Caso Signorini, l’avvocato del conduttore: “Quando Signorini per 3 o 4 mesi non lo chiamava, Medugno gli scriveva ‘mi manchi’, soggetto disposto a tutto per ottenere visibilità”
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A poche ore dall’autosospensione di Alfonso Signorini da tutti gli incarichi Mediaset, l’avvocato Domenico Aiello, che cura la difesa del giornalista e conduttore insieme alla collega Daniela Missaglia, si dice pienamente fiducioso sull’esito dell’indagine che vede il suo assistito indagato per estorsione e violenza sessuale nonché nell’indagine in cui il conduttore è “parte lesa” per diffusione illegittima di conversazioni personali e immagini dal contenuto sessualmente esplicito in cui è accusato Fabrizio Corona . Intervistato da Il Corriere della Sera, Domenico Aiello ha dichiarato che al momento il principale obiettivo è fare emergere l’inattendibilità delle dichiarazioni fatte da Antonio Medugno.
“Alfonso Signorini si sente profondamente sereno ed è assolutamente fiducioso che dimostrerà in ogni sede la sua totale estraneità alla ricostruzione che è stata fatta dell’ intera vicenda in modo opportunistico e diffamatorio” ha dichiarato il legale al quotidiano milanese, precisando che “l’apertura dell’indagine è un atto dovuto che ha anche lo scopo di tutelare l’indagato e dare alla difesa la possibilità di approfondire subito la vicenda” Aiello ha altresì dichiarato che Signorini è in grado di dimostrare che “la ricostruzione fornita dal querelante è tanto balorda quanto l’autore della denuncia e coloro che penserebbero di trarne beneficio”.

L’avvocato Aiello: “Quando Signorini per 3 o 4 mesi non lo chiamava, Medugno si faceva avanti e gli scriveva ‘mi manchi'”
L’avvocato ha riferito di non essere preoccupato, anzi di essere pronto insieme alla sua collega di difesa e allo stesso Signorini a dimostrare a chi sta indagando, che Medugno “è soggetto aduso a proporsi in ogni forma pur di ottenere il successo in ambienti come quelli televisivi, è noto per averlo fatto in passato anche fuori dai contesti Mediaset. Lo confermeremo grazie a tutti i messaggi che abbiamo a disposizione”
La tesi della difesa sarebbe avvalorata da alcuni messaggi da cui emergerebbe che: “quando Signorini per 3 o 4 mesi non lo chiamava, il querelante (Medugno ndr) si faceva avanti scrivendo ‘mi manchi'” tutto questo, mentre sempre secondo la difesa, Medugno dal suo manager di allora, Alessandro Piscopo “riceveva istruzioni su come sfruttare al massimo le opportunità che gli dava Signorini”.
Signorini pronto a farsi interrogare
Aiello ha anche confermato l’intenzione di Alfonso Signorini di farsi interrogare dai pm milanesi che stanno conducendo l’indagine, la dottoressa Letizia Mannella e il dottor Alessandro Gobbi. L’avvocato del conduttore ha ulteriormente sottolineato, come peraltro dichiarato nel comunicato del 29 dicembre in cui Signorini ha annunciato la sua autosospensione, di essere molto preoccupato, e con lui la collega Missaglia, per i danni che il conduttore sta ricevendo dalla diffusione illegale delle sue conversazioni private in chat.
L’avvocato Aiello ha ribadito che “chiunque le pubblichi è passibile del reato di ricettazione e allo stesso tempo concorre moralmente in quello di diffusione illecita di corrispondenza che causa grave danno alla reputazione di Alfonso Signorini che viene amplificato a dismisura dal web”.

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