Brunori SAS e ‘Il Tempo delle Noci’: l’autenticità contro la furia del mercato musicale
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Dario Brunori a ruota libera alla Festa del Cinema di Roma: il suo docu-film, la paternità, l’ironia e la critica alla ‘troppa velocità’ dell’industria discografica.
La 18a edizione della Festa del Cinema di Roma ha offerto il palcoscenico ideale per la presentazione di ‘Brunori Sas – Il Tempo delle Noci’, il docu-film diretto da Giacomo Triglia che getta uno sguardo intimo e profondo nel processo creativo e nella vita personale di Dario Brunori.
L’artista calabrese, noto per la sua scrittura onesta e disarmante, si è raccontato in una conversazione che ha toccato temi cruciali, dalla ricerca dell’autenticità all’urgenza di rallentare i ritmi frenetici imposti dal mercato musicale.

L’autenticità come stella polare
“Voglio essere autentico, ma non consolatorio.” Questa affermazione di Dario Brunori racchiude l’essenza non solo del film, ma della sua intera cifra artistica.
Brunori Sas – Il Tempo delle Noci’ non è un semplice making of del suo ultimo album, ma un viaggio che esplora la genesi creativa attraverso un periodo di vita denso di “crisi, dubbi, desiderio di cambiamento”.
Al centro di questa trasformazione, come spiegato dall’artista, c’è la sua terra, la Calabria, e il radicamento alla famiglia, culminato con la nascita della figlia Fiammetta: “Tra i momenti più significativi degli ultimi anni c’è sicuramente la nascita di Fiammetta, quello è stato un evento clamoroso, ma il cambiamento è un divenire”, ha riflettuto Brunori.
Il regista Giacomo Triglia, che collabora con Brunori dal 2009, ha saputo cucirgli addosso un “vestito” in cui l’artista si sente pienamente a suo agio, trovando nell’utopia dell’autenticità la sua “stella polare”.
Questa ricerca di verità non è sempre accomodante, e Brunori non teme la reazione: “Mi spaventerebbe di più che ci fossero troppi sì, perché non vorrei essere troppo consolatorio o accomodante nel mio modo di essere.”
L’episodio della performance di L’Albero delle Noci a Sanremo, brano dedicato al rapporto con la figlia, ne è un esempio lampante: un momento di profonda e scomoda autenticità sul palco più nazional-popolare.
L’ironia come contenitore dell’anima
Nonostante la profondità dei temi trattati, un elemento che contribuisce a rendere Brunori un artista così amato è la sua inconfondibile ironia. A tal proposito, il regista Giacomo Triglia ha condiviso un simpatico aneddoto: “Il produttore prima di girare mi ha detto ‘sai, vorrei che uscisse fuori anche un po’ della sua ironia’. Gli ho risposto ‘non preoccuparti, il problema sarà contenerla’.”
Questa capacità di sdrammatizzare, seppur velata dalla sua autoironia, è fondamentale per bilanciare il lato più intimo e a tratti malinconico della sua musica e della sua vita. L’artista, pur ammettendo di “reagire malissimo alle critiche”, usa l’umorismo come scudo e strumento di connessione con il pubblico.

Il tempo che ci vuole: la critica al mercato veloce
Il tema centrale, non solo del film ma della riflessione di Brunori, è espresso chiaramente nel titolo stesso: “Il Tempo delle Noci”. L’artista sottolinea come questo non indichi solo la ‘stagione’ di raccolta, ma “il tempo che ci vuole” affinché le cose maturino.
“Lavoriamo così tanto su questi dischi che ci piace anche raccontare il processo creativo, per far capire che ci vuole un tempo per le cose”, ha spiegato Brunori, lanciando una critica diretta alla velocità del mercato musicale contemporaneo: “Le uscite dei dischi ormai sono velocissime, si è entrati in un’ottica molto produttiva, dove predomina il mercato.”
Secondo Brunori, il docu-film nasce proprio da questa “esigenza di raccontarla in un’altra maniera, di far vedere che esiste una possibilità diversa, più artigianale, del processo creativo.”
In un’epoca in cui la musica è diventata “fugace, veloce, improntata alla produttività”, l’immagine cinematografica diventa il mezzo attraverso cui restituire la complessità e la lentezza intrinseca alla creazione artistica. Il film è quindi una dichiarazione programmatica: un invito a riappropriarsi dei tempi umani della musica, anteponendo il valore del processo alla tirannia della deadline.
Un ritorno a Sanremo? “Ci tornerei, ma non ora”
Infine, l’artista ha affrontato il capitolo Sanremo. Dopo aver “rotto il ghiaccio” con la sua partecipazione, Brunori si dice pronto a tornare, ma con i suoi tempi: “Certo, senz’altro. Prima avevo molte remore, adesso che ho rotto il ghiaccio ci risalirei sicuramente”, ha affermato senza esitazioni.
Tuttavia, ha specificato che non sarà per l’edizione imminente, per via di impedimenti “tecnici”, ma ha lasciato la porta aperta per il futuro.
‘Brunori Sas – Il Tempo delle Noci’ è più di un documentario: è un manifesto per la resistenza contro la bulimia del consumo culturale, un inno alla lentezza, all’autenticità non negoziabile, e al potere trasformativo della paternità e dell’ironia.
Un’opera che, proprio come la musica di Brunori, suggerisce che per raccogliere i frutti migliori ci vuole, inesorabilmente, il tempo delle noci.

