Antonella Clerici e il dolore per Crans-Montana: “Basta giudicare i ragazzi, serve empatia non ferocia”
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Il ritorno in tv di Antonella Clerici dopo la pausa natalizia non è stato all’insegna dei sorrisi abituali. La conduttrice ha aperto la puntata di oggi, 5 gennaio 2026, di È sempre mezzogiorno con un monologo toccante e durissimo, rivolto alla tragedia che ha sconvolto il Capodanno a Crans-Montana.
Un intervento da madre, prima che da professionista, volto a difendere la memoria dei giovanissimi coinvolti e a condannare il cinismo che troppo spesso corre sui social.
Il cuore di una madre: il discorso di Antonella
“È iniziato in maniera tragica”, ha esordito la Clerici con gli occhi lucidi, riferendosi al 2026 appena nato sotto il segno del lutto.
La conduttrice, mamma della sedicenne Maelle, ha parlato direttamente alla pancia del Paese: “Posso solo immaginare il dolore dei genitori. Quello che ho letto in questi giorni l’ho trovato estremamente vergognoso”.
Il riferimento è alle polemiche nate attorno al comportamento dei ragazzi presenti nel locale Le Constellation al momento del rogo. Molti commenti online hanno criticato l’uso dei cellulari per filmare l’incendio o il fatto che i ragazzi fossero fuori a quell’ora.
“Hanno 16 anni, non si rendono conto di quello che sta succedendo”, ha ribattuto Antonella. “Pensano a una goliardata, poi diventa tutto troppo tardi. Erano in montagna con i genitori, sono usciti per un brindisi a piedi, senza auto, in un posto che doveva essere sicuro. Non giudicate, restate vicini a queste famiglie”.
Il grido finale è un monito contro l’inaridimento sociale: “L’empatia è importantissima. Se non la proviamo tra di noi, diventiamo delle bestie”.
La tragedia di Crans-Montana: cosa è successo a Capodanno
Mentre le parole di Antonella Clerici risuonano nelle case degli italiani, la cronaca continua a restituire dettagli agghiaccianti su quella che è già stata definita la “Strage del Constellation”.
La dinamica del rogo
Nella notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, un incendio devastante è divampato all’interno del bar Le Constellation, uno dei locali più noti della stazione sciistica svizzera.
Secondo i primi rilievi della polizia cantonale del Vallese, le fiamme sarebbero state innescate dall’uso incauto di effetti pirotecnici indoor o candele vicino a decorazioni infiammabili.
In pochi istanti si è verificato il fenomeno del flashover: un’esplosione di calore che ha saturato l’ambiente di fumo tossico e fiamme, rendendo quasi impossibile l’evacuazione.
Molti ragazzi sono rimasti intrappolati nel piano interrato del locale, dove l’unica uscita di sicurezza sarebbe risultata parzialmente ostruita o non a norma.
Le vittime italiane: il ritorno a casa
Il bilancio finale è pesantissimo: 40 morti e oltre 110 feriti. Tra le vittime accertate figurano sei giovanissimi italiani, tutti di età compresa tra i 15 e i 17 anni.
Proprio oggi, 5 gennaio, un volo di Stato ha riportato in Italia le salme di cinque di loro (Giovanni, Achille, Emanuele, Chiara e Sofia), atterrando all’aeroporto di Linate tra il silenzio e la commozione delle autorità.
Gli ultimi aggiornamenti sulle indagini
La Procura elvetica ha ufficialmente iscritto nel registro degli indagati i due gestori del locale con l’accusa di omicidio colposo plurimo e incendio colposo.
Dalle ultime perizie tecniche è emerso che il locale aveva presentato pochi giorni prima della strage una richiesta di ampliamento che avrebbe previsto l’eliminazione di un’ulteriore via di fuga laterale.
Le autorità stanno inoltre verificando se la capienza massima del bar fosse stata ampiamente superata per la serata di Capodanno.
Un appello che scuote le coscienze
L’intervento di Antonella Clerici non è stato solo uno sfogo, ma una lezione di civiltà. In un’epoca in cui la tragedia diventa spesso pretesto per il “tribunale dei social”, ricordare che dietro i pixel ci sono famiglie distrutte è un atto dovuto.
Il 2025 si è chiuso con un dolore immenso, ma il 2026 deve ripartire da quella parola che la conduttrice ha invocato con forza: empatia. Perché nessuna critica potrà mai lenire il vuoto di una sedia che rimarrà vuota, nelle scuole di Roma, Milano e Genova, da questo mercoledì.
