Ambra Orfei, la morte improvvisa del marito, la guerra con Moira e la difesa del circo: “Ci accusavate di lucrare sugli animali, ma c’è chi li uccide per fare scarpe e pellicce”
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Ambra Orfei è nata e cresciuta in una delle famiglie circensi più famose e importanti d’Italia, figlia di Nando, sorella di Stefano e pro cugina di Moira Orfei, da sempre ha respirato l’odore della pista e vissuto tra gli animali e i sorrisi dei bambini. Ospite de La Volta Buona, nella puntata di oggi lunedì 4 maggio, l’artista ha ancora una volta ricordato il grande dolore provato per la morte improvvisa del marito, avvenuta nel giorno di Natale a causa di un malore improvviso.
Una perdita che ha trasformato la vita di Ambra che fino a qualche tempo fa si sentiva realizzata per tutto ciò che aveva avuto, soprattutto per la nascita della figlia. “Eravamo due mosche bianche -ha detto Ambra- ci siamo trovati al momento giusto delle nostre vite, è stato un amore grande, un filo spezzato all’improvviso”. Molto commossa, l’artista ha raccontato quello che è stato il grande amore della sua vita, confortata dal calore dello studio.

I ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza nel circo
Di ben altra natura è stata l’intervista rilasciata da Ambra Orfei al Corriere della Sera, occasione in cui ha raccontato cosa abbia significato per lei crescere in un circo: “E’ stato come vivere nel paese dei balocchi, andavo a dare il pane agli elefanti, giocavo con gli scimpanzé, accarezzavo i leoni. Sembrava di stare sempre in vacanza”.
Nella stessa intervista la discendente Orfei ha dichiarato di non aver provato alcuna invidia per i coetanei che conducevano una vita normale e non giravano l’Italia a bordo di un caravan: “Li guardavo e pensavo: che tristi, poverini, alla sera vanno a casa ed è tutto buio, da noi invece era una festa di luci, colori e musica”. Poi il racconto della sua casa sulle ruote: “La mia casa era un tir adibito a abitazione, una casa fatta come un treno, sviluppata per il lungo. Immagini un vagone con tutte le camere in fila, unite poi da un grande salone con una cucina abitabile. Era un quadrilocale ampio, meglio di molte case di oggi”.
Il rapporto con Moira Orfei
Nel corso dell’intervista Ambra Orfei ha anche parlato del suo rapporto con Moira Orfei, la cugina di suo padre, era rimasta orfana e i due cugini sono cresciuti insieme, ma i rapporti tra i due non sono stati mai idilliaci. Ambra la ricorda come una donna che voleva stare sempre al centro dell’attenzione: “Era piena di voglia di vivere, eccentrica, colorata, molto simpatica con le persone a cui voleva bene. Ma se gli eri antipatico era faticosa, difficile: aveva un carattere molto particolare”.
La discendente Orfei, negli anni Ottanta e Novanta anche volto televisivo e adesso imprenditrice ha rivelato che Moira la vedeva come una rivale: “Purtroppo in una parte della mia vita mi vedeva come una sua rivale e quindi abbiamo passato anni difficili. Lei aveva la sua struttura con suo marito, io avevo il mio circo con la mia famiglia, quindi non ci siamo incrociate per molto tempo, anzi ci siamo trovate a essere concorrenti. Eravamo come la famiglia Ewing di Dallas: quando ci sono tanti personaggi che vogliono primeggiare, può immaginare quante battaglie”.

Le accuse di maltrattamenti agli animali
Durante l’intervista Ambra Orfei ha parlato anche della polemica legata ai presunti maltrattamenti sugli animali e di come il circo sia andato in crisi in seguito alla questione animalista: “Colpa dei Verdi, che all’epoca hanno usato una categoria debole per farsi pubblicità. Il circo ha iniziato a non essere più amato dai bambini a causa di queste accuse, è stato raccontato come un luogo dove venivano maltrattati e torturati gli animali, dove prosperavano i loro aguzzini”.
Ambra ha raccontato un episodio in cui suo padre Nando fu costretto a uccidere un leone: “Fu una tragedia. Durante uno spettacolo per le scuole a Napoli, ancora non sappiamo come, venne liberato un leone che stava per attaccare i bambini. Mio padre si mise in mezzo e si ritrovò addosso una bestia di 350 chili che gli azzannava un braccio, è caduto a terra e stava per morire soffocato. Mia mamma è riuscita a passargli una pistola e lui ha sparato”.
Infine Ambra ha aggiunto: “Gli animali non devono stare nel circo, sono d’accordo. Però quando abbiamo iniziato noi era un altro mondo, il circo era l’unico modo per vedere un animale: non c’era internet, la gente non poteva permettersi di viaggiare con pochi euro come si fa oggi. Oggi il circo non è morto, si è semplicemente evoluto”
La risposta alle accuse di lucrare sugli animali
L’imprenditrice è stata poi categorica sulla questione maltrattamenti sugli animali: “Mio padre era molto diverso da come uno se lo aspettava: non era un gladiatore, ma la persona più buona del mondo, non ha mai trattato male un animale in vita sua. Io ho passato notti intere a massaggiare le pance dei cavalli e degli elefanti perché avevano le coliche”.
E alle accuse di chi ha accusato gli Orfei di lucrare sugli animali, Ambra ha risposto: “Ci sono ancora oggi attività dove non lavori con gli animali, ma li usi per fare scarpe, pellicce, vestiti. Ci sono attività dove vengono utilizzati gli animali per le corse, dove vengono venduti, c’è un mercato incredibile: non è uguale?”

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