Amadeus e Discovery ufficializzano la separazione, l’ultimo atto di un feeling forse mai nato
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Nella separazione tra Amadeus e Discovery non si può neanche parlare di amore finito, che il conduttore sulla rete americana non avrebbe trovato il consenso maturato in Rai lo si era capito fin dalle prime battute, dal flop della prima serata evento nel settembre 2024, quel Suzuki party che avrebbe dovuto nelle intenzioni fare il verso a Sanremo, ma che nel concreto non ha superato il 5% di share.
Un feeling mai sbocciato, il pubblico ha bocciato la scelta del conduttore di cambiare casacca televisiva, diciamoci la verità, una decisione coraggiosa in un periodo di format riproposti all’inverosimile e di personaggi poco inclini nel tuffarsi in nuove avventure. Ciò che dispiace è che a un certo punto anche Discovery sembra aver preso le distanze da Amadeus, non lo ha difeso, non lo ha tutelato, non ha speso per lui neanche parole di apprezzamento quando La Corrida in replica ha raggiunto il 6% di share.
Non averlo mai visto ospite di Fabio Fazio per l’intera stagione, neanche quando Amadeus aveva programmi in promozione è sembrata una decisione più di scuderia che del conduttore. Adesso l’eventuale rientro in Rai appare lungo e faticoso se non al momento quasi impossibile anche se la TV ci ha spesso abituati a colpi di scena.
Una strada difficile per il ritorno in Rai
Parliamo di Rai perché Amadeus è troppo identificato con la televisione di Stato, una delle ragioni per cui il pubblico non è riuscito a vederlo con un’altra divisa deriva proprio da questo. Anche come giudice di Amici è apparso fuori luogo, quasi in esilio, e dispiace perché il conduttore è capace, dotato di versatilità e ironia non indifferenti, a questo la lunga militanza in radio è servita.
I paragoni con gli addii di Baudo funzionano fino a un certo punto, le dinamiche sono diverse, Pippo andò via dalla Rai perché non si sentì supportato, la prima volta per una uscita infelice dell’allora presidente Enrico Manca che ebbe il coraggio di criticare un Fantastico che metteva insieme venti milioni di telespettatori ogni sabato, la seconda volta nel 1996, quando gli fu dato del dittatore dopo il quinto Festival di Sanremo condotto consecutivamente.
Per Amadeus l’addio è stato diverso, la Rai ha provato a fargli cambiare idea mettendo sul piatto altre due edizioni del festival, lasciandogli l’access e il progetto di una prima serata, ma il conduttore non ha voluto sentire ragioni era intenzionato a percorrere nuove strade professionali. Non gli è andata bene e adesso l’eventuale rientro in azienda non avverrà dalla porta principale, soprattutto la Rai sulla carta sembra non avere urgente bisogno di Amadeus, lo stesso AD Rossi qualche settimana fa ha ribadito che nonostante la stima per il conduttore un suo ritorno non rientra nei programmi aziendali.
I comunicati di saluto
Per quanto riguarda la separazione da Discovery, la medesima è stata consensuale, per entrambe le parti il contratto aveva da tempo assunto la forma dell’elefante nella stanza. I comunicati di addio hanno i toni istituzionali di chi si vuole separare senza farsi troppo male.
“Con Amadeus abbiamo condiviso un percorso importante, affrontato con impegno, dedizione e professionalità – ha dichiarato Alessandro Araimo, amministratore delegato di Warner Bros Discovery Southern Europe – Oltre al valore del lavoro fatto insieme resta un rapporto, anche personale, basato sulla stima e il rispetto reciproco. Da parte nostra guardiamo avanti con fiducia, con nuove sfide e nuovi obiettivi per la crescita del nostro gruppo”.
Ancora più istituzionale la risposta di Amadeus: “Sono stati due anni intensi, ringrazio Alessandro Araimo per la stima, assolutamente reciproca e faccio un grosso in bocca al lupo a tutto il gruppo Warner Bros. Discovery per i progetti futuri”. Per quanto riguarda i progetti di Amadeus invece non sappiamo quanto bisognerà aspettare.

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