Basciano prova ad allungare i tempi, durante l’interrogatorio presentati nuovi video e citati altri testimoni
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Alessandro Basciano ha rigettato ancora una volta le accuse imputategli e ascoltato per cinque ore dal pm Antonio Pansa, nell’interrogatorio che precede la chiusura definitiva dell’indagine che lo vede accusato di stalking nei confronti della ex compagna, Sophie Codegoni, ha riempito 21 pagine di trascrizioni sintetiche, ha depositato ulteriori video e citato altri testimoni a favore che potrebbero sconfessare definitivamente quanto depositato da chi lo accusa. Il deejay ha continuato a ribadire di non aver mai usato violenza fisica nei confronti della ex compagna, non tenendo conto che nella denuncia si parla di minacce e violenza verbale, da ritenersi lesive al pari di quelle fisiche, ma mai di violenza fisica.
Basciano, che dallo scorso 16 settembre indossa il braccialetto elettronico in ottemperanza a un provvedimento dello scorso aprile che gli impone il divieto di avvicinamento a Codegoni, ha contestualizzato anche le chat diffuse dalla stampa, fornendo nuovi elementi. Non sono chiari i motivi (o forse sì) per cui la difesa dell’indagato abbia deciso solo adesso di contestualizzare chat e presentare ulteriori elementi di indagine, che preludono probabilmente ad un allungamento dei tempi. La Procura in base ai documenti prodotti potrebbe richiedere ulteriori accertamenti prima di chiudere l’inchiesta.
Le dichiarazioni dell’avvocato di Basciano
Soddisfatto, Leonardo D’Erasmo, avvocato del deejay che ha dichiarato che il suo assistito è sereno, nella convinzione di avere prodotto elementi tali da ribaltare la situazione a proprio favore: “Abbiamo trovato un pm preparato e disponibile all’ascolto – ha detto il legale – è andato tutto molto bene” ha concluso, sottolineando quanto il proprio assistito si auguri un ritorno alla normalità e la chiusura di una vicenda che sta influendo negativamente sul piano morale e professionale..
Non sappiamo se i giudici si riserveranno di ascoltare i testimoni prodotti dalla difesa o riterranno chiusa la fase di indagine per poi ascoltarli durante il processo. D’Erasmo tra le altre cose ha dichiarato di aver presentato una istanza di revoca per la misura cautelare alla quale è sottoposto il proprio assistito, sarebbe la terza dopo il rigetto dell’ultima lo scorso 15 settembre.
Cosa accade adesso
Dopo l’interrogatorio di oggi la fase di indagine sarebbe sulla carta conclusa, come detto bisognerà capire nei prossimi giorni se i giudici vorranno ascoltare i testimoni in questa fase, prendersi ulteriore tempo per esaminare le nuove prove prodotte o andare direttamente a processo. Una cosa è certa, i tempi si allungheranno e potrebbe anche questa essere una strategia difensiva, il reato di stalking si prescrive in 6 anni e 6 mesi, il periodo parte dalla data in cui è stato commesso il reato, ipoteticamente sono passati 2 anni.
Nei prossimi quattro anni e mezzo la causa dovrebbe superare tre gradi di giudizio per giungere alla sentenza definitiva, un tempo molto limitato per i tempi biblici della giustizia italiana, la difesa di Basciano sta puntando alla prescrizione del reato? Potrebbe essere una ipotesi, l’avvocato D’Erasmo ha già dato prova di essere molto preparato in tecnicismi del genere e conoscere quali sono i tempi della magistratura.

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