Baudo, l’abbraccio della sua gente per l’ultimo saluto, le rivelazioni di Assumma: “Pippo pianse per la parole di Manca”, poi svela le cause della morte
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E da stasera Pippo Baudo veramente non c’è più, dopo l’abbraccio della sua gente in quel di Militello in Val di Catania, le spoglie del conduttore riposano accanto a quelle dei genitori nel cimitero del piccolo centro dell’entroterra catanese, che deve la sua notorietà proprio grazie al suo concittadino più illustre che non perdeva mai occasione per nominare il suo paese e le sue origini. Baudo ha voluto fare l’ultimo grande regalo alla sua terra, portare le telecamere di mezza Italia nel suo borgo natio, una mega cartolina per salutare chi gli ha voluto bene, l’ultima grande dimostrazione d’affetto per il suo popolo.
Il feretro con la salma di Baudo è arrivato poco dopo la mezzanotte dopo aver attraversato mezza Italia e aver raccolto l’affetto anche di coloro che hanno riconosciuto l’auto funebre sull’autostrada, ad attenderlo a Militello migliaia di persone. Stamattina 20 agosto un fiume di persone ha reso omaggio alla salma per poi riempire la piazza antistante la chiesa della Madonna della Stella dove nel pomeriggio si sono celebrate le esequie. Pippo anche da morto ha messo in piedi un commiato bellissimo e commovente, difficile non immaginare che avesse pianificato nei minimi particolari quello che sarebbe stato il suo ultimo atto, la sua ultima diretta televisiva, la più triste, ma che forse sarà una delle più ricordate per l’unicità della location e le emozioni del triste addio.
Pippo se ne va e con lui sessant’anni di televisione italiana, nonché di costume, ha saputo cavalcare mode e tempi per poi uscire in punta di piedi quando non si riconosceva più in quella tv che aveva amato e che per lui era famiglia. Baudo e il baudismo rimarranno nella cultura italiana, rimarranno i ricordi, quelli che hanno accompagnato le vite di gran parte di noi. Ci mancherà? Personalmente sì, come ha ben detto Massimo Falcioni qualche giorno fa, tutti sapevamo che Baudo in video non lo avremmo più visto, ma sapevamo che c’era e che poteva apparire da un momento all’altro anche solo in collegamento, da stasera non ci sarà più e siamo tutti un po’ più soli.

Le parole dell’avvocato Giorgio Assumma
Chiuso il commiato a Baudo, vogliamo rivelare alcuni retroscena raccontati dall’avvocato Giorgio Assumma amico da sempre del conduttore che ne ha accompagnato tutto il percorso artistico. In una lunga intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, l’avvocato si è lasciato andare ad alcuni retroscena sugli ultimi mesi di vita di Baudo e su alcuni momenti difficili del suo percorso artistico. Assumma ha smentito le voci di un Baudo morto a causa di un indebolimento fisico dovuto a malattie gravi o incidenti.
Gli ultimi mesi di Baudo
Baudo è stato aggredito da un grave indebolimento neurologico alle gambe, abbinato a gravi problemi di vista, il suo rammarico più grande era non riuscire più a leggere i giornali, si è isolato ed è deperito ancora di più: “Pippo ha avuto un indebolimento neurologico alle gambe che lo ha condizionato molto. In più, vedeva poco e cercava di nascondermelo, mi individuava attraverso la provenienza della mia voce”
Pippo era molto provato per la sua fragilità e viveva da recluso non voleva farsi vedere: “Tutte le volte che andavo a trovarlo, uscivo con un senso di angoscia. Non è quasi mai uscito se non per andare al compleanno di Pingitore del Bagaglino. Nell’ultimo periodo preferiva lunghe telefonate, gli raccontavo le barzellette e lo sentivo ridere. Un uomo che ha vissuto sull’apprezzamento degli altri era sottotono”
Assumma: “Le parole di Manca lo ferirono fino alle lacrime, lo accompagnai ad Arcore, si sentiva tradito, ma la vera crisi la ebbe nel 2011 quando fu considerato un personaggio del passato”
Assumma ha rivelato la reazione alle parole dell’allora presidente Manca che definì Fantastico 7 un programma nazional-popolare, precisando che lo diceva in senso negativo, eppure lo show ogni sabato sera teneva incollati 17 milioni di telespettatori davanti al video: “L’ho visto piangere sul mio divano quando, nel 1987, il presidente Rai Enrico Manca lo definì nazional‑popolare. Intorno ai 75 anni, nel 2011, fu considerato un volto del passato, perse sicurezza in sé stesso, e mi disse che fu il peggior periodo della sua vita. Lo accompagnai ad Arcore da Berlusconi… Pippo rimase in silenzio, pensando di essere stato tradito da quella che considerava sua madre”
L’ultimo saluto
L’avvocato Assumma è stato accanto a Baudo fino agli ultimi momenti, era presente al Campus di Trigoria dove il conduttore è deceduto ed era presente alla camera ardente del Teatro delle Vittorie. Da fraterno amico ha raccontato con delicatezza il momento dell’ultimo saluto: “Io che non mi commuovo mai, mi sono commosso mentre l’ho visto nella bara col suo smoking”. Adesso sappiamo anche che Pippo riposerà indossando il suo smoking, lo stile e l’eleganza condotte in vita lo accompagneranno anche nel sonno eterno.

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