Carol Alt, l’amore per Senna e Yashin, la gratitudine per Vanzina, le avances a inizio carriera e le battaglie per la parità salariale tra uomini e donne
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Carol Alt, modella e attrice, icona degli anni Ottanta e Novanta, premiata all’ultimo Taormina Film Festival, non ha perso l’energia e la vitalità che hanno contraddistinto la sua giovinezza, caratterizzata da tanti sogni realizzati. Intervistata da Fulvia Caprara per La Stampa, l’attrice ha parlato del suo percorso artistico e dei suoi amori, puntualizzando di avere amato solo due persone: il pilota Ayrton Senna e l’ex-compagno, Alexei Yashin.
A questi si aggiunge l’amore per gli animali e il non temere il passare del tempo: “Non importa quanti anni hai. Puoi apparire sexy e sentirti benissimo, e questo non deve essere un privilegio riservato solo ai giovani. Può essere un dono a qualsiasi età, anche per gli anziani, qualunque cosa si intenda oggi con questo termine”.
Un’idea sul tempo che passa che è maturata negli anni: “Su questo tema il mio modo di pensare è cambiato, e vorrei che fosse così per tutte le altre donne. Il tempo passa, ma per me non è un problema. Anzi, non vorrei affatto avere vent’anni oggi, se li avessi sarei obbligata ad apparire favolosa su Instagram e a condividere tutto della mia esistenza…”
Poi la gratitudine per una carriera che lei definisce favolosa: “Negli Anni 80 la vita era molto più semplice. Sono così grata, ogni giorno, per il periodo favoloso che ho potuto vivere allora, nonostante le ferite dell’età adulta, rimane lì incancellabile”.
La popolarità in Italia raggiunta grazie a Carlo Vanzina
E’ divenuta popolare in Italia grazie all’incontro con Carlo Vanzina, uno dei re della commedia all’italiana e dei Cinepanettoni, Carol Alt conserva un gran ricordo di lui: “Gli ho voluto talmente bene, era una persona incredibile, e dire che il nostro rapporto non è iniziato per niente nel migliore di modi. Anzi. La prima scena che ho girato con lui è stato un vero disastro”
L’attrice ha raccontato i retroscena di quel primo ciak: “Eravamo sul set di Via Montenapoleone. Credo che tutti e due abbiamo pensato la stessa cosa nello stesso momento, e cioè “Mio Dio, ci tocca passare ancora due settimane insieme”. Io ero in difficoltà e anche Carlo, deve aver detto “questa è terribile, come facciamo a fare il film?”.
Invece alla fine di quei 14 giorni e cose sono andate benissimo: “Carlo mi ha chiesto di girare con lui I miei primi 40 anni. Insomma, ci siamo capiti così profondamente che non avevamo nemmeno bisogno di parlarci, io sapevo quello che voleva in un attimo, bastava che facesse un gesto, e per lui era lo stesso. Carlo mi ha dato una enorme fiducia in me stessa”.
Gli inizi negli anni Ottanta a New York
Il discorso è andato poi agli inizi della carriera, in quella New York degli anni Ottanta molto diversa da quella di adesso: “New York era fantastica, incredibile, molto diversa da quella di oggi. L’altro giorno ho letto una notizia, diceva che tantissimi ragazzini di 12 anni guardano porno su Internet. I bambini hanno bisogno di essere bambini e di vivere felici. Bisogna limitare la diffusione di certe immagini, vediamo massacri ogni giorno, sappiamo che cosa sta succedendo, ma, ogni tanto, c’è bisogno di tirare il fiato, e questo vale anche per me”.
Rispetto ad allora per le donne sul lavoro qualcosa è cambiato in meglio, c’è più rispetto e soprattutto ci sono meno avances da parte degli addetti ai lavori rispetto a prima: “Qualcosa è cambiato, c’è molta più informazione, soprattutto per quello che riguarda gli abusi sessuali. Negli Anni 80 esisteva ancora il cosiddetto “casting couch”, il “divano del provino”, adesso finalmente tutto questo è superato, le persone che si comportavano in quei modi sono state individuate. C’è ancora, però, il problema delle differenze salariali. Una cosa importante, che ho capito in ritardo”.
Anche lei è stata vittima di attenzioni non corrisposte e mancanza di rispetto: “Sì, ma io sono terribile. C’è stato un momento, mentre giravo uno dei miei film, in cui è stata piazzata su una parete un’immagine di me nuda. Sono arrivata sul set, dovevo fare una scena di semi-striptease, l’ho vista, ho subito chiesto che fosse levata, ma si sono rifiutati di farlo”.
In tutta risposta ha abbandonato il set: “È stata l’unica volta, in tutta la mia carriera, in cui ho abbandonato un set. Sono andata via, sono entrata nella mia macchina, l’autista si è rifiutato di portarmi in albergo, siamo rimasti lì fermi per un po’, fino a quando è arrivato il produttore e abbiamo trovato un compromesso. Lui ha accettato che quell’immagine fosse un po’ coperta e allora ho detto ok, va bene. Il punto è che per me quella sequenza era già molto difficile”.
La disparità salariale tra uomini e donne
Carol Alt ha spiegato di aver capito molto tardi che le donne in quasi tutti gli ambiti lavorativi sono sottopagate rispetto agli uomini: “Ho iniziato come modella e quindi ho sempre guadagnato molto di più degli uomini. Le top model possono far vendere tutto e per questo sono adeguatamente pagate. Ho compreso solo dopo quanto, in altri settori, le donne siano sottopagate e ancora vittime di pregiudizi, soprattutto se sono single e hanno figli da mantenere”.
Una disparità salariale di cui l’attrice si è potuta rendere conto quando si è occupata di altre cose al di fuori della moda: “Me ne sono resa conto quando ho iniziato a fare altre attività, scrivere libri, creare linee di bellezza, realizzare show, esiste ancora una grande disparità tra uomini e donne. Il soffitto di cristallo è ancora da abbattere, c’è bisogno di molto impegno per raggiungere i nostri obiettivi, ma ci riusciremo”.
Nonostante le battaglie per i diritti delle donne, Carol ha affermato di sentirsi un maschiaccio: “Non mi sono mai sentita una persona sexy, mi considero, piuttosto, un maschiaccio, e questo mi è sempre piaciuto, essere una donna che fa cose da uomo”

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