Caso Basciano- Codegoni, la risposta della difesa di Sophie: “In tutte le comunicazioni Basciano ha sempre affermato di non risiedere in Italia”
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Tutte le volte che abbiamo parlato del caso Basciano-Codegoni ci siamo soffermati sulla lentezza della magistratura e su quanto l’avvocato di parte di Basciano riuscisse abilmente a cavalcare le lungaggini burocratiche per favorire il suo assistito. Nulla da dire, Leonardo D’Erasmo, legale del deejay indagato per stalking nei confronti della ex compagna Sophie Codegoni, ha fatto quanto in suo potere per difenderlo, sfruttando anche i mezzi di comunicazione per offrire la narrazione di parte di quanto accaduto.
Ripetiamo, D’Erasmo ha fatto il suo dovere, un po’ meno certa stampa che per cavalcare hype e visualizzazioni, ha riempito le proprie colonne con un racconto di parte senza aspettare la versione della controparte. In teoria, come hanno giustamente tenuto a sottolineare i legali di Sophie Codegoni, sarebbe opportuna la strada del silenzio prima che il tribunale si esprima ufficialmente, si tratta di una vicenda giudiziaria e non di una serie tv o un reality in cui si divulgano le anticipazioni o congetture su ciò che potrebbe accadere.
Le dichiarazioni di Basciano e D’Erasmo
Ciò che sappiamo ufficialmente è che per Alessandro Basciano è stato richiesto dal gip il rinvio a giudizio e il gup si dovrà esprimere sul doversi procedere o sull’archiviazione. Fermo restando questi punti cardine inamovibili, andiamo a riassumere quanto accaduto nelle ultime ore. A quanto pare, stando a quanto riferito dall’avvocato D’Erasmo, il gup di Milano avrebbe deciso di accogliere l’istanza di Alessandro Basciano per la revoca della misura del braccialetto elettronico disposta sei mesi fa, per la denuncia di stalking depositata da Codegoni.
“Chi sta utilizzando le aule di Tribunale per sostenere cose non vere, deve essere punito. Pian piano sta venendo fuori tutta la verità. È necessario fare chiarezza” ha commentato il deejay probabilmente dimenticando che a parlare della vicenda nei mesi passati è stato lui e non la sua ex compagna che benché potesse sfruttare le partecipazioni televisive per parlare della sua storia personale si è sempre astenuta dal farlo.
Tra i motivi della revoca del provvedimento cautelare nei confronti di Basciano, ci sarebbe anche il fatto che Sophie Codegoni si sarebbe trasferita in un appartamento che disterebbe secondo quanto afferma D’Erasmo, a 300 metri dalla residenza del suo assistito, facendo decadere di fatto la denuncia di stalking e dimostrando “di non aver alcun timore del mio assistito. Quindi avendo lei scelto liberamente di andare a vivere lì significa che non ha lo stato d’ansia che ha dichiarato all’inizio”
A D’Erasmo forse è sfuggito che lui stesso lo scorso mese di agosto aveva affermato che il suo cliente non era più residente da tempo in Italia, come mai adesso esce questo supposto domicilio milanese? Ha abilmente fatto spostare la residenza al suo assistito una volta accertatosi che Codegoni, ignara di tutto ciò era andata a vivere lì vicino? Ovviamente ci muoviamo sul terreno delle ipotesi, in quanto ripetiamo, si tratta di affermazioni del legale di parte.
Una cosa però ci corre l’obbligo di sottolineare: qualora quanto affermato da D’Erasmo trovasse riscontro, come mai il Tribunale non ha ritenuto mendaci le dichiarazioni di Alessandro Basciano su una presunta residenza all’estero? Soprattutto il Tribunale ha controllato quando è avvenuto il presunto cambio di residenza dalla Spagna in Italia?
La versione della difesa di Codegoni
Dal lato Codegoni al momento c’è silenzio, quantomeno da parte della diretta interessata. Come detto, non è opportuno parlare prima dell’emissione del provvedimento del Tribunale. In tutto ciò Il Corriere della Sera, ha divulgato dettagli importanti emersi da ambienti vicini alla difesa della venticinquenne di origini romagnole:
“In tutte le comunicazioni ufficiali si diceva che già dallo scorso agosto Basciano non si poteva permettere più quell’abitazione e quindi il dj stava per lasciare la casa (dove avevano convissuto i due ex) – riporta il quotidiano – perché aveva ricevuto lo sfratto. E sempre lo scorso agosto, Basciano non si era presentato al commissariato di polizia di Milano per indossareil braccialetto elettronico e aveva fatto sapere di non risiedere più in Italia, ma alle Isole Canarie poiché ormai i suoi interessi lavorativi erano lì e nulla più lo legava all’Italia”
Possibile il tribunale non abbia tenuto conto di questa basilare circostanza? Il Corriere della Sera si sofferma anche sulle dichiarazioni di ambienti vicini alla difesa di Codegoni sulla presunta distanza tra le due abitazioni: “A quanto pare Codegoni ha traslocato in un’altra casa, ma non aveva la minima idea che Basciano fosse ancora in quella vecchia abitazione, troppo onerosa per lui. Non a caso ci sono anche problemi con il mantenimento. E per essere precisi le due case non sono a 300 metri di distanza ma a 450”
Non resta che aspettare le decisioni ufficiali del tribunale.

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