Crans-Montana, le telecamere avrebbero ripreso la proprietaria mentre scappava con la cassa durante il rogo
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Per gli adolescenti italiani morti nel rogo di Crans-Montana oggi è stato il giorno dell’addio, a circa una settimana da quell’inizio del 2026 che per loro è durato poco più di un’ora. Parenti, amici e gente comune hanno salutato Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi, domani 8 gennaio avranno luogo i funerali di Emanuele Galeppini. E’ una tragedia da cui si fa fatica a riprendersi, ma c’è chi invece di rifugiarsi nel silenzio e nel rispetto, ha trovato più opportuno criticare sui social le reazioni di ragazzi giovanissimi, c’è chi ha pontificato e chi per qualche visualizzazione in più ha speculato su quella che può definirsi a pieno titolo, una strage.
Chiacchiere che dovrebbero essere lasciate da parte per fare posto alla solidarietà, quella infranta da coloro che hanno aggredito due troupe Rai che stavano a Crans-Montana per documentare quanto sta accadendo in queste ore, non si è trattato nemmeno di una reazione scomposta davanti a una domanda indesiderata, si è trattato di aggressioni gratuite nei confronti di giornalisti e cameraman che cercavano di informare e dare risposte, davanti agli altri locali dei Moretti, proprietari de La Constellation.

Jacques e Jessica Moretti, i precedenti penali di lui e la presunta omissione di soccorso di lei
Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale andato a fuoco, sono noti come “i corsi” in quanto le loro radici sono nell’isola del Mediterraneo, ma il loro business si è sviluppato e radicato a Crans-Montana, nella cittadina del canton valdese i coniugi hanno aperto quattro locali, tra cui quello distrutto dal rogo. Lei reduce da un matrimonio finito male, da cui è nato un figlio, lui invece non proprio uno stinco di santo, prima coinvolto in una indagine per sfruttamento della prostituzione, poi addirittura sottoposto a detenzione nel 2005 per sequestro di persona e truffa.
I due sono entrambi indagati per l’incendio a Le Constellation, in cui hanno perso la vita 40 ragazzi, per lo più minorenni e 116 persone sono rimaste ferite, alcune tuttora in situazioni critiche. Jessica Moretti era presente nel locale quando è scoppiato l’incendio, anche lei ha sottovalutato la gravità di quanto stava avvenendo, sarebbe bastato fermare la musica e chiedere di sgomberare il locale, prima che l’esplosione non lo trasformasse in una palla di fuoco.
Con la donna nel locale era presente il figlio, nato dal primo matrimonio, era il capo staff e ha provato a sfondare i vetri per liberare i ragazzi, ma senza successo. Jessica Moretti stessa si è ustionata ad un braccio, ma ha fatto in tempo a mettere in salvo la cassa, a quanto si apprende da La Repubblica sarebbe stata ripresa da due telecamere in strada mentre si allontanava dal locale con l’incasso non curandosi di quanto stava avvenendo. Un frangente che se confermato potrebbe costare alla donna l’imputazione per omissione di soccorso.

Il “metodo Moretti” e le mancate misure di sicurezza per risparmiare
Insomma una coppia di imprenditori che ha fatto la propria fortuna con un metodo ben collaudato: prendere in affitto a cifre esorbitanti dei locali decadenti per ristrutturarli e farli diventare location ambite è chic, è accaduto a Lens con Le Vieux Chalet e una villa, poco distante da Crans-Montana, ed è accaduto nel 2015 con Le Constellation e Le Petit Maison. Dopo aver preso in affitto e ristrutturato i locali, i due tramite finanziamento procedono con l’acquisto a prezzi esorbitanti e fuori mercato.
La richiesta di ampliamento è stata richiesta successivamente e i Moretti sembra la abbiano ottenuta per la veranda, ma non per il piano interrato dove c’era il disco bar. I lavori all’interno di quest’ultimo servivano per stringere la scala, ampliare la veranda e guadagnare spazio per tavoli, il tutto risparmiando sulla cosa più importante: la sicurezza.

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