Can Yaman: l’importanza dell’educazione, il valore dell’amore e dell’amicizia, le sue rivincite e i sogni
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Nel giorno in cui è stato investito dall’ennesima indiscrezione sulla sua vita affettiva, Can Yaman ha risposto con una bellissima intervista in cui si è raccontato e si è fatto meglio conoscere, quasi a voler prendere le distanze dalle chiacchiere e invitare a concentrarsi sulla sostanza. Can ha reso di sé un racconto interiore e non di superficie che si è snodato nei venticinque minuti del suo intervento al Vanity Fair Stories, il pomeriggio di domenica 23 novembre a Milano. Si è partiti dal presente, dal remake di Sandokan che approderà sugli schermi di Rai1 fra una settimana, per finire con quello che è un suo vero e proprio progetto di vita: cercare di rimanere sempre giovane nello spirito nonostante il passare degli anni. Di seguito alcuni dei passaggi salienti dell’intervista.
Le similitudini con Sandokan e l’amore ricevuto dalla famiglia
Can Yaman: “Non ho sentito mai il bisogno di mettermi in competizione con gli altri” – “Sandokan è un eroe positivo, un eroe buono che non attacca, non entra in competizione, non cerca lo scontro. Anche io come Sandokan non ho avuto mai il bisogno, la necessità di mettermi in competizione con gli altri o paragonarmi agli altri. Se cresci con una educazione puoi avere anche cento chili di muscoli non farai mai del male, se cresci con dei complessi di inferiorità perché la famiglia non ti ha educato quei cento chili possono essere un’arma e essere usati in maniera cattiva. Io non ho bisogno di essere aggressivo per dimostrare le cose, uso la gentilezza e la compassione o l’umiltà. I personaggi che interpreto mi insegnano tanto, mi migliorano quando li studio, imparo anche da loro”
L’amore ricevuto dai genitori – “Per fortuna sono cresciuto con tanto amore da parte di mia madre, da parte di mio padre, mi hanno sempre coccolato e amato, hanno tenuto alla mia educazione e alla scuola che dovevo frequentare. Sono cresciuto con un equilibrio sia a livello mentale sia a livello fisico, non sono cresciuto con grandi traumi, questo secondo me mi ha reso una buona persona. Quando è arrivato il successo, non ho avuto la necessità di compensare le mancanze che ho avuto perché non ho avuto mancanze, non sono mai stato traumatizzato durante l’infanzia e per questo motivo non ho dovuto recuperare. Alla base del bullismo c’è sofferenza, sicuramente alla base delle vite di persone violente c’è la sofferenza, si saranno sentiti piccoli e adesso hanno questa necessità di fare male per sentirsi forti, ma è molto sbagliato”.
L’amore e l’amicizia
Can Yaman: “In amore do il cento per cento”- “Sandokan si alimenta dell’amore e anche in questo è molto simile a me, sono molto passionale nelle cose che faccio e nelle cose che scelgo e do’ sempre il mio cento per cento, quindi quando sento la mancanza dell’amore tendo ad allontanarmi da qualsiasi cosa. La sintonia che trovi mentalmente con una persona è importante, a volte la provincialità ti stufa e cerchi una mente aperta e quando le menti sono aperte mi piacciono”
L’insegnamento del compagno del liceo – “Ho avuto un amico quando avevo quattordici anni, ero al liceo, lui era albanese, mi ha fatto amare lo studio e la lettura, era un genio nascosto in un piccolo corpo. Mi diceva ‘se credi in Dio, per avvicinarti alla perfezione, devi fare tutto, leggere, studiare e vedrai che ti sentirai protetto, più conoscerai più sarai potente’, quando ero piccolo non mi rendevo conto del grande messaggio che mi stava lasciando”.
L’amico italiano – “Adesso un mio grande amico è Roberto, un poliziotto, le prime volte che venivo in Italia si creava sempre confusione negli aeroporti e negli alberghi e lui era un addetto alla mia sicurezza, poi ho girato uno spot per De Cecco e lui doveva badare a proteggere la mia persona, col passare del tempo è nata una amicizia. Nel periodo della pandemia quando avevo finito di girare lo spot (De Cecco ndr) e mi preparavo per Sandokan, allenandomi da solo perché avevo cambiato un Paese ero solo, e Roberto è stato sempre con me, mi ha aiutato in tutto, lui è uno dei tanti motivi per cui sono riuscito a sopravvivere alla solitudine di quel periodo”.

La rivincita e il riscatto
Can Yaman: “Vendetta è una parola aggressiva, la cambierei con rivincita o riscatto” – “Vendetta è una parola aggressiva, io la cambierei con rivincita o riscatto. Per tante cose mi sono preso una rivincita, quando vivevo in Turchia la stampa mille volte mi ha aggredito, ha cercato di diffamarmi, ha inventato un sacco di notizie cattive, sbagliate. Io ho scelto di percorrere la mia strada, ho scelto di venire in Italia e ogni volta che venivo qua e trovavo una folla ad aspettarmi dicevano che erano comparse comprate da me, cose assurde che non si possono spiegare.
