Antonella Elia a La Volta Buona: “L’aborto è il mio rimpianto più grande, una colpa che sto espiando”
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Il drammatico racconto a Caterina Balivo: tra il dolore per la perdita dei genitori, la scelta di non diventare madre e la solitudine di oggi.
Antonella Elia si racconta. Ospite nel salotto di Caterina Balivo a La Volta Buona, la showgirl ha abbandonato la maschera dell’ironia per affrontare i capitoli più bui e dolorosi della sua vita.
Un’intervista intensa, dove il confine tra confessione e catarsi si è fatto sottilissimo, toccando temi delicati come l’aborto, la solitudine e il peso del passato.
Una vita segnata dalle assenze
Il dialogo si è aperto su un trauma profondo: la perdita precoce dei genitori. La Elia ha ricordato come la madre sia venuta a mancare quando lei aveva solo un anno, seguita dal padre, scomparso in un incidente quando lei non ne aveva ancora 14.
Alla domanda se quel dolore si fosse mai rimarginato, Antonella ha risposto con una metafora potente: “Non è un buco nero, è una pelle sensibile che brucia”. Questa vulnerabilità cronica sembra essere il filo conduttore di tutta la sua esistenza.

Il rimpianto dell’aborto: “Un peccato che non mi perdono”
Il momento più toccante dell’intervista è arrivato quando si è parlato della scelta di abortire a 26 anni. Nonostante siano passati decenni, Antonella Elia definisce oggi quella decisione come “completamente sbagliata”.
Con una severità inaspettata verso se stessa, ha dichiarato: “Ritengo che sia un peccato, perché comunque togli la vita a un essere che sta per nascere”.
La showgirl ha descritto quell’atto come un segno indelebile, una “macchia” e una “vergogna” che non riesce a superare.
Nonostante Caterina Balivo abbia provato a contestualizzare la scelta come frutto di un’immaturità legata alla sua storia personale (la mancanza di una famiglia solida alle spalle), la Elia è rimasta ferma sulla sua posizione: “Assolutamente non mi sono mai perdonata, né mai mi perdonerò”.
Il “Karma” e la maternità mancata
Antonella ha rivelato di aver provato a diventare madre in età adulta, ma la gravidanza non è andata a buon fine a causa del mancato sviluppo dell’embrione.
In quel dolore, la showgirl vede una sorta di giustizia poetica negativa: “È la pena karmica che io pago… il karma mi ha punita”.
Per lei, quella perdita è stata l’espiazione per l’errore commesso in gioventù, una convinzione che nemmeno le parole di conforto della conduttrice sono riuscite a scalfire.
La solitudine e la ricerca di un equilibrio
Oggi, Antonella Elia confessa di soffrire profondamente la solitudine. Sebbene la società spinga verso l’idea di famiglia come unico porto sicuro, lei ammette che restare soli richiede molto coraggio, un lavoro su se stessi che definisce “enorme”.
Nonostante le sollecitazioni in studio su un possibile nuovo amore, la showgirl si è mostrata categorica: al momento non c’è spazio per nuove relazioni.
Il suo sguardo resta rivolto a quel figlio mai nato, un essere che immagina avrebbe amato “svisceratamente” e che oggi le manca come una presenza reale, mai concretizzata.
L’intervista si è conclusa con una riflessione universale sul coraggio di mettere al mondo un figlio, definito come un “atto d’amore incredibile”, lasciando il pubblico con l’immagine di una donna che, dietro la facciata televisiva, continua a combattere contro i propri fantasmi con una onestà brutale e commovente.
