Baudo, nessuno degli eredi ha ancora accettato l’eredità, probabili perplessità relative alla reale entità del patrimonio
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L’eredità di Pippo Baudo torna a far parlare di sé. Nonostante il testamento del popolare conduttore, deceduto a Roma lo scorso 16 agosto, sia stato aperto a Bracciano lo scorso 9 settembre, nessuno dei tre eredi ne avrebbe ancora accettato l’eredità, ammontante secondo le voci a circa dieci milioni di euro. Questo è quanto si apprende da Il Fatto Quotidiano, secondo cui né i due figli del conduttore, Tiziana e Alessandro, tantomeno la storica segretaria Dina Minna, avrebbero ancora accettato e quindi incassato il lascito.
Del testamento di Baudo si è a lungo parlato nelle settimane successive alla sua morte, a causa delle polemiche innescate dalla ex moglie, la soprano Katia Ricciarelli, che aveva ventilato un presunto isolamento dell’ex marito perpetrato da Dina Minna, contestando l’inclusione del nome della medesima nel testamento. Polemica smorzata sul nascere da eredi e amici del presentatore, che hanno smentito le affermazioni della soprano.

I presunti dubbi sulla reale entità del patrimonio di Baudo
Non ci sarebbero comunque problemi tra i tre eredi alla base della non avvenuta accettazione dell’eredità, ma la stima esatta del patrimonio di Baudo, i dieci milioni non sarebbero stati giudicati congrui considerata la carriera stellare del conduttore, pagato con ingaggi milionari per le sue prestazioni artistiche. Baudo nello specifico avrebbe secondo i rumor incassato 800 milioni di lire solo per i festival di Sanremo di cui è stato direttore artistico, diventati poi 800mila euro dopo il 2002 con l’avvento della valuta europea.
Ad implementare tali introiti ci sarebbero le acquisizioni immobiliari nel Lazio e in Sicilia. Insomma i 10 milioni di euro presenti nell’eredità coprirebbero a malapena le 13 conduzioni del festival di Sanremo. Il sito Open facendo una analisi solo sul patrimonio immobiliare di Baudo, ne ha quantificato in sei milioni di euro il valore. Il conduttore nella Capitale, oltre la palazzina con cinque appartamenti in via della Vite a ridosso di Via del Corso, possiede anche l’ufficio sito al quinto piano di un palazzo signorile in Via della Giuliana, nel quartiere Prati, a cento metri di distanza dal Centro di Produzione Rai di Via Teulada.
A tutto ciò vanno aggiunti vari terreni sparsi in Sicilia, tra cui mandorleti e aranceti e nel Lazio a Fiano Romano. Le ville a Morlupo e in Sardegna sono state invece ristrutturate e rivendute da Baudo quando era ancora in vita. Insomma, il testamento che dovrebbe essere stato archiviato da tempo è ancora aperto perché gli eredi non sono convinti dell’esatto ammontare dei beni? Le risposte arriveranno nelle prossime settimane.

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