Scrivevano ‘ se in Italia è così famoso andasse lì a lavorare’, sono venuto e ho lavorato, queste sono rivincite, prima ti odiano poi cominciano a rispettarti. Quando adesso vedo attori turchi che vogliono fare in Italia le cose che ho fatto io e per cui mi prendevano in giro, queste sono rivincite, ho affidato tutto al tempo e ho continuato sulla mia strada.
Anche Sandokan è una rivincita, sono venuto per un progetto in Italia poi all’improvviso non ci sono state più notizie e non si sa perché non si doveva fare la hanno fatta sembrare una cosa finta, come se avessi raggirato e ingannato le persone, al momento che si è realizzata è diventata una rivincita”.
Il Festival di Sanremo, i registi con cui vorrebbe lavorare e le paure da superare
Can Yaman. “A Sanremo mi sentirei fuori posto” – “A Sanremo io mi domanderei cosa ci faccio là perché è una gara che riguarda i cantanti, non mi sentirei a mio agio, non mi riguarderebbe come situazione, sarebbe un piacere ma lontano dalla mia professione, ci andrei solo per promuovere un film”.
Le sorprese della vita e i registi con cui vorrebbe lavorare – “Sorrentino o Guadagnino? Vorrei lavorare con tutti e due, trovare un regista veramente bravo è difficile. Mi piace tanto Woody Allen, Guillermo del Toro, ci sono tanti registi che mi piacciono, ma quando ti incaponisci con qualcosa le cose non succedono mai, la vita ti riserva sempre delle belle sorprese. Per esempio non conoscevo Jan Maria Michelini che è il regista di Sandokan, lo ho conosciuto e posso dire che vorrei lavorare tutta la vita con lui è una persona meravigliosa, quindi quando sognate una cosa ce ne è un’altra che non sognate e quella cosa si rivela meglio per voi. A volte per aspettare ciò che sogniamo ci facciamo scappare cose migliori che stanno lì a portata di mano. Ozpetek? Lavorerei con lui ma non mi ha mai chiamato”
La paura di volare – “Ho paura di volare, mi fa ancora un po’ paura l’aereo, anche se adesso la ho un po’ vinta. Tante cose mi fanno paura, ma faccio finta di no perché quando scopro che qualcosa mi fa paura cerco sempre di superarla per abbattere le barriere”.
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I pensieri su vera amicizia e vero amore
Can Yaman: “L’amicizia è una connessione spirituale” – “Ci sono certi amici nella mia vita che non vedo spesso ma so che quando ci rivedremo staranno lì nella stessa posizione in cui ci siamo lasciati e questo è molto importante. L’amicizia secondo me è come un accordo, tu sei bravissimo io sarò bravissimo, saremo due spiriti che saranno bravi, lui apprezzerà me e io apprezzerò lui, saremo contenti se ognuno avrà successo nelle cose che ha scelto di fare e questa connessione spirituale deve rendere ognuno dei due contento, orgoglioso, fiero del successo dell’altro e viceversa”.
Can Yaman: “L’insieme di semplicità, follia e contraddizioni in una donna mi intrigano” – “Quando vedo la semplicità in una donna puoi vedere anche la sua follia però quando le contraddizioni sono perfettamente equilibrate e questi contrasti sono innocui non ti fanno nessun tipo di danno, quando una donna riesce a equilibrarlo perfettamente ti intriga ancora di più”.
Rimanere sempre giovani nello spirito
Can Yaman: “Imparare cose nuove, sorprendermi e migliorare” – “Fra dieci anni non saprei dove vedermi, non sogno mai a lungo andare, sogno sempre una casa, ma questa casa non dipende dal posto, dal Paese, semplicemente una pace interiore che trovi con le persone che ti circondano. Io ho la capacità di poter azzerare tutto e ricominciare daccapo e sopravvivere, lo ho imparato nel corso degli anni.
Per esempio ora sto in Spagna sto girando a Tenerife in spagnolo, una lingua che ho imparato in un anno, sto facendo un altro genere in un’altra lingua e questo rappresenta uscire dalla comfort zone, mi piacciono le sfide. Se adesso ti dicessi che sto sognando un posto in particolare ti direi una bugia perché io sono fatto così, sono plasmato diversamente, il mio sogno potrebbe essere solamente poter rimanere giovane quanto possibile, ma dentro, con i buoni sentimenti, curarsi bene e la volontà di poter fare le cose perché la vecchiaia parte da dentro.
Diventi vecchio quando non vuoi più fare delle cose belle, quando decidi di non vivere più la vita, quando non vuoi più imparare. Ecco io ancora oggi cerco di imparare nuove cose, sorprendermi, migliorare, di non ripetermi, quando finisce questo finisce la vita. Quindi il mio sogno è trovare la forza di poter continuare e poter imparare”.
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