Artem,”Pino ‘o pazzo “di Mare Fuori, condannato a 1 anno di reclusione, è accusato di aver danneggiato quattro autovetture, concessa la sospensione condizionale della pena
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Artem Tkachuk, il celebre “Pino ‘o pazzo” della popolare serie tv, Mare Fuori, si è sempre professato estraneo alla vicenda di cui è accusato, il danneggiamento aggravato di 4 autovetture nella notte tra il 20 e il 21 maggio scorso nella zona di Via Molino Prepositurale a Rho, in provincia di Milano. Il giorno stesso dell’arresto, convalidato senza alcuna misura cautelare, l’attore aveva affermato di essere uscito pochi minuti da casa e di essere stato fermato dalla polizia in quanto gli agenti erano convinti che ci fosse anche lui tra il gruppo di ragazzi autori dei danneggiamenti.
Dopo poco più di due mesi dal reato per cui Artem è stato imputato, nella giornata di oggi 23 luglio la giudice Amelia Managò ha condannato tramite sentenza emessa con rito abbreviato, l’attore a altri tre giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni alla pena di un anno di reclusione alla quale la giudice ha concesso la sospensione condizionale e la non menzione nel casellario giudiziario se “ripareranno alle conseguenze del reato”, ossia provvederanno a risarcire i danni entro 6 mesi.
Secondo quanto si legge nei capi di imputazione, l’attore e gli altri tre giovani avrebbero preso a calci le auto in sosta e una volta sopraggiunta la polizia Tkachuk si sarebbe prodotto in minacce e insulti nei confronti degli agenti tanto da essere denunciato anche, in un fascicolo separato, per minacce a pubblico ufficiale. Per quest’ultima accusa l’attore si era scusato nell’udienza di convalida dell’arresto, dicendo che era stata una reazione di rabbia per essere stato coinvolto ingiustamente in un episodio di cui era completamente estraneo.
La reazione di Artem su Instagram
La reazione di Tkachuk su Instagram non si è fatta attendere, l’attore si è prodotto in un lungo sfogo contro la stampa e le forze dell’ordine colpevoli a suo avviso di divulgare una versione distorta dei fatti: “Quarantamila maghrebini e tanti psicopatici che violentano ragazzine e fanno quello che gli pare, distruggono ogni giorno qualcosa o qualcuno… voi cretini puntate il dito su di me e non risolvete i problemi veramente gravi e seri” .
Comincia così il messaggio di Artem che nella parte centrale del suo sfogo social ha ribadito la sua versione dei fatti: “Quella notte come dichiarato anche davanti al giudice ho fatto 200 metri per comprare le sigarette e mi sono trovato in un blitz con accuse che c’erano macchine rotte. Ovviamente ho opposto resistenza a sti poliziotti che potevo veramente spezzarli in due secondi … ammetto di aver bevuto un po’ in più quella notte. E ho sbagliato a non essere diplomatico come voi…ora andate a puntare il dito su di me senza prove e senza alcun motivo, soltanto perché dietro al giornalismo c’è un business che la gente comune non comprende….questo è il prezzo di chi sta sotto ai riflettori”
Nella parte finale del suo sfogo l’attore parla delle fragilità che possono nascondersi dietro un personaggio pubblico, terminando il suo messaggio con una provocazione: “Ammetto che ho avuto un periodo no nella mia vita e ho sottovalutato cos’è la depressione e di conseguenza nella mia solitudine cercavo di ammorbidire il dolore interiore con l’alcol che poi è diventato abitudinale nel mio quotidiano ed è sbagliato…(…) ma non sono né primo, né l’ultimo che è stato preda del show business e del demonio. (…) E per quanto vorreste vedermi morto o sotterrato non ci riuscirete mai perché ormai la mia corazza è diventata indistruttibile. Non mi piegherò a voi corrotti”.
Le passate vicende giudiziarie di Tkachuk
Non è la prima volta che il nome dell’attore fa capolino nelle cronache giudiziarie, anche se nella sentenza odierna la giudice ha escluso per lui la recidiva. Artem il 17 settembre scorso aveva dato in escandescenze, mentre era in forte stato di agitazione, all’ospedale Vecchio Pellegrini a Napoli, in quella occasione era stato denunciato per esistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. Nell’aprile 2019 invece l’attore allora poco più che diciottenne era stato aggredito e ferito con un coltello sempre a Napoli.

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