Brad Pitt sotto accusa: la bizzarra battaglia legale tra il suo brand di skincare e una crema per il pene
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Il mondo di Hollywood ci ha abituati a dispute legali di ogni tipo, ma l’ultima che vede coinvolto Brad Pitt supera ogni immaginazione per originalità e bizzarria. La star del cinema, reduce dai successi sul set e dalle note vicende personali, si trova oggi al centro di una singolare causa in California.
A trascinarlo in tribunale non è un grande studio cinematografico o un rivale del mondo dello spettacolo, bensì un’azienda di Malibu produttrice di una linea di cosmetici di lusso decisamente non convenzionale, la cui punta di diamante è una crema pensata specificamente per il benessere intimo maschile.
Una battaglia legale a colpi di marchi e nomenclature che sta già facendo il giro del web.
L’ascesa di Beau D. e la provocatoria D. Cream
Tutto ha inizio quando il brand californiano Beau D., lanciato sul mercato nel duemilaventi, decide di farsi notare nel settore della cura della persona.
Il marchio debutta con un balsamo per le labbra e, soprattutto, con la discussa D. Cream, un prodotto da cinquantasei dollari commercializzato con uno stile provocatorio ed esplicito, evidente persino sul sito ufficiale dell’azienda, caratterizzato da dettagli grafici inequivocabili come un cursore a forma di spermatozoo.

Il fondatore della linea, l’ex membro del personale di testate di rilievo come Men’s Vogue e Teen Vogue, Brandon Palas, descrive il cosmetico intimo come un trattamento pensato per stimolare il collagene, tonificare la pelle e contrastare i segni del tempo nelle zone più delicate.
Un posizionamento di nicchia ma fortemente identitario, che punta tutto sulla provocazione e sull’esclusività.
Dal vino alla cosmesi: la nascita di Beau Domaine
Il problema sorge quando Brad Pitt decide di espandere i propri orizzonti imprenditoriali nel settore della bellezza.
Nel duemilaventidue, l’attore lancia in sordina la sua linea di skincare di lusso in collaborazione con una celebre famiglia di viticoltori francesi.
I prodotti si distinguono per l’uso di composti brevettati derivati da uve pregiate coltivate all’interno di Chateau Miraval, la celebre tenuta vinicola francese già al centro dei lunghi contenziosi legali legati al divorzio da Angelina Jolie. Inizialmente il brand si presenta sul mercato con il nome Le Domaine.
La svolta che scatena la disputa avviene lo scorso anno, quando l’attore e i suoi soci scelgono di modificare il nome della linea, ribattezzandola ufficialmente Beau Domaine.
Il conflitto sul nome e le accuse di concorrenza sleale
Il cambio di nome fa immediatamente scattare l’allarme presso la sede di Beau D. a Malibu.
Secondo l’azienda californiana, la stretta somiglianza tra i due marchi genera una profonda confusione nei consumatori, configurando un’ipotesi di concorrenza sleale e falsa indicazione di origine ai sensi delle rigide normative commerciali della California.
Prima di arrivare alle vie legali, i produttori della D. Cream tentano per ben tre volte di raggiungere un accordo transattivo privato con il team della star cinematografica, cercando una mediazione che potesse soddisfare entrambe le parti senza il clamore dell’aula di tribunale.
Di fronte al mancato riscontro e ai tentativi andati a vuoto, l’azienda decide di depositare formalmente la denuncia.
Le richieste legali e il silenzio del divo di Hollywood
Le richieste presentate dai legali del brand di Malibu sono chiare e perentorie. Si richiede un risarcimento danni complessivo superiore ai settantacinquemila dollari e, soprattutto, si pretende che la linea cosmetica di Brad Pitt cessi immediatamente e in via definitiva l’utilizzo del nome Beau Domaine in qualsiasi campagna pubblicitaria o confezione.
Nonostante la determinazione dell’accusa e lo stile sfrontato con cui l’azienda ha pubblicizzato la vicenda sui media, diversi esperti del settore legale consultati dalla rivista AirMail si mostrano scettici sulle reali possibilità di vittoria di Beau D., evidenziando come non ci siano elementi così evidenti per dimostrare una condotta dolosa o un plagio intenzionale da parte dell’attore.
Al momento, i rappresentanti della star del cinema hanno scelto la via del silenzio totale, rifiutando di rilasciare dichiarazioni ufficiali sulla bizzarra controversia che farà discutere i rotocalchi di tutto il mondo.
