Clio ‘MakeUp’ Zammatteo: la stanchezza, il rapporto complicato con i follower, la nuova vita
#image_title
Può il successo diventare soffocante a tal punto da arrivare a dire basta? E’ quello che ha raccontato Clio ‘MakeUp’ Zammatteo ospite della quarta puntata di Burnout il nuovo video-podcast di Selvaggia Lucarelli. La make-up artist fino al 2023 ha goduto di un successo enorme, dovuto anche alla originalità della sua proposta, poi dopo anni di esposizione mediatica la decisione di tirare il freno a mano, complice un momento di forte crisi personale. Clio all’improvviso ha avvertito tutta la stanchezza nel reggere i frenetici ritmi del web e nel far fronte al sempre più complicato rapporto con follower e community, il pensiero di non poter più arrivare per prima nella corsa un po’ la ha impensierita, ma ha ritenuto che uno stop per lei fosse più che necessario.

Il racconto di un successo nato da una passione
Il racconto di Clio comincia dall’inizio della sua attività in un momento storico in cui era un po’ una pioniera: “Era il 2008, vivevo a New York, ero una ragazzina, non esistevano dei format come i miei in Italia mentre in America format sui make-up sono stati tra i primi a uscire, tutti gli altri compresa la cucina sono arrivati dopo. L’dea è arrivata quando ho visto in rete una ragazza inglese che insegnava alle sue clienti come applicare i trucchi mostrando il tutto attraverso dei video su YouTube”
Clio decide di fare qualcosa di simile ed apre un canale YouTube, una delle prime in Italia a farlo, per avere un’idea all’epoca il canale di Beppe Grillo era il più seguito e aveva diecimila follower, una cifra irrisoria se si considerano i numeri di adesso. Parte con i mezzi a sua disposizione, un pc e intorno a lei neanche la luminosità adeguata per far vedere i prodotti : “A volte dovevo spiegare il colore, dicevo guardate sembra verde ma non è così, ma la curiosità all’inizio era più per ciò che facevo che per ciò che proponevo”. Clio riesce comunque a interagire e a consigliare chi si rivolge a lei e a fidelizzare.
Il primo anno da YouTube non guadagna nulla poi comincia la partnership, è apprezzata e soprattutto non è bersaglio di odiatori social, chi la critica sono i colleghi: “Mi criticavano sulla qualità della proposta e avevano ragione, non avevo grandissima esperienza, sbagliavo anche a caricare i video, era una proposta un po’ troppo artigianale” Parallelamente Clio apre un blog sul quale mette per iscritto i suoi consigli e guida passo passo alla realizzazione del make-up prescelto.

Il vero cambiamento nel 2017 con la creazione del brand
Il vero cambiamento arriva nel 2017 quando Clio inizia con la sua linea. Un anno particolare e pieno di cambiamenti in quanto oltre al lancio della sua linea, ha la sua prima figlia. Da quel momento diventa un vero e proprio brand e comincia ad essere giudicata, ed ogni cosa che fa ad essere messa sotto la lente di ingrandimento. E’ attenzionata anche sotto il profilo privato, cosa lontanissima dal mondo in cui aveva cominciato a proporsi. “Io come altre persone che hanno iniziato a investire sul web non per fare soldi ma perché ci piaceva, ci siamo evoluti guidati solo dalla nostra passione non da una strategia, c’era un contatto diretto con la community, c’è stata fidelizzazione, un rapporto che è cresciuto nel tempo non finalizzato esclusivamente al guadagno. Non mi è mai piaciuto ostentare la mia vita, non ho mai detto dove andavo in vacanza e se potevo evitavo anche i party, è un mondo che non mi appartiene”.
Dopo il COVID le difficoltà e la sensazione che qualcosa sia cambiato
Le cose cominciano ad essere difficili dopo il COVID quando Clio dagli Stati Uniti torna in Italia, dopo aver avuto un’altra bimba e si rende conto che il mondo social è cambiato: “Tutto quello che aveva significato stare sui social fino a quel momento, era andato di colpo a farsi benedire, cominciavano a contare le visual, i viral, le condivisioni, è cambiato il linguaggio e tante persone si sono trasferite sul TikTok, si è passati all’immediatezza del contenuto. Con la tecnologia non c’era più bisogno di far vedere passo passo come arrivare alla realizzazione di un make-up, cosa per me fondamentale. Ho visto video in cui le creator facevano vedere il prima e il dopo semplicemente passando una mano davanti al volto. Tutto bello ma la gente vuole sapere come sei arrivata a quel risultato”
Da qui comincia una sorta di crisi di identità nel ritrovarsi nel nuovo modo di lavorare: “E’ cambiata la percezione da persona a personaggio o brand, io sono Clio mentre Clio MakeUp è un brand in cui lavorano tante persone. Per il cliente finale invece sono sempre io, se c’è qualche contrattempo non c’è la percezione che ci si debba confrontare con un gruppo di lavoro per capire dove sia il problema”
La concorrenza, le accuse, la crisi e la decisione di fermarsi
Nel frattempo è iniziata anche la concorrenza e Clio comincia a ricevere attacchi velati da altri brand a cui non risponde, non è nel suo stile e soprattutto non vuole che l’attenzione si sposti dal prodotto al gossip. Si arriva poi al video del 2023 in cui Clio rivolgendosi al suo pubblico dice di sentirsi inadeguata in un mondo che è diventato cattivo e concorrenziale: “Diciamocelo chiaramente non stavo passando un bel periodo nemmeno a livello personale. Mi hanno accusata di aver copiato un prodotto, proprio quello in cui avevo cambiato gli ingredienti per non farlo sembrare simile ad altri. Ero una pentola a pressione non potevo credere a quello per cui mi accusavano. Mi ricordo che ero in un meeting e sono esplosa, ho preso il telefono e sono corsa nel mio ufficio per fare il famoso video di cui si è tanto parlato”.

La liberazione e la nuova vita
Fino a quel momento proprio in virtù di una comunicazione cambiata si era tenuta a freno, quel video ha rappresentato una liberazione: “Adesso preferisco fare meno numeri, meno video, ma non essere schiava del web, preferisco dedicarmi alla mia famiglia piuttosto che raccontare la mia vita privata per fare visualizzazioni, non mi interessa, propongo prodotti, parlo di lavoro, mi occupo di ciò che mi piace. Le mie figlie non le mostro più da quando mi sono resa conto che puntavano i passeggini per capire se a portarlo fossi io. Faccio una vita regolare, alle 16.40 vado a prendere le bimbe a scuola e non tocco più il cellulare fino al giorno dopo. Voglio mantenere lo spirito con cui ho cominciato, ho fatto una cosa che mi piaceva, adesso molti cominciano senza crederci ma solo perché puntano al guadagno”

About The Author
