Carla Signoris a Kong: la voce di Dory, l’incontro con Andy Warhol e il coraggio delle “Sliding Doors”
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L’incontro tra Fabio Volo e Carla Signoris a Kong non è stata la solita intervista promozionale, ma una chiacchierata fluida e ricca di riflessioni che ha attraversato i bivi della vita. Il tema centrale della serata è stato quello delle “sliding doors”, ovvero quei momenti cruciali in cui una scelta o un caso fortuito cambiano radicalmente il corso dell’esistenza.
Po incontra Dory: una questione di biografia
Un momento di pura magia per il pubblico più giovane, ma anche per i nostalgici, è stato l’incontro virtuale tra due icone dell’animazione. Fabio Volo, voce storica del panda Po in Kung Fu Panda, si è ritrovato faccia a faccia con Carla Signoris, la celebre voce di Dory ne Alla ricerca di Nemo.
Per la Signoris, Dory non è solo un personaggio, ma il ruolo più autobiografico della sua carriera. L’attrice ha confessato di somigliare al pesciolino azzurro non solo nel carattere solare e malinconico, ma persino fisicamente, sottolineando come la Disney cerchi spesso talenti che rispecchino esattamente le caratteristiche del personaggio.
La Signoris ha persino deliziato il pubblico con l’iconica canzoncina “Zitto e nuota”, ricordando come quel ruolo, accettato senza esitazioni, le abbia permesso di coltivare un pubblico che la accompagnerà per generazioni.

Genova, Milano e il senso di essere “foresta”
Il legame con le proprie radici è emerso con forza quando il discorso si è spostato sulla Liguria. Carla Signoris, orgogliosamente genovese, ha scherzato sull’accoglienza tipica della sua terra, spesso percepita come burbera verso i turisti milanesi.
Ha raccontato di come la sua carriera l’abbia portata a fare la spola tra Genova, Roma e Milano, ma di come oggi scelga consapevolmente di vivere nella sua città natale, considerandosi quasi una “turista” quando visita la Capitale per lavoro.
Vivere a Genova, per lei, significa poter guardare il mare e godersi una fetta di focaccia, lontano dal caos delle grandi metropoli dove, come ha sottolineato citando l’emigrazione storica verso l’Australia, ci si sente sempre “un po’ più piccoli” quando si perde la propria zona di comfort.
Quella folle corsa alla Scala e il commercio di pupazzi a New York
Tra gli aneddoti più sorprendenti condivisi con Fabio Volo, spicca l’atto di pura incoscienza giovanile che la portò a bussare alle porte del Teatro alla Scala.
Appena uscita dal liceo, mossa dal desiderio di diventare scenografa, la Signoris si presentò senza appuntamento, venendo incredibilmente accolta dal capo delle scenografie dell’epoca, Damiani.
Sebbene quel tentativo non si trasformò in una carriera nella scenografia, rappresentò un momento di coraggio fondamentale. Non meno incredibile è il racconto del suo periodo a New York insieme a Marcello Cesena.
Senza soldi e con una settimana ancora da trascorrere negli Stati Uniti, i due si misero a fabbricare pupazzi fatti di riso e stoffa, arrivando persino a tentare di venderne uno a un terrorizzato Andy Warhol, che era stato sparato da poco e fuggì alla vista dei due giovani entusiasti.

Maternità, carriera e l’assenza di un piano B
La conversazione ha toccato anche temi sociali profondi, come il difficile equilibrio tra lavoro e famiglia per le donne in Italia. Carla Signoris ha raccontato di aver scelto di dare priorità ai figli, nati quando lei aveva 40 anni, decidendo di fare un passo indietro professionale per seguirli da vicino.
Questa scelta, fatta con serenità perché arrivata in un momento di maturità, non le ha impedito di tornare a lavorare intensamente ora che sono grandi. Riguardo alla filosofia del successo, l’attrice si è trovata d’accordo con l’idea di Arnold Schwarzenegger: non avere un “Piano B”.
Per la Signoris, bisogna spingere con tutte le forze nella direzione del proprio desiderio, seguendo il flusso degli eventi senza farsi depotenziare dalle alternative, perché spesso è proprio il “Piano A” a rivelarsi quello giusto se lo si insegue con convinzione.
L’uomo “deficiente” e l’omaggio a De André
In chiusura, non è mancata la verve comica che contraddistingue l’attrice, la quale ha ironizzato sulla sua rubrica dedicata all’uomo “deficiente”, giocando sull’etimologia latina del termine deficere (mancare) per sottolineare le lacune del genere maschile.
Fabio Volo che ha omaggiato la sua ospite con un vinile di Fabrizio De André, simbolo eterno di quella Genova che Carla Signoris continua a chiamare casa. Un racconto che ci ricorda come, tra esci smemorati e incontri fortuiti, la vita sia fatta di bivi da affrontare con un pizzico di incoscienza e molta autenticità.
