Clizia Incorvaia assolta dall’accusa di aver pubblicato foto della figlia a scopo di lucro, per il giudice non costituisce reato
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Clizia Incorvaia è stata assolta, i giudici del Tribunale di Roma che dovevano decidere circa l’accusa di aver pubblicato le foto della figlia minorenne sui social per fini di lucro, non costituisce reato. La vicenda risale a circa due anni fa allorché Francesco Sarcina, cantante, frontman de Le Vibrazioni ed ex marito dell’influencer, aveva denunciato la moglie per aver voluto “trarre profitto economico” attraverso la pubblicazione delle foto della figlia Nina di nove anni sui social senza il suo consenso ed in violazione degli accordi presi in fase di separazione.
Il processo si è risolto nell’udienza predibattimentale di oggi 17 dicembre, in cui la Procura ha richiesto il proscioglimento di Incorvaia, richiesta accolta dal giudice che ha emesso la sentenza di non luogo a procedere in quanto “il fatto non costituisce reato”. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni, nel mentre sono arrivate le dichiarazioni in cui il legale di Francesco Sarcina, Maria Paola Marro, ha espresso stupore per la sentenza emessa senza passare alla fase dibattimentale.

Le razioni dei legali delle parti
“Quello che sconcerta – ha detto Marro- è che la stessa procura che dopo due anni di indagine chiede il rinvio a giudizio di Incorvaia arriva in udienza e sulla base degli stessi elementi chiede il proscioglimento. Sono curiosa di vedere perché quei fatti non costituiscono reato. Di fatto ad oggi c’è un provvedimento civile che ha valutato quel comportamento non lecito e non conforme alla legge e vieta alla signora Incorvaia di pubblicare le foto della bambina e di metterla sui social. Quello civile è effettivo tanto che c’è una indagine dei servizi sociali sui due nuclei familiari, di Incorvaia e del mio assistito Sarcina. Per quale motivo questo fatto non sia penalmente rilevante lo capiremo fra tre mesi”.
Una sentenza di assoluzione che per come è maturata farà discutere, ma che lascia soddisfatto David Leggi, avvocato di Clizia Incorvaia che ha commentato: “Probabilmente questa sentenza riporta nell’alveo del buonsenso una vicenda che deve rimanere al di fuori della giustizia penale. Spero che la chiusura di questo capitolo consenta a tutti e due i genitori, che amano immensamente la figlia, la gestione di un rapporto più sereno nell’interesse di Nina”

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