Alfonso Signorini lascia la direzione editoriale di Chi: “Decisione maturata tre anni fa”
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Dopo la decisione di sospendere la sua collaborazione con le reti Mediaset, Alfonso Signorini con una lettera sul numero di Chi in edicola il prossimo 4 marzo, comunica la sua decisione di abbandonare la direzione editoriale del settimanale. Il giornalista nella missiva ripercorre le tappe fondamentali di quella che dice essere stata per lui un’esperienza “indimenticabile” durata sedici anni. Una scelta scrive Signorini maturata durante il lockdown e decisa tre anni fa, ma che nell’apprenderla sembra impossibile non aver avuto una accelerata dopo le recenti accuse mosse contro di lui da Fabrizio Corona.
Il messaggio di Alfonso Signorini
“Sono grato a Chi, sapete? – scrive Signorini – È grazie al nostro giornale che ho potuto conoscere e descrivere storie incredibili, è grazie a Chi che sono entrato nella vita di persone straordinarie, di cui sarei un giorno diventato amico (mi vengono in mente Luciano Pavarotti e Nicoletta Mantovani, Marcello Mastroianni, Federico Fellini con la sua Giulietta Masina, ma anche Mara Venier, Maria De Filippi, Valeria Marini, per citarne alcuni). Un lavoro che mi ha consentito di inseguire notizie, di dipingere stati d’animo ed emozioni, di raccogliere interviste e confessioni che raramente trovavano spazio altrove e di cui io, affamato di vita, ho fatto sicuramente tesoro”.
Entusiasmo che ad un certo punto è venuto a mancare: “È successo all’improvviso. Non è stato un passaggio graduale. Semplicemente ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario. Certamente la pandemia aveva modificato le mie abitudini, la mia quotidianità: l’isolamento forzato a cui eravamo costretti, la sensazione di fragilità, lo scoprirci d’un tratto così vulnerabili, ma anche il piacere della solitudine, delle nostre abitudini, del ritrovarmi in compagnia di me stesso e dei miei affetti hanno incominciato non solo a segnarmi profondamente, ma a prendere il sopravvento”.
Il giornalista scrive poi di aver condiviso con l’azienda la scelta di lasciare già tre anni fa: “Non potevo più tacerlo. Volevo lasciare Chi. Fino ad allora non avrei avuto neppure il coraggio di pensare una cosa del genere, ma in quel momento sentivo di avere la forza per cominciare una nuova vita”

Alfonso Signorini: “Ciò che è successo non ha influenzato la mia decisione”
L’ex conduttore precisa poi che il cosiddetto “caso Signorini” portato alla luce da Fabrizio Corona non ha inciso sulla sua decisione: “Lo sapete, non ho mai voluto parlarne. E continuerò a farlo. Un po’ perché sono convinto che lo squallore si commenti da solo, un po’ perché sono convinto che certe battaglie non si debbano combattere pubblicamente, ma nelle sedi opportune. Quanto è successo non ha minimamente influenzato una decisione che avevo maturato da anni. Esiste e continuerà ad esistere un mondo meraviglioso da raccontare, ma c’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie. Un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso”.
Su quanto sopra espresso Signorini nella sua lettera aggiunge che avrà modo di spiegare: “meglio tutto quello a cui sto alludendo”.
I ringraziamenti
Al termine del lungo commiato Afonso Signorini ringrazia Marina Berlusconi, suo editore e rivolge un pensiero riconoscente e affettuoso a Silvio Berlusconi, definito dal giornalista: “un uomo unico, una sorta di extraterrestre. In lui ho trovato un uomo generoso, leale, sempre vicino nell’incoraggiarmi, nel dividere i miei successi e a non lasciarmi solo anche nei momenti difficili: un vero leader, irraggiungibile tanto nelle imprese che ha creato quanto nel suo impegno politico e sociale”.
Tra i ringraziamenti sono citati anche i direttori del settimanale che lo hanno preceduto e i vertici della Mondadori: “che sono stati un faro per la mia crescita professionale: Silvana Giacobini, Carlo Rossella, Pietro Calabrese”.
Il commiato
Infine il commiato dai lettori: “E ora, care lettrici e cari lettori, vi saluto. Alla mia maniera, perché la vita non smetterà mai di offrirci altre occasioni, altre giornate in cui vivere, sorridere, arrabbiarci, emozionarci. Altre pagine bianche tutte da scrivere. Perciò, ora come allora… Alla prossima!”.

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