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Una delle figure più iconiche del punk rock anni ’80, Billy Idol, ha recentemente scoperto un segreto custodito per quasi quattro decenni: durante il tour mondiale di Rebel Yell del 1985 ha inconsapevolmente concepito un figlio.
La sorprendente rivelazione è emersa nel nuovo documentario autobiografico Billy Idol Should Be Dead, presentato in anteprima al Tribeca Film Festival di New York all’inizio di giugno.
Il documentario, che esplora la vita privata e la carriera tumultuosa del cantante di White Wedding, racconta come la scoperta sia stata innescata non da Idol stesso, ma da sua figlia Bonnie, oggi 35enne.
Bonnie ha ricevuto un kit per il test del DNA come regalo da parte del marito e, senza sospetti, ha inviato il proprio campione a 23andMe. Il risultato ha cambiato per sempre la storia familiare degli Idol.

“Qualche settimana dopo ricevo la notifica sull’app, la apro e vedo questo nome: Brant”, ha raccontato Bonnie.
“Diceva di essere nato a New York nel 1985 e che stava cercando il suo padre biologico. Ho pensato: ‘Che diavolo sta succedendo?’”. Dopo ulteriori verifiche, è emerso che Brant, oggi 39enne, era il fratellastro mai conosciuto né da lei né dall’altro figlio di Billy Idol, Willem.
Il documentario lascia ampio spazio anche alla testimonianza di Brant, il quale ha raccontato di essere cresciuto credendo che suo padre fosse un altro uomo, Mark.
Ma i dubbi lo hanno spinto a chiedere chiarimenti alla madre, che alla fine gli ha confessato: “È una cosa un po’ folle, ma durante una pausa dalla mia relazione con Mark, ho passato un weekend con Billy Idol”.
Di fronte alla verità, il cantante britannico non ha negato: “In realtà avevo un figlio di cui non mi rendevo conto. Brant è qualcuno che ho generato durante il tour Rebel Yell senza saperlo.”
Nonostante la natura inattesa della scoperta, Idol ha accolto la notizia con apertura e responsabilità, approfondendo il legame con il figlio ritrovato davanti alle telecamere.

Il documentario Billy Idol Should Be Dead non è solo un viaggio tra successi musicali e cadute rovinose, ma anche una riflessione sincera sull’identità, i legami familiari e le sorprese che la vita può riservare, anche quando meno te lo aspetti.
Oltre a questa rivelazione intima, il film esplora anche temi più controversi, come la difesa dell’uso provocatorio della svastica nel movimento punk, che Idol definisce “performance art”.
Parallelamente, il rocker continua a rinnovarsi: lo scorso mese ha pubblicato Dream Into It, il suo primo album in oltre dieci anni, con la collaborazione della popstar Avril Lavigne.
I due hanno anche presentato il singolo 77 in un’apparizione live a Jimmy Kimmel Live, confermando che, a 69 anni, Billy Idol è ancora capace di sorprendere il pubblico — dentro e fuori dal palco.
