Barbara D’Urso su Mediaset, De Filippi e Toffanin: “Ci sono documenti, chat e testimonianze, in tribunale mostreremo tutto”
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Dopo aver portato Mediaset in tribunale rifiutando un accordo con l’azienda che lei stessa ha definito “umiliante”, Barbara D’Urso ha parlato per la prima volta in maniera esaustiva dell’intera vicenda in una intervista rilasciata al quotidiano La Stampa a firma Maria Corbi. La conduttrice, da tre stagioni lontana dalla tv ad esclusione della fortunata esperienza a Ballando con le Stelle, è entrata nello specifico di quella che tuttora appare come una vera e propria defenestrazione dall’azienda di cui è stata per lunghissimo tempo uno dei volti più amati.
La causa a Mediaset, perché ha aspettato tre anni prima di procedere
La domanda iniziale a cui D’Urso ha risposto è anche probabilmente la più dolorosa, i motivi della causa all’emittente che ha sempre definito casa sua e dalla quale si è sentita umiliata e tradita.
“Dopo sedici anni di un rapporto intenso sia professionale che affettivo – ha spiegato Barbara D’Urso a La Stampa – durante i quali ho ricevuto molto ma ho anche dato tutta me stessa, tutto si è interrotto improvvisamente nel 2023. Non è stata una mia decisione e, per giunta, mi è stata comunicata da terze persone: da allora non ho mai ricevuto una spiegazione né un solo messaggio da nessuno.
Mi è stato poi riferito che esisteva il divieto assoluto di avere contatti con me: un trattamento che solitamente si riserva ai traditori, ai vili traditori. E ovviamente ho le prove. Questa decisione immotivata mi ha profondamente destabilizzata e inizialmente ho evitato di intraprendere battaglie perché non appartengono alla mia indole. Ma, dopo tutti questi anni, ho capito che non era giusto trascurare ancora questioni che avevo deciso di accantonare solo per il bene di quel rapporto”.

