Bianca Balti a Vanity Fair Stories 2025: “La depressione dopo la chemio e la forza di accettare il presente”
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Il percorso di guarigione da una malattia oncologica non è mai una linea retta. Spesso, si tende a pensare che la battaglia finisca con l’ultima seduta di chemioterapia, ma c’è un “dopo” silenzioso e complesso che richiede altrettanto coraggio. È questo il cuore della potente testimonianza di Bianca Balti sul palco del Teatro Lirico Giorgio Gaber, in occasione di Vanity Fair Stories 2025.
In un dialogo intimo e toccante con la psico-oncologa Gabriella Pravettoni, la supermodella ha svelato un lato della malattia di cui si parla ancora troppo poco: il crollo emotivo che può sopraggiungere proprio quando l’emergenza fisica sembra rientrata.
Il paradosso della forza: quando l’adrenalina cala
“Questa estate ho toccato il fondo mentale, sono entrata in una grande depressione, proprio quando pensavo di essere uscita dalla parte più difficile del percorso oncologico”, ha confessato Bianca Balti.
Le sue parole risuonano come un faro per chiunque stia affrontando un percorso simile. Durante la fase acuta delle cure, l’urgenza di sopravvivere attiva risorse inaspettate: coraggio, potenza, una forza quasi sovrumana. Ma cosa succede quando l’urgenza finisce?
Balti spiega lucidamente questa dinamica: “L’urgenza mi aveva tirato fuori una grandissima forza. Ero pronta a fare tutto”.
Tuttavia, è stato nel silenzio del “dopo” che la vera sfida mentale si è presentata. Il paragone costante tra la vita di “prima” e quella di “oggi” è diventato una trappola dolorosa.
Cercare di ritrovare la persona che si era prima della diagnosi, in un corpo e in una mente che sono inevitabilmente cambiati, ha aperto le porte alla depressione.
La chiave della felicità: l’accettazione del “Qui e Ora”
Come si esce da questo buio? Per Bianca Balti, la salvezza ha avuto un nome e un volto: la figura della psico-oncologa. “Chi mi ha salvato la vita è stata la figura della psico-oncologa”, ha ammesso senza riserve. Grazie al supporto terapeutico, la modella ha compreso che la felicità non risiede nel passato, ma nella gratitudine per ciò che c’è adesso.
“La chiave della felicità è la gratitudine, accettare il presente”, ha sottolineato. Smettere di paragonare l’oggi a un passato idealizzato permette di vedere la bellezza e la pienezza della vita attuale.
Un nuovo progetto per i pazienti oncologici
La dottoressa Pravettoni ha confermato quanto sia cruciale questo passaggio: “Quello che accade con una diagnosi è l’arrivo della consapevolezza. Dopo le persone vivono in un modo più pieno e non superficiale. Vivono il presente”.
Proprio da questa consapevolezza condivisa nasce una nuova missione. Bianca Balti e Gabriella Pravettoni non si sono limitate a raccontare la loro esperienza, ma hanno annunciato un progetto concreto dedicato alla salute mentale dei pazienti oncologici.
L’obiettivo è fornire supporto a chi, dopo la diagnosi e le cure, si trova a dover ricostruire il proprio equilibrio interiore, trasformando il dolore in una nuova forma di consapevolezza.
La storia di Bianca ci insegna che la guarigione non è solo fisica: è un atto di amore verso se stessi che passa attraverso l’accettazione delle proprie fragilità e la riscoperta del valore inestimabile del presente.
