Andrea Delogu a Citofonare Rai2: dai cubi della riviera al sogno realizzato con Renzo Arbore
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In una recente e vivace puntata di Citofonare Rai2, il salotto televisivo guidato da Paola Perego e Paola Barale ha ospitato una delle figure più poliedriche e amate dello spettacolo italiano: Andrea Delogu.
Con la sua solita schiettezza e un pizzico di sana autoironia, la conduttrice si è lasciata andare a un racconto intimo e professionale, ripercorrendo le tappe di una carriera costruita tra gavetta, intuizioni social e incontri con veri e propri giganti della televisione.
Le radici e l’emozione degli inizi: la scuola della Gialappa’s
Il viaggio di Andrea Delogu nel mondo dello spettacolo non è stato un percorso lineare, ma una scalata fatta di passione e sogni coltivati fin dall’adolescenza.
Durante l’intervista, Andrea ha ricordato con visibile commozione i suoi primi “maestri”. Si tratta della Gialappa’s Band e del Mago Forrest, figure che per lei rappresentavano l’eccellenza assoluta della televisione.
Andrea ha confessato di essere stata una fan accanita, al punto da registrare ossessivamente le puntate dei loro programmi sulle vecchie VHS.
Ritrovarsi anni dopo a lavorare proprio con loro è stato descritto dalla conduttrice come un vero e proprio sogno che si realizzava, un inizio “emotivamente importante” che le ha permesso di crescere professionalmente in un solo anno più di quanto avrebbe mai immaginato.
Di quel periodo, Andrea conserva un ricordo indelebile della straordinaria professionalità di Forrest, definendolo una persona rara in un ambiente spesso complesso.

La svolta digitale: da Twitter a Stracult con Marco Giusti
Uno dei passaggi più curiosi e moderni della carriera di Andrea Delogu riguarda il suo approdo in Rai, avvenuto in modo quasi rocambolesco grazie ai social media.
Mentre molte carriere si costruiscono su lunghi curriculum accademici, quella di Andrea ha trovato una svolta decisiva grazie al “vecchio Twitter”.
Marco Giusti, l’ideatore dello storico programma Stracult, la notò proprio sulla piattaforma social. Affascinato da ciò che scriveva, Giusti decise follemente — come ammesso dalla stessa Delogu — di “buttarla in onda” nonostante lei avesse alle spalle solo piccole esperienze in televisioni satellitari.
L’esperienza a Stracult è stata una palestra di vita e di diretta. Andrea ha ricordato con affetto il clima di quel programma, dove “succedeva di tutto” e dove la sincerità brutale di Marco Giusti portava a situazioni imprevedibili, con ospiti che a volte abbandonavano lo studio.
Quella che era nata come una scommessa si è trasformata in una famiglia artistica, chiudendo il ciclo del programma insieme a Giusti e Fabrizio Biggio.
Il passato nelle discoteche e il legame con Ema Stokholma
Oltre alla televisione colta e di nicchia, c’è un’anima profondamente pop e notturna nel passato di Andrea Delogu. Durante la chiacchierata con Perego e Barale, è emerso il forte legame con Ema Stokholma, con la quale Andrea ha formato una coppia artistica per anni.
Prima di conquistare gli studi Rai, le due amiche hanno lavorato intensamente nelle discoteche.
Andrea, originaria di Rimini e cresciuta con il ritmo della riviera nel sangue, ha ricordato con orgoglio i tempi in cui faceva la vocalist e la DJ, spesso esibendosi proprio sopra il “cubo”.
È stato proprio questo sodalizio, nato tra i locali di Bologna e della Romagna, a spingerle a tentare la fortuna a Roma, iniziando con il programma A Gratis.
Nonostante l’apparenza delicata e raffinata che mostra oggi in TV, Andrea rivendica con orgoglio quelle radici, sottolineando come i pregiudizi sulla “ragazza della discoteca” siano spesso ingannevoli.
L’incontro con il Maestro: Renzo Arbore
Se la Gialappa’s è stata l’emozione iniziale e Giusti la grande occasione, Renzo Arbore rappresenta la consacrazione definitiva.
Contrariamente a quanto si possa pensare, il loro rapporto non è iniziato direttamente sul piccolo schermo. Arbore, sempre attento alle nuove tecnologie, aveva un portale web chiamato Renzo Arbore Channel e cercava qualcuno che potesse spiegare ai nuovi utenti come navigare tra i suoi storici contenuti d’archivio.
Anche in questo caso, Twitter ha fatto da tramite. Dopo averla vista all’opera nel mondo digitale e a Stracult, Arbore decise di portarla in prima serata per celebrare i trent’anni di Indietro tutta! con lo speciale 30 e l’ode.
Lavorare accanto ad Arbore e Nino Frassica è stato per Andrea il sigillo finale di una carriera costruita sul talento e sulla capacità di saper comunicare in modo autentico, indipendentemente dal mezzo utilizzato.

Aneddoti e segreti: il mobiletto rubato e il “peccato” con Gerry Scotti
L’intervista non ha risparmiato momenti di puro divertimento e confessioni inaspettate. Un siparietto esilarante ha riguardato un mobiletto presente in studio che Andrea ha riconosciuto con stupore: pare che fosse un pezzo d’arredamento sottratto proprio da casa sua l’anno precedente.
Ma la confessione più curiosa riguarda un progetto musicale del passato di cui Andrea si dice “abbastanza vergognata”.
Si tratta di un brano prodotto nientemeno che da Gerry Scotti, il quale ne aveva anche scritto il testo nella speranza di ottenere successo con un progetto legato alla CIA.
L’operazione, come ammesso candidamente dalla conduttrice, andò “malissimo”, diventando uno di quegli scheletri nell’armadio che oggi Andrea racconta con un sorriso, consapevole che ogni passo, anche quello più incerto, l’ha portata a essere la professionista sicura e brillante che vediamo oggi.
