Corinne Clery la drammatica rivelazione a La Volta Buona: “Ho nominato un tutore legale per difendermi da mio figlio”
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La rivelazione è stata di quelle dolorose e sconcertanti, dopo aver raccontato in varie occasioni del rapporto conflittuale con suo figlio Alex, Corinne Clery ha deciso di tutelarsi legalmente e ospite di Caterina Balivo a La Volta Buona, ha spiegato i motivi della sua scelta. L’attrice ha rivelato di aver nominato un avvocato, che dopo essere stato registrato da un notaio è diventato a tutti gli effetti il suo tutore legale.
Una scelta drastica maturata dopo nove anni di incomprensioni e scontri con suo figlio, legati purtroppo come spesso accade, anche a questioni economiche. L’attrice ha spiegato di aver maturato questa decisione per la paura di ritrovarsi un giorno in una condizione di fragilità.
“Dopo tanti anni di sofferenza e incapacità di comunicazione ho pensato di dovermi tutelare per difendermi da mio figlio – ha dichiarato l’attrice – Temo qualsiasi cosa. Potrei avere una malattia e l’unica persona che può decidere per me è mio figlio. Ho deciso quindi di pensare al mio futuro e di tutelarmi”.
Corinne Clery ha quindi affidato a un soggetto terzo le decisioni che potrebbero riguardarla in futuro: “L’avvocato che ho nominato è stato registrato dal notaio. Lui è a tutto gli effetti il mio tutore legale, prenderà lui le decisioni sulla mia vita” ha concluso l’attrice.
Corinne Clery e il figlio Alex, un rapporto conflittuale che dura da nove anni
Ciò che ha fatto più impressione è stata la rassegnazione con la quale l’attrice ha spiegato la sua decisione, il bisogno di tutelarsi dopo avere fatto il possibile per stabilire un rapporto quantomeno civile: “Sono ormai troppi anni di soprusi psicologici, le ho provate tutte senza ottenere nulla, quindi adesso penso un pochino a me”. Una scelta estrema e dolorosa, l’ultima occasione di una madre per tutelarsi da ciò che potrebbe fare suo figlio contro di lei.
L’attrice francese tempo fa aveva raccontato a Domenica in degli attriti con il figlio Alexandre ricostruendo anche quelle che erano state le origini di quella frattura: “La rottura c’è stata otto anni fa – aveva raccontato Clery – quando (Alex) ha scoperto che quella donazione (l’attrice gli aveva intestato il casale dove vive, mantenendo solo l’usufrutto, ndr) aveva dei limiti ha iniziato a odiarmi, perché lui voleva i soldi”.
Entrando nello specifico Corinne aveva raccontato quanto tutto nascesse da motivi economici: “Il nostro dramma si chiama soldi. Ma non ci sono più, ho dato tutto. Sono 26 anni che mando giù dei gropponi. Mi sono ammalata, ho preso una dermatite atopica per lo stress e il dolore psicologico. Un giorno mi ha insultata davvero tanto e da allora non l’ho più visto. Da parte sua ho ricevuto messaggi ed e-mail che mi hanno convinta a non cercarlo più”.
Corinne Clery: “Posso chiedere scusa per tante cose, ma su una cosa non chiedo scusa, ho dato amore come tutte le mamme”
L’attrice ha anche riconosciuto le proprie responsabilità affermando di essere disponibile anche a chiedere scusa per tante cose meno che per l’amore che ha dato e che non è mai mancato: “Posso chiedere scusa per non aver capito tante cose, per una vita sentimentale movimentata e per gli errori fatti. Capisco tutto il trambusto. Ma su una cosa non chiedo scusa: ho dato tanto amore, come tutte le mamme”.
Il figlio Alexandre adesso ha 57 anni, l’attrice lo ha avuto quando lei ne aveva appena 17: “Mi ero sposata l’anno prima che nascesse. Però ho divorziato quando lui aveva un anno, e io 18, e poi lui non ha visto più suo padre. Non sopportavo mio marito – ha spiegato Clery – Era egoista e violento. Alexandre aveva pochi mesi, stavamo in Nuova Caledonia, un giorno mio marito mi ha detto: devo andare qualche giorno a New York. Ok. Passavano le settimane e non tornava. Solo un telegramma: Non vengo. Torna in Italia. Ma il bambino si era ammalato. Salmonellosi e poi colera. Prendemmo un aereo, finimmo in Vietnam. C’era la guerra, le bombe, gli attentati. Un inferno. Alexandre era tra la vita e la morte”.
Poi il racconto dell’aggressione subita dal marito: “Una notte tornò ubriaco e tentò di strangolarmi. Mi sono difesa. Poi lui si è addormentato. Ero ancora viva. Alle quattro di mattina ho infagottato mio figlio, ho pigiato due cose nella valigia e sono scappata. Non ci siamo più visti”.
Corinne Clery: “Mio figlio è arrivato ad accusarmi di essere una ladra”
Da quella fuga Corinne e il figlio sono rimasti soli, si sono amati poi al ritorno dagli Stati Uniti dove Alexandre era andato a studiare e lavorare qualcosa si è incrinato: “Lo amavo da impazzire. Lo coccolavo, ci volevamo bene, ci divertivamo moltissimo. L’ho tirato su da sola. A un certo punto andò a studiare e lavorare negli Stati Uniti, ero contenta, ma quello che è tornato in Italia non mi sembrava più mio figlio. Era sempre di cattivo umore, si lamentava di tutto, ce l’aveva con me, non gli andava bene niente di quello che dicevo o facevo”.
Dopo la morte del padre di Corinne e del secondo marito, l’attrice ha detto che la situazione è precipitata drasticamente: “Chiedeva sempre denaro, protestava per ogni cosa. È arrivato ad accusarmi di essere una ladra” Tutto ciò fino a quando il figlio la ha cacciata dal casale che lei gli aveva regalato: “Un giorno mi ha detto: devi andartene, questa casa è mia”. Adesso l’attrice ha detto di essere più serena: “Adesso sono in una fase di nuovo combattiva”.
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