Asia Argento: “Sono un’ex alcolista, ho detto addio a Instagram e ho chiesto scusa per i miei errori”
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Il percorso di rinascita di Asia Argento segna una svolta radicale, segnata dal ritorno sul set e da una profonda confessione sulla sua salute e sulla sua vita privata. In una toccante intervista rilasciata al settimanale “Sette” del Corriere della Sera, l’attrice e regista romana si racconta senza ipocrisie o falsi moralismi.
Oggi, a cinquant’anni, l’artista rivendica con orgoglio e fatica un traguardo che fino a qualche tempo fa sembrava irraggiungibile, ovvero la conquista di una ritrovata sobrietà e l’ammissione consapevole di una patologia cronica.
La malattia che mi ha salvato la vita
Le parole della regista sono una potente testimonianza di quanto il baratro possa a volte trasformarsi in un’opportunità di riscatto.
Argento ammette chiaramente che stava morendo, ma aggiunge una riflessione controintuitiva: invece di ucciderla, la sua malattia l’ha salvata.
Questo paradosso racchiude la durezza del suo percorso personale. Nonostante i tentativi passati con la psicoterapia, la filosofia buddista o l’uso rituale dell’ayahuasca, la vera svolta è arrivata grazie al celebre programma dei dodici passi.
Questo metodo rigoroso richiede una onestà spietata verso se stessi. La regista chiarisce che la dipendenza dall’alcol è paragonabile a una patologia cronica come il diabete, dalla quale non si guarisce mai del tutto, poiché i risentimenti e le paure latenti restano sempre in agguato.
Per questa ragione, l’unica soluzione per preservare la propria salute mentale e fisica consiste nel lavorare quotidianamente su se stessi e restare in contatto con una comunità che condivide il medesimo cammino spirituale, affrontando la quotidianità un giorno alla volta.

Il superamento dell’ego e le scuse pubbliche
La sobrietà ha imposto all’artista una revisione totale delle proprie relazioni umane e professionali. Nel corso della sua confessione a “Sette”, ammette di aver compreso il proprio livello di responsabilità nelle dinamiche tossiche del passato.
Se prima la tendenza naturale era quella di sentirsi una vittima delle parole e delle azioni altrui, la pulizia interiore le ha permesso di riconoscere che la colpa è quasi sempre divisa a metà.
Questo profondo esame di coscienza l’ha spinta a fare un passo indietro, a mettere da parte l’orgoglio e a chiedere scusa a molte persone che aveva ferito o allontanato nei momenti più bui della sua esistenza.
Si tratta di un percorso di riparazione che ridefinisce la sua reputazione digitale e umana, trasformando la rabbia del passato in una forma di matura compassione.
La decisione drastica di abbandonare Instagram
In questa totale ristrutturazione della propria vita, la gestione della presenza sui social network ha giocato un ruolo cruciale. Argento ha infatti preso la decisione radicale di rimuovere il proprio profilo Instagram, allontanandosi dalle logiche dei mi piace e della costante esposizione mediatica.
Secondo la sua attuale visione del mestiere, un’attrice deve mantenere un’aura di mistero per poter risultare credibile agli occhi del pubblico e dei registi.
L’iper-presenza sulle piattaforme digitali, l’esibizione della quotidianità e la continua interazione con i follower finiscono per cannibalizzare l’identità dell’artista, riducendo lo spazio sacro dell’interpretazione cinematografica.
La cancellazione dei social rappresenta quindi sia una scelta di salute mentale, sia una precisa strategia professionale per tutelare la propria arte.

Il ritorno al cinema con un thriller psicologico
Il frutto di questa ritrovata stabilità si riflette direttamente sulla sua carriera cinematografica.
Asia Argento è reduce dal Festival del Cinema di Cannes, dove ha presentato nella sezione Quinzaine des Cinéastes il suo nuovo progetto internazionale dal titolo “Death Has No Master” (La morte non ha padroni), diretto dal regista Jorge Thielen Armand.
La pellicola è un thriller psicologico e horror politico ambientato in Venezuela, in cui l’attrice interpreta Caro, un’ereditiera che tenta di riappropriarsi di una piantagione di cacao di famiglia. Si tratta di un ruolo viscerale che tocca da vicino i traumi e le eredità familiari della protagonista.
Argento ha definito questo ingaggio come un vero e proprio regalo arrivato in un momento complesso della sua carriera, un’opportunità professionale fondamentale che le permette di continuare a fare l’unico mestiere che conosce da quarantun anni e con cui mantiene la sua famiglia.
Questo ritorno alle scene dimostra che la vera rinascita artistica passa inevitabilmente attraverso la verità del proprio vissuto.
