Crans Montana, quel 2026 durato solo un’ora, poi la morte
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Crans Montana, da popolare ed esclusiva località sciistica da ora in poi sarà ricordata per quella che in queste ore sta assumendo sempre più la denominazione di strage di Capodanno. Una gioia per il 2026 da poco arrivato che è durata solo un’ora, poi un rogo ha trasformato in una torcia incandescente il bar di una stazione sciistica. Tante le vittime al momento accertate, si parla di 47 morti e 115 feriti, diversi minorenni, per gli altri un’età media compresa tra i 18 e i 30 anni. Molti di coloro che non sono riusciti a mettersi in salvo non sono identificabili per le gravi ustioni riportate.
La Farnesina ha comunicato che nel locale erano presenti anche ragazzi italiani, 16 sono rimasti feriti, altri 12 risultano tuttora dispersi, una ragazzina milanese di 16 anni sarebbe in coma. Si sta facendo chiarezza sulle cause, al momento si parla di un incendio appiccato casualmente che poi avrebbe provocato una esplosione, una testimone ha raccontato che nel locale si stava festeggiando un compleanno e c’erano ragazzi che portavano candele al piano superiore. Un cameriere, secondo il racconto della testimone, sarebbe salito sulle spalle di un altro cameriere tenendo una candelina in mano, che avrebbe incendiato il soffitto.
Tajani: “Famiglie contattino la Farnesina per la lista dei dispersi”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che domani 2 gennaio raggiungerà Crans Montana per stare vicino a coloro che attendono notizie dei loro congiunti, ha rivolto un appello alle famiglie coinvolte nella tragedia affinché “contattino l’unità di crisi della Farnesina in modo che si possa avere una lista completa degli italiani che erano lì”. Purtroppo al momento non esiste una lista completa di quanti fossero nel locale e soprattutto se nel locale ci fossero più persone del consentito.
Al momento non ci sarebbero persone in stato di fermo per la tragedia, la procuratrice del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha reso noto che “non ci sono persone in stato di fermo, ma una persona è stata chiamata per chiarire le circostanze” tenendo a precisare che “si è trattato di un incidente”. Chi sta indagando al momento ha escluso che l’origine dell’incendio possa essere stata dolosa. La procuratrice non ha saputo rispondere sul numero di persone presenti nel locale e che al momento non sa quanto potrebbero durare le indagini.
Un countdown verso la morte
Morire in un momento di festa, nella serata che più di tutte dovrebbe essere dedicata alle vacanze e all’evasione. Le feste in montagna durante le vacanze di Natale ce le hanno raccontate per anni i cinepanettoni, raccontare una tragedia del genere atterrisce ed è devastante. Ragazzi di mezza Europa erano in quel locale per brindare al proprio futuro e ad un anno che speravano portasse gioia, felicità e novità nelle loro vite, c’era chi festeggiava il compleanno, chi si stava per laureare, chi era guarito in tempo dall’influenza per festeggiare Capodanno in montagna, in una località esclusiva, in un posto in cui si reputa ci si possa divertire e non trovare la morte.
Chi non è più tornato poche ore prima aveva fatto ad alta voce quel countdown che significava futuro, senza sapere il tragico disegno che il destino stava preparando per loro. Dopo quel brindisi nel giro di un’ora quei sorrisi e quegli abbracci si sono trasformati in urla di terrore, in quella che per molti di loro si è trasformata in una trappola mortale.

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