Alessandro Preziosi si confida da Fabio Fazio: tra le sfide di Yanez, l’ammirazione per Can Yaman e il “segno” premonitore che lo ha strappato alla giurisprudenza.
#image_title
Alessandro Preziosi si confida con Fabio Fazio: tra le sfide di Yanez, l’ammirazione per Can Yaman e il “segno” premonitore che lo ha strappato alla giurisprudenza.
Alessandro Preziosi, l’amatissimo attore che presta il volto a Yanez de Gomera nel nuovo attesissimo reboot di Sandokan con Can Yaman, è stato ospite nel salotto di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa, regalando al pubblico aneddoti esilaranti e riflessioni profonde sulla sua carriera.
La sua partecipazione ha illuminato non solo i retroscena della produzione internazionale, ma anche l’incredibile storia di come ha scoperto la sua vera vocazione, sfiorando una tragedia inattesa.

Il riconoscimento a Can Yaman
Uno dei passaggi più attesi dell’intervista è stato, senza dubbio, quello dedicato al suo ruolo di Yanez a fianco del protagonista, la Tigre di Mompracem, interpretata dalla star turca Can Yaman.
Preziosi, con la sua consueta sincerità, ha espresso un’ammirazione inequivocabile per il collega, facendo una dichiarazione che farà certamente discutere i fan: “Tutti dicono questa cosa, poteva farlo solo lui [Can Yaman]”.
L’attore ha sottolineato come la scelta di Yaman sia stata perfetta per incarnare la Tigre della Malesia. Preziosi si è detto profondamente colpito dall’agilità e dalla naturalezza con cui Yaman ha abbracciato il ruolo.
L’energia e la maestria fisica della star turca sul set non sono passate inosservate: l’interprete di Yanez ha rivelato che “rimaneva affascinato nel guardarlo al lavoro”, riconoscendone l’essere “perfettamente a suo agio nel personaggio”.

Questo è un grande attestato di stima che smorza sul nascere ogni possibile paragone e sottolinea la sinergia artistica che si è creata sul set internazionale.
Yanez, l’Inglese e le “cadenze impossibili”
Parlando della sua preparazione per il ruolo di Yanez, Preziosi ha svelato i curiosi tentativi iniziali per trovare la giusta cadenza. Il personaggio, un portoghese di origini inglesi, ha richiesto ben tre dialogue coach.
L’attore campano aveva provato a combinare una cadenza inglese con una portoghese e, in un momento di pura creatività, gli era venuto lo “schiribizzo” di recitare addirittura in un fantasioso “napoletano-inglese”.
Alla fine, la produzione ha optato per la “corretta linea internazionale” e la recitazione in inglese. Questa scelta si è rivelata vincente: Preziosi ha confessato che recitare in inglese è stato il motore dell’empatia creata con i partner e il pubblico.
“Mi sono divertito proprio a creare dei tempi completamente nuovi”, ha spiegato, ipotizzando che l’interpretazione in italiano non avrebbe avuto lo stesso impatto.

La penna e il destino: addio a giurisprudenza
Il momento più intimo e rivelatore dell’intervista è stato quando si è parlato della scintilla che ha acceso la passione per la recitazione, convincendolo ad abbandonare gli studi di giurisprudenza.
Fazio ha chiesto se ci fosse stato un “segno premonitore”, e Preziosi ha raccontato un episodio quasi fatale avvenuto durante la discussione della sua tesi sperimentale presso la Federico II di Napoli.
Seduto ad aspettare il suo turno, dopo ore di attesa, Preziosi stava mangiando distrattamente una penna. Una di quelle nere, con il tappino removibile, chiamate “Pilot”. In un attimo di distrazione, il tappino si è staccato ed è finito nella sua gola.
Il panico è stato immediato: l’attore, in procinto di sostenere l’esame più importante, si è trovato a pensare di soffocare. “La discussione della tesi, il momento più importante di un lavoro… e uno pensa di soffocare, ragazzi.”
Il pensiero era macabro, quasi grottesco: “È anche brutto morire per un cappuccio di una penna, diciamo… poi per di più francese, neanche italiana!”
Fortunatamente, il tappino si è fermato e non ha causato un’ostruzione fatale. Tuttavia, l’episodio ha avuto il peso di un’epifania: “Ma vuoi vedere che questa forse non è proprio la strada che devo affrontare e battere della mia vita?”
Nonostante la discussione successiva sia stata “formidabile” – sostenuta con una “freddezza inaudita” dovuta allo shock – il segno era stato lanciato. Andato in ospedale, un medico gli disse: “Guardi, se si era fermato, lei era già morto.”
A quell’epoca, Preziosi si dilettava già con le imitazioni (De Filippo, Benigni, Troisi, Verdone), e forse l’incidente lo ha spinto a dare ascolto a quella voce interiore.
La passione è importante, ha concluso l’attore, ma nel suo lavoro, “se non sei scelto per farlo… non c’è più.” E la vita aveva appena scelto per lui una strada completamente diversa.

