per moda”, Giulia Salemi mette a segno un colpo magistrale ospitando una delle icone più discusse, amate e “ingombranti” della televisione italiana: Alba Parietti.
Entrare nel salotto della Salemi per Alba non è stato solo un atto di cortesia, ma l’occasione per sottoporsi a un vero e proprio “processo” mediatico nel tribunale del pop, dove la difesa e l’accusa coincidono con la sua stessa straripante personalità.
L’intervista si apre immediatamente con un tentativo di smontare le etichette che da trent’anni la accompagnano, un esercizio che la Parietti affronta con la consueta lucidità tagliente.
Oltre le etichette: egocentrica sì, ma mai narcisista
Quando Giulia le elenca le definizioni classiche che le vengono attribuite — provocatoria, stronza, narcisista — Alba risponde con una precisione chirurgica, distinguendo tra il bisogno di apparire e la struttura profonda dell’ego.
“Accetto la definizione di egocentrica, come tutti quelli che fanno questo mestiere”, esordisce la Parietti, “ma rifiuto categoricamente quella di narcisista. Il narcisista è una persona che di base si dà uno scarso valore, mentre io me ne do moltissimo”.
Anche sul termine “stronza” la sua posizione è netta e priva di ipocrisia. Alba ammette di esserlo solo quando necessario, rivendicando una sorta di legge del taglione comportamentale: “Io tratto le persone come loro trattano me. Se una persona è molto gentile, io cerco di essere molto gentile, ma se serve so essere stronza con gli stronzi”.
Il mistero della prima fila a Sanremo e quell’umiliazione in Rai
Il cuore del racconto si sposta poi verso quel palcoscenico che l’ha resa immortale nell’immaginario collettivo: il Festival di Sanremo. Oltre alla conduzione storica del 1992 e ai numerosi Dopofestival, Alba è diventata un simbolo vivente della “prima fila” dell’Ariston.
Con un pizzico di amaro orgoglio, confessa che a volte, nel mondo dello spettacolo, vale più la persistenza di un’immagine che una commedia intera.
“Se oggi chiedi chi è stata seduta in prima fila per trent’anni, tutti ti rispondono Alba Parietti”, dichiara, sottolineando come quella poltrona sia diventata un vero e proprio status symbol rivendicato con forza.
Eppure, dietro quei riflettori, si nascondono ombre pesanti e ferite mai del tutto rimarginate.
Alba rivela a Giulia Salemi di essere stata vittima di un vero e proprio ostracismo professionale da parte della Rai per circa cinque anni, causato dall’antipatia di un alto dirigente.
In quel clima di tensione, ricorda con dolore un episodio umiliante avvenuto proprio durante un Festival, in cui un funzionario, per compiacere i vertici, la trattò con una sgarberia inaudita davanti a tutti.
“Mi tirò giù la gonna con violenza solo perché mi ero seduta in prima fila su invito di un collega”, racconta con la rabbia ancora viva nello sguardo.
In quel momento, confessa di aver avuto l’impulso di reagire fisicamente, ma di essersi trattenuta per non dar modo ai suoi detrattori di etichettarla come la solita donna instabile: “Il mio unico rimpianto è non avergli dato uno schiaffone, ma volevo evitare di passare per la pazza di turno”.
Nove miliardi per un “no”: il rimpianto di un’indipendenza pagata a caro prezzo
Un capitolo fondamentale dell’intervista riguarda il potere e i grandi rifiuti, in particolare quello celeberrimo a Silvio Berlusconi. L’offerta era di quelle che cambiano radicalmente la vita: nove miliardi di lire per un contratto in esclusiva totale.
All’epoca, Alba scelse la libertà politica e intellettuale, temendo che accettare quei soldi avrebbe significato rinnegare i valori di suo padre, “Francesco il partigiano”.
Tuttavia, con la lucidità che solo il tempo regala, oggi la Parietti ammette che quel rifiuto fu un errore di valutazione dettato da un eccesso di idealismo giovanile.
“A posteriori avrei dovuto accettare”, confessa a una sorpresa Giulia Salemi, “perché Berlusconi era un uomo troppo libero per chiedermi di dire cose che non pensavo”.
Questa ammissione si lega a una riflessione più ampia sulla sua totale incapacità di essere ruffiana nei corridoi che contano.
Alba rivendica con orgoglio di non aver mai “leccato il culo” a nessuno, preferendo la solitudine della coerenza alla comodità del compromesso, anche quando questo ha significato vedere la propria carriera procedere a strappi o subire lunghi periodi di silenzio video.

Uomini e potere: “La bugia più grande è che le donne siano libere”
Il dialogo si fa ancora più intimo e sociale quando si tocca il tema della condizione femminile e del rapporto con l’altro sesso. Alba lancia una provocazione forte, sostenendo che la bugia più grande raccontata alle donne contemporanee sia proprio quella di essere realmente libere.
Secondo la sua visione, la società e l’educazione spingono ancora le donne verso una forma di dipendenza affettiva e sociale, convincendole che per contare debbano necessariamente avere un uomo accanto.
Con la sua solita ironia tagliente, osserva come la forza femminile spaventi ancora terribilmente l’universo maschile: “Spesso dietro una grande donna c’è un uomo cretino che cerca di oscurarne la luce perché non ne sopporta il carisma”.
Si definisce una donna “ingombrante”, consapevole che occupare spazio possa dare fastidio, ma rifiuta categoricamente di rimpicciolirsi per far sentire i partner più sicuri.
“Ho subito tentativi di umiliazione privata da uomini che inizialmente erano attratti dalla mia forza”, rivela, sottolineando come la lotta per l’autonomia sia una battaglia quotidiana che non ammette soste.

Il verdetto finale: tra errori del passato e solidarietà femminile
Non mancano i passaggi sulle colleghe, tra stima e vecchie ruggini. Il rapporto con Selvaggia Lucarelli, descritto come una guerra legale durata cinque anni e finita in un “pari e patta”, è l’occasione per una critica costruttiva.
Pur riconoscendo alla Lucarelli una straordinaria intelligenza, Alba ne deplora l’uso, a suo dire, eccessivamente distruttivo: “Mi piacerebbe che ci fosse meno dispersione di energia nel tentativo di sputtanare il prossimo e più concentrazione sulle cose serie di cui lei sa occuparsi”.
Al contrario, spende parole di grande stima per Geppi Cucciari e Serena Bortone, lodandone lo stile e la preparazione.
In chiusura, durante il rapido interrogatorio finale, Alba affronta con onestà anche i propri errori, come la polemica del passato su Denny Mendez a Miss Italia, definendola oggi “una cazzata” dettata da una visione allora limitata.
Conclude definendosi in tre parole: “Libera, forte e indipendente”.
L’Alba Parietti che emerge da questo incontro è una donna che ha trasformato le ferite in corazza, che monitora ancora i suoi “picchi di share” con l’entusiasmo di una debuttante e che non smette di rivendicare il proprio posto, rigorosamente in prima fila.
