Claudio Lauretta a “Ciao Maschio”: i suoi inizi e il successo, la tragedia vissuta e il suo ruolo di genitore
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Passare dalla felicità al dolore nel giro di 24 ore, Claudio Lauretta nei giorni scorsi ha raccontato in collegamento con Caterina Balivo a La Volta Buona, il tragico incidente in cui è stato coinvolto il padre Domenico, il giorno dopo aver festeggiato il 57mo anniversario di matrimonio insieme a tutta la famiglia compreso il nipote Martino, figlio appunto di Claudio.
Un furgone che faceva le consegne facendo retromarcia non si è avveduto del padre dell’imitatore che passava, proprio nell’angolo cieco dello specchietto retrovisore. Papà Domenico è stato colpito in pieno cadendo sull’asfalto e morendo sul colpo. Ha colpito molto la serenità con cui Claudio ha parlato della tragedia vissuta, mostrandosi compassionevole anche verso l’investitore per la tragedia personale che stava vivendo nell’aver provocato anche se inconsapevolmente la morte di una persona.
Un racconto che ha colpito e commosso tutti e che Lauretta ha ripetuto nello studio di Ciao Maschio, nella puntata del programma di Rai1 che andrà in onda sabato 18 aprile alle 17,10 su Rai1. Nello one to one con la conduttrice Nunzia De Girolamo, Lauretta ha parlato di sé stesso e della sua vita rispondendo a domande relative anche alla tragica scomparsa del padre.

Gli inizi come vetraio e l’approdo a Striscia la Notizia grazie all’imitazione di Di Pietro
Lauretta ha raccontato gli inizi della sua carriera, da quando faceva serate per hobby e lavorava come vetraio per vivere: “Fino a 26 anni ho fatto il vetraio, ho iniziato a 17 anni a farlo, mi sono messo per conto mio ho aperto una vetreria per conto mio e quindi ho iniziato subito a lavorare mentre facevo per hobby i miei primi spettacoli. Lavoravo nelle sagre paesane, fintanto che poi nel 1994 ho fatto un Festival Nazionale del Cabaret a Torino, in giuria c’era Antonio Ricci che mi volle a Striscia la Notizia perché all’epoca ero l’unico in Italia ad imitare Antonio Di Pietro”.
Poi il commosso ricordo del padre: “Mio papà se ne è andato pochi giorni fa a seguito di un tragico incidente però sono sereno perché il giorno prima ha festeggiato con mamma 57 anni di matrimonio e se sono 35 anni che sto con mia moglie è perché me lo ha insegnato mio padre Domenico con il suo esempio. In casa siamo sereni perché il giorno prima abbiamo festeggiato ci siamo detti tutto, non abbiamo lasciato nessuna cosa in sospeso, papà ha fatto in tempo a salutare mio figlio Martino che il giorno dopo partiva per venire qui a Roma per studio, siamo una famiglia unita, ci vogliamo molto bene e ci facciamo forza a vicenda”.
Infine la risposta alla domanda sul suo essere padre e di quanto Claudio cerchi di essere il più presente possibile con il figlio: “Martino studia all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico a Roma, io sono un papà responsabile e presente come lo è stato mio padre con me, ci sono sempre stato e lo sprono a coltivare i suoi sogni, il nostro è un lavoro un po’ particolare che non è sempre preso sul serio da tutti. Anche a me all’inizio mi dicevano ‘ma sei sicuro di voler fare questo? Tu hai una azienda avviata, una vetreria, la lasci per fare l’imitatore’ ecco, per evitare che si lasci condizionare e si deprima io lo aiuto, lo sprono, dicendogli sempre che deve studiare”.
https://www.raiplay.it/video/2026/04/Anteprima-Esclusiva-Claudio-Lauretta-Mio-papa-e-andato-via-sereno—Ciao-Maschio-18042026-8717193d-cf51-4dd7-a70e-1727e43a956a.html
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