Ascanio Pacelli e il “fattore Katia”: perché dopo 22 anni il desiderio per sua moglie non si spegne
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In un panorama mediatico dove i matrimoni tra celebrità sembrano avere la data di scadenza stampata sul retro, la storia tra Ascanio Pacelli e Katia Pedrotti continua a rappresentare un’eccezione che scardina le regole del gossip. Ospite di Caterina Balivo a “La Volta Buona”, l’ex protagonista del Grande Fratello ha parlato della sua nuova vita tra cinema e sport, ma non ha potuto evitare di rispondere alla domanda che il pubblico si pone da oltre due decenni: come si fa a restare uniti, e soprattutto attratti l’uno dall’altra, dopo così tanto tempo?
La formula della stabilità oltre i riflettori
Il legame con Katia Pedrotti è iniziato davanti alle telecamere, ma è nel silenzio della quotidianità che si è consolidato. Ascanio è stato molto chiaro nel definire i contorni di un rapporto che dura da ventidue anni, di cui ventuno di matrimonio.
La sua analisi non scade nel romanticismo da fotoromanzo, ma si poggia su basi estremamente concrete. Secondo Pacelli, la prima pietra di un rapporto duraturo è l’accettazione dell’altro nella sua interezza, un processo che implica il saper convivere con i pregi ma soprattutto con i difetti del partner.
Tuttavia, il vero punto di svolta nelle sue dichiarazioni riguarda la sfera dell’attrazione.
Ascanio ha sottolineato come il desiderio fisico verso Katia sia ancora il motore trainante della loro unione. Nonostante il passare degli anni, la percezione dell’altro non è sbiadita: “Ancora ci piacciamo tanto”, ha ammesso con semplicità.
Questo elemento trasforma la fedeltà da un obbligo morale a una conseguenza naturale. Quando il desiderio rimane vivo e si evolve insieme alla coppia, viene meno la necessità di cercare conferme o stimoli all’esterno. È questo “fattore Katia” a rendere la loro coppia impermeabile alle dinamiche tossiche del gossip contemporaneo.
Il debutto al cinema: Il Tempo è Ancora Nostro
Mentre la vita privata scorre su binari sicuri, quella professionale vede Ascanio impegnato in una sfida inedita. È infatti nelle sale con “Il Tempo è Ancora Nostro”, un progetto diretto da Maurizio Matteo Merli che segna un primato: è il primo lungometraggio italiano interamente dedicato al mondo del golf.
In questo film, Ascanio non porta solo la sua esperienza tecnica come golfista professionista, ma si mette alla prova come attore protagonista in una veste che mescola sport e narrazione introspettiva.
L’emozione più grande per Pacelli, però, è legata a un passaggio di testimone generazionale. Nel film, il ruolo del protagonista da bambino è interpretato da suo figlio, Tancredi Pacelli.
Questo dettaglio ha conferito alla pellicola una profondità umana particolare, permettendo al pubblico di vedere riflessi sullo schermo i tratti somatici e le espressioni autentiche di una famiglia reale.
Ascanio ha raccontato come lavorare con il figlio sia stato un momento di crescita per entrambi, un modo per condividere la magia del set e, allo stesso tempo, la passione per uno sport che per lui rappresenta molto più di un semplice hobby.
Sdoganare il golf attraverso la “dramedy”
Il film si inserisce nel solco della “dramedy”, un genere che permette di affrontare temi complessi con un tono che alterna commozione e leggerezza.
L’obiettivo dell’operazione, supportata con convinzione dalla Federazione Italiana Golf, è quello di ripulire questa disciplina dai cliché che la vorrebbero riservata solo a una ristretta élite.
Attraverso la storia raccontata da Merli, il golf diventa un linguaggio universale per parlare di amicizia, di tempo perduto e di nuove opportunità.
Ascanio ha spiegato come lo sport sia una palestra di vita incredibile, capace di insegnare la pazienza e la gestione della frustrazione, valori che lui stesso applica quotidianamente.
Sul set, circondato da attori professionisti come Mirko Frezza e Andrea Roncato, ha cercato di trasmettere questa passione viscerale, dimostrando che il golf può essere uno sport popolare, accessibile e, soprattutto, capace di raccontare storie che toccano il cuore di tutti, non solo degli addetti ai lavori.
La sfida di Ascanio Pacelli è chiara: dimostrare che, sia in amore che nello sport, la costanza e la dedizione sono le uniche strade per ottenere risultati che durano nel tempo.
