Can Yaman torna in Italia, smentisce di fare uso di droga e manda un messaggio alla stampa italiana: “Non fate l’errore di fare copia incolla delle notizie che arrivano dal Bosforo”
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Che la stampa turca si diletti spesso nel dileggiare e osteggiare i propri artisti ne abbiamo parlato diverse volte e lo abbiamo ribadito anche ieri, 10 gennaio, quando le testate in cerca di visualizzazioni hanno titolato che Can Yaman fosse stato arrestato in Turchia. La notizia in redazione è arrivata alle 11.00 e la fonte era un magazine turco non molto incline nell’apprezzare Yaman come artista, nessun accenno nelle settimane passate ai suoi successi in Italia e Spagna, tantomeno ai progetti futuri, comportamento strano per una rivista che dovrebbe pubblicizzare i propri artisti, soprattutto quando riscuotono successo fuori dai confini nazionali.
Can in patria non è amato e possiamo capire quanto possa essere doloroso per lui, attorno a lui sono state costruite narrazioni più legate al gossip che al suo talento, non è stato difficile nel leggere una notizia del genere non crederci e telefonare in Turchia prima di scrivere un titolo errato in otto colonne. La realtà che ci hanno raccontato era ben diversa da un arresto, Can era stato invitato a presentarsi alla stazione di polizia per essere interrogato, dove è arrivato con le proprie gambe non accompagnato dagli agenti. Le testimonianze raccolte nel locale stesso hanno riferito che l’attore è stato visto allontanarsi da solo.

Il dileggio mediatico senza verifiche e il messaggio di Can Yaman
Purtroppo in Italia esiste la cattiva abitudine di sbattere la foto di una persona in prima pagina esponendola al dileggio mediatico senza fare verifiche. Tutti hanno scritto di un arresto che non è mai avvenuto e non di un controllo, la stessa stampa turca ha parlato di “custodia” che equivale a un fermo per controlli che può trasformarsi in arresto soltanto tramite una convalida, che di fatto non c’è mai stata. Can è stato rilasciato dopo due ore, in Italia la notizia è arrivata a metà pomeriggio quando già si stavano facendo speculazioni.
Chi ha titolato su un improbabile arresto ha parlato di rilascio, ma senza scusarsi per lo sfondone preso in mattinata. Evidentemente a certa stampa non passa in testa che al primo posto vada sempre messa l’umanità e che senza prove certe non si può urlare al colpevole. Detto ciò le scuse non sono arrivate, in compenso è arrivato il messaggio di Can Yaman, l’attore tornato a Roma ha pubblicato un post, tre scatti che lo ritraggono con le spalle al Colosseo accompagnate da una didascalia:
“Cara stampa italiana, da sempre la stampa turca è cattiva con me, ma non è una novità! Pero voi no! Per favore non fate anche voi l’errore di fare copy paste delle notizie che arrivano dal Bosforo. Ma vi pare che vado in giro nei locali con delle sostanze in un periodo dove la polizia fa indagini a tappeto arrestando molte persone famose? Se fosse stato minimamente vero, non sarei stato rilasciato in cosi poco tempo e in grado di tornare in Italia il giorno dopo. Vi voglio bene”
Ha detto tutto lui, Can Yaman lo abbiamo scoperto e apprezzato da poco, anche noi in passato lo abbiamo spesso criticato non andando a fondo alle situazioni, abbiamo chiesto scusa in passato, la cosa più naturale quando ci si sbaglia, chiudiamo con una frase che scherzando Can ha detto nel mezzo di una intervista alla Festa del Cinema: “Se parlano bene di me credeteci, ma se vi parlano male di me chiedetemi se è vero” Quello che avrebbero dovuto fare in tanti prima di sbattere la sua faccia in prima pagina.
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