Billy Costacurta sulla cultura sportiva italiana: “Se Sara Curtis e Vicario arrivano con lo stesso aereo le domande e gli autografi sono più per lui che per lei, la colpa non è del calcio, ma di come si interpreta il tifo”
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Per gli italiani esiste solo il pallone? Baratterebbero volentieri le medaglie e le vittorie conquistate nel nuoto, nell’atletica, nel tennis e nella Formula 1 con la partecipazione della Nazionale Italiana di calcio ai mondiali? Nonostante l’Italia della pedata non stia riscuotendo i risultati desiderati e sia evidente la crisi del calcio nostrano a tutti i livelli, c’è ancora chi non riesce a gioire per la generazione di talenti in costante crescita negli altri sport.
Per Alessandro (Billy) Costacurta, ex difensore del Milan stellare e della Nazionale, i parallelismi tra il calcio e gli altri sport sono inutili e superficiali, anzi rappresentano una contrapposizione inutile. In una intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, l’ex centrale difensivo rossonero ha sottolineato che nonostante ci sia “un movimento meraviglioso di altri sport di grande successo”, il calcio rimane in cima ai pensieri degli italiani appassionati di sport. “Io sono a Milano, siamo quattro gatti, parlano tutti di calcio” ha raccontato Costacurta al quotidiano.
Billy Costacurta: “I calciatori sul piedistallo ce li mettiamo noi”
Costacurta si è poi soffermato sulle dichiarazioni che Sara Curtis, primatista dei 50 dorso e vera e propria nuova stella del nuoto italiano, ha rilasciato qualche giorno fa dopo i suoi successi agli Europei di Nuoto svoltisi a Parigi. La diciannovenne piemontese ha raccontato con euforia di aver ricevuto le congratulazioni telefoniche di Sinner sottolineando che “un calciatore non sarebbe mai sceso dal suo piedistallo per farmi i complimenti come ha fatto lui”.
Una affermazione che ha trovato Costacurta d’accordo, ma per la quale l’ex difensore ha offerto una lettura diversa, affermando che è vero che i calciatori si sentono su un piedistallo, ma che su quel piedistallo “ce li mettiamo noi”. Billy, oggi stimato commentatore Sky, è entrato nello specifico sottolineando quanto il pallone faccia parte della cultura sportiva italiana: “Perché quando Sara Curtis e Vicario arrivano a Torino con lo stesso aereo le foto e le domande e gli autografi sono più per lui che per lei? Fermano ancora me e ho smesso da 20 anni. Non possiamo dare la colpa al calcio se c’è tanta attenzione. Siamo noi, è l’ambiente, sono i tifosi, è la nostra cultura sportiva”.
Billy Costacurta: “Siamo noi che facciamo diventare fragili i futuri campioni”
Per Costacurta quindi nonostante con il calcio da tempo in Italia non si vinca nulla a livello di Nazionale, è inutile prodursi in crociate per sminuirlo perché resta comunque lo sport più amato. Analizzando poi la crisi del pallone nostrano l’ex difensore ha ricondotto alla troppa pressione che c’è sul medesimo uno dei motivi per cui non nascono nuovi talenti.
“Io sono stato un giocatore normale che però aveva la fortuna di andare in campo con campioni pazzeschi -ha affermato Billy – oggi dove sono i Maldini? I Baggio? Ma siamo noi che li facciamo diventare così fragili. Diamo loro un peso eccessivo da sopportare. Non li aiutiamo a crescere”.
Oltre alla troppa pressione sui giovani talenti secondo Costacurta in Italia manca anche il coraggio di far debuttare i giovanissimi: “Anche in Spagna i giovanissimi hanno telefonini, soldi, distrazioni. Eppure giocano anche a 17 anni, i dirigenti e gli allenatori hanno il coraggio di lanciarli. E vincono. Se noi non battiamo la Macedonia del Nord o la Bosnia vuol dire che abbiamo una generazione caratterialment
Infine l’ex difensore ha detto che la colpa è anche degli addetti ai lavori e di tutti coloro che commentano il calcio, pronti a massacrare calciatori e allenatori quando sbagliano: “Se Pio Esposito sbaglia il rigore noi massacriamo lui e Gattuso. Se Mancini ha il coraggio di osare e di chiamare Zaniolo prima dell’esordio in Serie A discutiamo per giorni”.

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