Clamoroso! Class action di calciatori fa vacillare la FIFA. Causa legale senza precedenti
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Le tensioni nel mondo del calcio hanno prodotto una scossa sismica questa settimana. Dai Paesi Bassi è emersa la notizia di una class action che ha l’obiettivo di chiedere un risarcimento per i giocatori le cui carriere sono state rovinate dalle regole della FIFA.
La portata dell’azione, intrapresa dal gruppo Justice For Players (JFP), è potenzialmente vasta: sostiene che ogni giocatore professionista in attività, uomo o donna, dal 2002 potrebbe richiedere alla FIFA circa l’8% dei guadagni della propria carriera. A seguito della sentenza della Corte di giustizia europea (CGUE) sul caso Lassana Diarra dello scorso anno, la class action è considerata eccezionale da molti nel mondo del calcio perché ha il potenziale di colpire duramente un organo di governo. Se un numero sufficiente di giocatori ed ex giocatori si unisse, e se l’azione avesse successo, la FIFA potrebbe essere ritenuta responsabile per una somma di miliardi.

Il provvedimento ingiuntivo
Tra le possibili soluzioni c’è la clausola che le indennità di rescissione siano inserite nei contratti di tutti i calciatori, come in Spagna, anche se sarebbe difficile stabilirne un valore di mercato universale. Un’altra potrebbe essere che i giocatori firmino contratti più brevi, ad esempio per due anni con opzione, anziché i classici quattro più uno; ciò avrebbe l’effetto di ridurre le indennità di trasferimento, ma potrebbe anche indurre i giocatori a chiedere stipendi più alti.
Uno studio legale belga attore chiave nella class action
Un attore chiave nella class action è stato Dupont-Hissel, uno studio legale belga. Uno dei suoi soci, Jean-Louis Dupont, ha rappresentato Jean-Marc Bosman nello storico caso del 1995 e lo studio si è dimostrato una spina nel fianco delle autorità, rappresentando anche i sostenitori della Super League europea nella loro recente causa contro la UEFA, nonché il club belga RFC Seraing nella loro causa vinta contro FIFA e UEFA, dove hanno impugnato il tribunale arbitrale per il ruolo dello sport nel gioco.
La FIFA si trova ad affrontare altre problematiche. Lo scorso anno, le leghe europee e la Fifpro, il sindacato mondiale dei giocatori, hanno annunciato di aver presentato un reclamo alla Commissione europea per la presunta mancanza di consultazione da parte della FIFA in merito alle modifiche al calendario delle partite internazionali. In un’azione correlata, cinque sindacati europei dei giocatori, tra cui la Professional Footballers’ Association, hanno presentato un ricorso al tribunale di commercio di Bruxelles chiedendo l’intervento della CGUE.

Le tensioni della Fifpro con Infantino
Numero dei ricorsi legali alla FIFA in aumento
Questa settimana, la Fifpro ha dato un appoggio provvisorio alla richiesta del JFP. Il numero di ricorsi legali alla FIFA è in aumento, anche se non sembra esserci uno sforzo coordinato, e c’è chi, all’interno del mondo del calcio, la considera la migliore opportunità per le parti interessate di ottenere che l’organismo di governo globale ascolti le loro preoccupazioni. Chi è a conoscenza dell’azione legale della Fifpro afferma che è concepita in questi termini, con la speranza che l’UE cerchi di riunire le parti per risolvere la controversia.
Dietro tutto questo non c’è solo una crescente frustrazione per la gestione della FIFA da parte di Infantino, ma anche il desiderio di riformare il modello europeo di governance sportiva. Le questioni sollevate dalla sentenza della CGUE sulla Super League – se un ente regolatore come la FIFA possa anche essere organizzatore di competizioni – non sono state risolte e sono un tema ricorrente negli ultimi dibattiti.

Nel frattempo, la class action Justice for Players è guidata da personaggi autorevoli, con Dupont e JFP che hanno reclutato l’ex direttore tecnico del Tottenham e vice allenatore della nazionale inglese Franco Baldini nel consiglio di amministrazione del gruppo. I contatti di Baldini nel mondo del calcio rimangono consolidati e, soprattutto durante la sua permanenza alla Roma, ha dimostrato di saper affrontare lo status quo. La domanda è se questa sfida in particolare sia quella che metterà definitivamente in difficoltà la FIFA
La FIFA è stata contattata per un commento da The Guardian, ma non ha ancora risposto.

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