Benji e Fede da Giorgia Soleri: terapia, errori del passato e la nuova vita tra paternità e rinascita
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Il salotto di Giorgia Soleri si trasforma nel teatro di un confronto senza filtri che va ben oltre la classica intervista promozionale. Ospiti del format Corax “Un’ora sola ti vorrei”, Benji e Fede (Benjamin Mascolo e Federico Rossi) hanno regalato al pubblico uno spaccato intimo della loro evoluzione personale e professionale.
Quello che doveva essere un bizzarro appuntamento si è presto trasformato in una profonda riflessione a tre sulla salute mentale, la gestione del successo in giovane età e la capacità di ricostruirsi dopo il crollo.
La timidezza di Fede e la paura della simbiosi nei rapporti
La prima parte dell’incontro vede protagonista Federico Rossi, che fin dalle prime battute non nasconde un certo imbarazzo di fronte alla formula del “finto appuntamento galante”.
Fede si definisce un uomo estremamente selettivo nei rapporti interpersonali, un single di lungo corso che da quattro anni e mezzo protegge la propria indipendenza.
La solitudine, per il cantante, non è un peso costante ma una scelta legata al bisogno di preservare i propri spazi creativi e personali.
Nel dialogo con Giorgia Soleri emerge la profonda paura di Federico nei confronti della simbiosi di coppia, una dinamica che ha sempre percepito come soffocante.
Per lui l’amore non deve essere una prigione ma un amplificatore dell’individualità. Questa forte esigenza di libertà si riflette anche nel suo approccio alle relazioni moderne e all’uso, vissuto quasi come un gioco passatempo, delle applicazioni di dating.
Fede ammette che la sua tendenza a idealizzare i rapporti lo porta spesso a fare un passo indietro prima ancora che un legame possa consolidarsi, preferendo la certezza della propria comfort zone alla vulnerabilità di un nuovo incontro.

L’arte come terapia contro l’insoddisfazione cronica
Nonostante il successo travolgente ottenuto fin da giovanissimo, Federico confessa di convivere con un’ambizione smisurata che spesso si trasforma in insoddisfazione cronica.
Il peso delle aspettative e il confronto costante con il passato hanno reso difficile la celebrazione delle piccole vittorie quotidiane. In questo contesto, la musica prodotta negli ultimi due anni ha assunto una funzione strettamente terapeutica.
Fede racconta di aver scritto canzoni nate esclusivamente dal bisogno di liberarsi da pesi interiori, distaccandosi dalle logiche commerciali e dalle pressanti richieste del mercato discografico.
La scrittura diventa così uno strumento di introspezione necessario per guardare in faccia i propri mostri, un percorso parallelo alla terapia psicologica che l’artista considera fondamentale per trovare un equilibrio e per imparare l’importanza della gratitudine, un sentimento che cerca faticosamente di coltivare ogni giorno.
L’imprevisto in studio e il cambio della guardia
A metà dell’intervista, un finto imprevisto logistico spinge Federico ad assentarsi temporaneamente, permettendo a Benjamin Mascolo di fare il suo ingresso e prendere il posto del socio.
Benji ironizza sulla natura intercambiabile del loro duo, un sodalizio nato sul web grazie all’intuizione di Fede e cementato da anni di sfide condivise.
I due artisti, cresciuti senza il paracadute di un talent show, hanno affrontato insieme la transizione dall’anonimato alla popolarità di massa.
Benjamin riconosce che la chiave della loro longevità artistica risiede proprio nella capacità di compensarsi, un legame fraterno in cui i momenti di crisi di uno sono sempre stati bilanciati dalla forza dell’altro, impedendo al progetto di naufragare di fronte alle inevitabili porte in faccia ricevute all’inizio della carriera.

La redenzione di Benji tra salute e dipendenze
L’intervento di Benjamin Mascolo tocca corde estremamente drammatiche e toccanti. Con totale onestà, il musicista ripercorre gli anni più bui della sua vita, caratterizzati dall’abuso di sostanze e da comportamenti relazionali che oggi non esita a definire tossici.
Benji racconta il momento esatto in cui ha deciso di invertire la rotta, ovvero quando guardandosi allo specchio non è più riuscito a stimare la persona che era diventata.
Il percorso di ricostruzione personale è partito dalla salute fisica e psicologica, eliminando la chimica che per troppo tempo aveva utilizzato come via di fuga dalle responsabilità e dai problemi quotidiani.
Accettare la realtà senza filtri lo ha costretto ad affrontare se stesso e a avviare un lungo processo di riparazione verso le persone che aveva ferito o abbandonato nel corso delle sue passate fughe geografiche ed emotive.
Il matrimonio e la rivoluzione della paternità
Oggi Benjamin si dice orgogliosamente un uomo nuovo, una trasformazione resa possibile anche dall’incontro con la moglie Greta, descritta come una figura autentica, priva di maschere e capace di amare il suo lato più umano e vulnerabile, ben oltre il personaggio pubblico.
Il matrimonio viene vissuto da Benji non come un sacrificio o una rinuncia alla libertà, ma come una scelta consapevole che eleva l’individuo.
La vera rivoluzione della sua vita è però rappresentata dalla figlia Atena, che oggi ha otto mesi. La paternità ha insegnato a Benjamin il valore della presenza assoluta.
L’artista descrive l’emozione primordiale di tenere la figlia in braccio, un gesto semplice capace di azzerare qualsiasi ansia legata al lavoro, al telefono o all’apparire.
Il suo obiettivo come padre è garantire che Atena cresca libera di trovare la propria strada, senza diventare la proiezione dei desideri genitoriali o subire il peso del cognome paterno.
Questo momento della conversazione si rivela particolarmente intenso per la conduttrice Giorgia Soleri, che condivide il ricordo del padre scomparso, sottolineando la potenza universale del legame paterno.
La competitività del mercato musicale e il valore della fedeltà
Verso la fine dell’incontro, Fede si ricongiunge a Benji e Giorgia per un momento a tre che sancisce la ritrovata armonia del duo.
Benjamin offre una disamina lucida dell’industria discografica attuale, definendola un ambiente inevitabilmente competitivo e duro, specialmente quando vi sono grandi interessi economici in gioco.
Di fronte a questa complessità, il consiglio che i due musicisti si sentono di dare ai giovani emergenti è quello di tutelarsi sempre a livello legale e di sfruttare i moderni strumenti di informazione digitale per comprendere a fondo i meccanismi contrattuali.
Il finale dell’intervista è un inno alla stima reciproca. Federico esprime pubblicamente il proprio orgoglio per il percorso di crescita intrapreso da Benjamin, definendolo un esempio di impegno costante nel diventare una persona migliore.
Dal canto suo, Benji sprona il socio a credere maggiormente nelle proprie potenzialità, ricordando che la strada davanti a loro è ancora lunga e ricca di margini di miglioramento.
L’appuntamento si chiude con un brindisi simbolico alla costanza e alla capacità di non autosabotarsi, confermando che al di là del successo commerciale, il valore più grande per Benji e Fede rimane la riconquista della propria autenticità.
