Alessandro Gassmann al BSMT: Dal segreto del cognome al legame con papà Vittorio, il racconto a cuore aperto
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Alessandro Gassmann si racconta a Gianluca Gazzoli nel podcast “BSMT”, ripercorrendo le tappe di una vita vissuta tra la responsabilità di un cognome importante e la ricerca di un’identità artistica unica. Dalla severità del padre Vittorio ai nuovi progetti tra basket e cinema natalizio.
Alessandro Gassmann è stato l’ospite d’eccezione in un nuovo appuntamento del “BSMT”, offrendo a Gianluca Gazzoli una riflessione profonda che spazia dalla carriera alla vita privata.
L’attore ha iniziato svelando un dettaglio fondamentale della sua identità: la scelta di riaggiungere la seconda “N” originale al cognome del nonno tedesco, Erich Gassmann.
Questa non è stata solo una correzione anagrafica, ma un gesto dal forte valore civile e politico. Gassmann ha spiegato che la sua nonna, di origine ebrea, dovette italianizzare il proprio cognome in “Ambrosi” durante il fascismo per sfuggire alle persecuzioni.
Ripristinare la “N” significa onorare un mondo in cui nessuno debba più nascondere le proprie radici per godere dei medesimi diritti.

L’ombra del gigante: crescere con Vittorio Gassman
Il rapporto con il padre Vittorio è stato un tema centrale della chiacchierata. Nonostante la severità di un genitore che esigeva un uso impeccabile della lingua italiana — arrivando a correggere ogni errore nei congiuntivi — Alessandro è riuscito a trovare la propria strada evitando la competizione diretta con un’icona definita “inarrivabile”.
Ha ricordato con umiltà i suoi inizi come attrezzista teatrale, quando si occupava dei fumogeni per il Macbeth di Shakespeare, osservando lo spettacolo da una botola sotto il palco.
Fu proprio vedendolo recitare in una commedia con Gianmarco Tognazzi che Vittorio gli diede il coraggio definitivo, riconoscendo il suo talento per i ruoli brillanti.
Passioni e nuovi progetti: tra sport e Natale
Gassmann ha discusso anche della sua storica passione per il basket. Ex giocatore (era un pivot di un metro e 93 già a 13 anni), ha ricordato i tempi in cui faceva il panchinaro in A2.
Questo mondo torna protagonista nel suo nuovo film, dove interpreta un allenatore della Fortitudo Bologna dal carattere difficile che, per ordine del tribunale, si ritrova a guidare una squadra di ragazzi diversamente abili.

Guardando al futuro prossimo, l’attore ha presentato il suo primo film natalizio, Natale senza Babbo, in uscita su Prime Video il 28 novembre.
Diretto da Stefano Cipani, il film lo vede nei panni di un Babbo Natale stanco e riluttante che cerca di sfuggire ai suoi doveri. Una visione che l’attore ammette di condividere in parte, definendosi un po’ “Grinch” per l’ansia che le feste comandate gli procurano.
Il futuro del cinema
Infine, una riflessione sullo stato del cinema italiano. Pur riconoscendo la crescita delle piattaforme digitali e la crisi delle sale post-Covid , Gassmann ha ribadito che la sala cinematografica resta un luogo unico di condivisione e aggregazione sociale che non deve andare perduto.
