Amore, diamanti e tribunali: il caso del Principe di Linguaglossa e la modella Tanya Yashchanka
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Il confine tra un gesto d’amore estremamente generoso e il reato di circonvenzione di incapace è spesso sottile come il filo di una collana di perle, ma in questo caso a pesare sono i carati. La vicenda che vede contrapposti il Principe di Linguaglossa e la modella Tanya Yashchanka ha riconquistato i riflettori mediatici grazie alle recenti interviste rilasciate dai protagonisti nel salotto televisivo di La volta buona.
Quella che sembrava una favola moderna nata da un colpo di fulmine in un ristorante si è trasformata in una battaglia legale a colpi di perizie psichiatriche, bonifici milionari e accuse di autoriciclaggio.
Un colpo di fulmine da un milione di euro
Secondo il racconto del principe, la relazione è iniziata sotto i migliori auspici. Un incontro casuale, un’attrazione immediata e l’inizio di un idillio fatto di viaggi di lusso tra Beverly Hills, le Maldive e Dubai.
Tuttavia, dietro la facciata dorata, il principe Giacomo Bonanno di Linguaglossa descrive oggi un meccanismo di pressione psicologica: “Se non compri, me ne vado”.
Il bilancio presentato in tribunale è vertiginoso: oltre 1,3 milioni di euro spesi in regali, tra cui due auto, orologi di lusso, vestiti firmati e un anello di fidanzamento da ben 85 mila euro.
“Ero il suo bancomat”, ha dichiarato amaramente il principe, sostenendo di essere stato raggirato in un momento di estrema fragilità emotiva, segnato dalla perdita della madre e dalla fine del precedente matrimonio.

La difesa di Tanya: “Ero innamorata, i regali non si restituiscono”
Di parere diametralmente opposto è Tanya Yashchanka, oggi imputata. La modella respinge ogni accusa di manipolazione, dipingendo il principe come un uomo colto, intelligente e, soprattutto, consapevole delle proprie azioni.
“Mi ha conquistata subito, era divertente e parlava tre lingue”, ha raccontato Tanya, sottolineando come Giacomo fosse solito tenere un tenore di vita altissimo, simile a quello avuto con l’ex moglie.
Per la modella, i soldi e le carte di credito le venivano messi a disposizione spontaneamente come prova di un amore che puntava al matrimonio.
Tanya ha inoltre rivelato un dettaglio doloroso: una gravidanza interrotta e la presunta fuga di lui davanti alle responsabilità, seguita da un ritorno con promesse di “amore eterno”.
Riguardo ai beni spariti, la modella ha ammesso un “errore grave”: aver affidato parte dei regali a un suo ex fidanzato per “custodirli”, finendo per perderne il possesso.
Il nodo legale: circonvenzione e autoriciclaggio
Il cuore del processo, che dovrebbe arrivare a sentenza entro la fine del 2026, ruota attorno alla capacità di intendere e di volere del principe durante il periodo della relazione.
La Procura ha nominato per lui un amministratore di sostegno, ritenendo che la sua fragilità emotiva lo abbia reso vulnerabile alle richieste della modella e del suo entourage (si parla anche di bonifici sospetti verso il fratello di lei).

Un elemento chiave della disputa è l’anello di famiglia. Mentre l’anello di fidanzamento nuovo è considerato un regalo (che legalmente spesso non va restituito se non è “di famiglia”), il principe sostiene che Tanya gli abbia sfilato un gioiello ancestrale mentre lui era in uno stato di confusione.
Gioiello che è stato poi effettivamente rinvenuto e sequestrato durante le perquisizioni.
Due verità a confronto
Da una parte, un uomo che si sente vittima di una “truffa sentimentale” orchestrata con l’aiuto di terzi; dall’altra, una donna che si dice delusa da promesse nuziali infrante e che rivendica la natura spontanea dei doni ricevuti.
Mentre il direttore di Oggi, Andrea Biavardi, invita alla cautela ricordando che la circonvenzione è un reato tecnico difficile da dimostrare, il pubblico resta diviso.
Il principe Giacomo assicura di aver finalmente trovato la serenità accanto a una nuova compagna che “non chiede nulla”, mentre Tanya dichiara di voler solo che la verità emerga in aula.
La parola passa ora ai giudici: sarà il tribunale a stabilire se quello tra Giacomo e Tanya sia stato un amore lussuoso e sfortunato o un lucido piano di spoliazione patrimoniale.