La risposta alle accuse di Mediaset
Barbara D’Urso ha poi smontato pezzo per pezzo le accuse di Mediaset nelle quali viene dipinta come una privilegiata che in sedici anni avrebbe guadagnato 35 milioni di euro. Compensi ovviamente versati dall’azienda alla conduttrice in relazione a quanto la sua presenza nei programmi avrebbe potuto portare a Mediaset in termini economici.
A discapito di commenti populistici sui compensi dei vip, ci preme sottolineare che nessuno regala mai nulla, ma un artista, uno sportivo e qualsiasi personaggio, viene pagato determinate cifre in relazione a quanto fa guadagnare in termini di pubblicità all’imprenditore che lo paga.
D’Urso ha chiarito anche questo punto sottolineando quanto affermato da Mediaset nei suoi confronti sia distorto e figlio di una narrazione tesa a sminuirla come persona e come artista.
“Ho letto molte cose in queste settimane, davanti alle quali sorrido perché tutto verrà chiarito – ha precisato D’Urso a Maria Corbi – E qualunque sia la cifra da me guadagnata in 16 anni di lavoro in esclusiva, che non è quella, facendo anche quattro trasmissioni contemporaneamente tra day-time, domenica e prime-time, Mediaset e Publitalia, dal mio lavoro, hanno guadagnato enormemente di più, com’è giusto che sia.
Però posso dire che sono anche un po’ irritata? Perché è ovvio che questa notizia, per altro falsa, è uscita per farmi apparire come quella interessata solamente ai soldi, che ne vuole altri. Ma non è assolutamente così. Io ora voglio solo tutelare i miei diritti e non solo quelli economici, che per me sono la parte meno importante: tutelo i miei diritti come lavoratrice e come artista che non è stata rispettata”.
A supporto di quanto dichiarato, Barbara D’Urso ha voluto raccontare una delle tante cose non vere che sono state dichiarate, quella sulla conduzione del Grande Fratello nel 2003 e sulla presunta occasione offertale da Mediaset di tornare in onda dopo anni.
“È stato detto, come riportato dalle agenzie, che nel 2003 mi è stato affidato il Grande Fratello offrendomi “la possibilità di tornare in onda” in un momento in cui ero ferma “da anni”. Ma i fatti dimostrano che proprio nel 2002-2003 ero impegnata come co-protagonista in due importantissime fiction per la Rai, tra cui il kolossal Orgoglio.
Per altro, me lo lasci sottolineare, ho dovuto pagare personalmente i danni alla Titanus, che produceva Orgoglio, che mi ha fatto causa (e l’ha vinta) perché conducendo il Grande Fratello, e avendo firmato un contratto in esclusiva con Mediaset, non ho potuto prendere parte alla seconda stagione nonostante avessi già firmato l’accordo in precedenza”.
Le bugie di Mediaset su Pomeriggio 5 e le mancate scuse per il post offensivo
La conduttrice parlando con La Stampa ha anche puntualizzato che quanto affermato da Mediaset su Pomeriggio 5 non corrisponde a verità.
“Se si fosse chiuso un ciclo sarebbe stato chiuso anche Pomeriggio 5 – ha spiegato D’Urso – programma ideato e scritto da me con altri autori e giornalisti di Videonews, come si evince dai titoli di coda e di testa andati in onda per 16 anni. Non crede? Ma il programma è proseguito pressoché identico per altre due stagioni, con lo stesso nome. È stata cambiata solamente la conduzione a settembre 2023, senza un vero cambio di linea editoriale e con il crollo della curva degli ascolti.
Questi sono fatti e non parole. E che non si sia chiuso un ciclo me lo dimostrano quotidianamente anche le persone che mi fermano per strada, che mi inondano d’affetto e mi chiedono quando tornerò in onda. Poi, scusi, è strumentale chiedere ad un Tribunale di accertare degli illeciti che si ritengono subiti, illustrandoli e documentandoli ampiamente? Secondo me no, ma ce lo dirà la Giustizia”
D’Urso ha poi rivelato quando ha capito di essere stata fatta fuori: “A fine giugno 2023, quando l’azienda ha deciso di pubblicare un comunicato, non concordato, dove si annunciava che non avrei più condotto Pomeriggio 5. È stato un fulmine a ciel sereno… Io non ne sapevo assolutamente nulla. In quel periodo stavamo anche trattando con i vertici di Mediaset il rinnovo contrattuale, che avrebbe previsto l’anno 2024/2025. Rinnovo, per altro, che mi era stato proposto dall’azienda. Come in Tribunale verrà dimostrato”
E sulle scuse mai arrivate su un post offensivo nei suoi confronti pubblicato su un profilo social ufficiale di Mediaset, la conduttrice ha precisato che il medesimo non le è stato mai giustificato: “Non me l’hanno mai giustificato. Nessuno mi ha mai chiesto scusa, neanche privatamente, e il post era gravemente lesivo e inaccettabile per la mia dignità di madre, di donna e di artista. Aspetto ancora delle risposte adeguate che arriveranno, spero, nelle aule di Tribunale”

Gli atti depositati in tribunale in cui si fa riferimento a De Filippi e Toffanin
Barbara D’Urso ha anche confermato il deposito di atti in cui si fa riferimento a De Filippi e Toffanin: “Negli atti di una causa vengono raccontati i fatti. Quelli di cui parliamo sono fatti che ho vissuto io in prima persona, e che molti altri, tra produttori, autori e ospiti dei miei programmi, hanno vissuto con me: li confermeranno quando saranno sentiti in Tribunale come testimoni.
Con il mio legale, l’Avvocato Federico Lucarelli, abbiamo lavorato per mesi alla preparazione di tutto il materiale necessario: documenti, chat, audio e molto altro, che ricostruiscono con precisione quanto accaduto. (Non ci sono state spiegazioni da parte delle dirette interessate), le ho detto che non ho mai più sentito nessuno”
La mancata mediazione con Mediaset
Infine la conduttrice ha spiegato i motivi del fallimento della mediazione con Mediaset: “Se ti dichiari disponibile ad un accordo serio e di sostanza, ti aspetti che l’altra parte faccia altrettanto. E, guardi, non si è parlato di risarcimenti monetari. Per me è importante tornare a fare il mio lavoro, che mi è stato strappato via senza poter nemmeno salutare il mio pubblico. Mi è stata fatta un’offerta talmente umiliante, che mi vergogno anche a raccontarla”.

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