Cristiano Caccamo, dal flirt più assurdo che gli hanno attribuito a quello che cerca davvero in una donna
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E’ considerato uno degli attori emergenti del cinema italiano, tra pochi giorni su Prime Video uscirà Non è un Paese per single un altro film che lo vede tra i protagonisti, Cristiano Caccamo ospite di Terrazza Fab ha risposto alle domande di Giulia De Nicola, una chiacchierata tra rivelazioni di progetti futuri, sfera sentimentale e lavoro.
Per cominciare Caccamo ha parlato proprio del film in uscita: “Non è un Paese per single” uscirà su Prime Video, io sono uno dei protagonisti, un ragazzo snob che vive a Milano ma poi va nel podere del nonno e cambia il suo modo di vedere la vita. E’ un personaggio su cui non c’è molto di me, sembra cattivo ma non lo è, neanche io sono cattivo, ma neanche lo sembro, sono come sono”
Il modo di comportarsi nella sfera sentimentale
Ampio spazio è poi stato dedicato alla sfera sentimentale, l’attore ha rivelato di essersi reso conto di quanto sia difficile per lui innamorarsi anche se gli piacerebbe diventare papà: “Più vado avanti più mi rendo conto di quanto sia difficile far breccia nel mio cuore, quello che verrà in futuro avrà una costruzione ed un impegno diversi. In un prossimo futuro mi piacerebbe diventare papà, ma adesso lo ritengo prematuro. Se ci penso mi vedo come un papà stupendo, incredibile, vorrei una figlia femmina, mio padre è stato fantastico, sento che lo sarò anch’io”.
In questo momento specifico della sua vita Caccamo reputa essere monogami una scelta di vita: “Essere monogami è una scelta non è una utopia, una scelta che va concordata, i retaggi culturali del passato oggi vanno meglio di prima, poi uno può sempre esplorare e poi tornare indietro se capisce che preferisce altro, ma ripeto, entrambi nella coppia devono essere concordi”.
L’attore ha poi rivelato di essere poco incline al romanticismo: “Non sono amante del romanticismo, ritengo non si possa improvvisare ma che sia una cosa che avviene in quel momento preciso in cui avviene. Se una persona mi piace voglio che condivida parte delle cose che faccio nella vita, ovviamente se ne ha piacere, quando sento l’esigenza di condividere mie cose con una donna, significa che mi piace”
Il tema sentimentale si chiude con una riflessione sulla gelosia e sul flirt più assurdo che gli sia stato attribuito: “Nella vita degli altri si entra in punta di piedi, si entra e si costruisce qualcosa, se chi mi piace riesce a comunicarmi determinate cose mi fa piacere. Non mi ritengo geloso la ritengo una cosa inutile, tra l’altro penso nessuno abbia capito cosa significhi amare, essere gelosi sicuramente non è amare è possesso”.
Per quanto riguarda i flirt che gli sono stati attribuiti, Cristiano include quello con Chiara Ferragni che tanto clamore ha suscitato anche per le proteste di Gabriele Parpiglia che gli ha dato del bugiardo essendo sicuro della notizia e quello con Nicole Wallace: “Il flirt più assurdo che mi hanno attribuito è proprio Chiara Ferragni, anzi anche Nicole Wallace, sono per caso passato in una sua storia e si sono inventati la passeggiata romantica a Roma, nulla di tutto questo”.
L’attore ha poi ammesso di non aver mai ghostato o friendzonato nessuno: “Non ho mai ghostato ma lo sono stato, alla friendzone non ci sono mai arrivato perché non arrivo mai al punto in cui qualcosa potrebbe accadere: o accade subito o non accade più, sono molto preciso in questo. In casa mi piace condividere gli spazi ma dormire in camere separate, mi piace questo rimanere un po’ ‘sconosciuti’ mi piace quando ognuno ha il suo mondo e i suoi spazi”.
Il precoce addio alla casa paterna e la bugia a fin di bene del papà
Spazio anche al lato personale, ai ricordi familiari, Caccamo ha detto di essere andato via a 15 anni da casa: “Sono andato via molto presto dalla famiglia, fa bene allontanarsi, adoro la mia famiglia, non mi reputo un mammone, mi piaceva l’idea di andare a studiare fuori. Mio padre per stare tranquillo mi ha mentito, gli ho detto che volevo andare in un convitto a Roma, ma lui mi ha demotivato dicendomi che erano tutti tenuti da preti o suore, mi ha detto però che se fossi andato ad Assisi avrei trovato qualche situazione adatta a ciò che volevo fare. Negli anni ho scoperto che non era vero e che mi aveva dato quel consiglio perché Assisi era una città più piccola e si sentiva più tranquillo”.
Una esperienza che l’attore consiglierebbe a tutti non come evasione, ma come crescita personale, Caccamo ha parlato anche della sua infanzia che reputa essere stata bellissima: “Andar via presto da casa è stata una esperienza stupenda che consiglierei a tutti, sempre che provenga da una scelta personale. Della mia infanzia ricordo che andavamo in Svizzera a trovare gli amici di famiglia in questa casa di montagna. Ho avuto una bella infanzia nonostante i miei genitori si siano separati non hanno fatto pesare la situazione, se ti dovessi dire cosa non farei delle cose che ho vissuto da bambino ti direi che rifarei tutto perché non mi è pesato nulla, sembra una risposta paracula ma è così”
Un lavoro che ama e il piano B
Ampio spazio nell’intervista è stato dedicato al lavoro, Caccamo ha dichiarato che pur facendo un lavoro che ama ha pensato a un piano B: “Faccio un lavoro bellissimo ma che non ti dà la sicurezza che duri per sempre, per questo mi sono creato un piano B, ho aperto due ristoranti in Brera a Milano. La cucina ha sempre fatto parte di quelle cose che avrei voluto fare, questa la ho realizzata, ma ci sono una infinità di cose che ho iniziato e non ho portato a termine perché è svanito l’entusiasmo iniziale”.
Entrando nello specifico nel mestiere di attore, Cristiano si è soffermato sulla grande opportunità che si ha nel calarsi nei panni di personaggi diversi: “Recitare mi piace, vivo tutti i personaggi che interpreto specificatamente tra i confini di quel ruolo, non capisco quelli che dicono ‘io quel personaggio non lo faccio perché è lontano da me’ lo trovo assurdo, per me il bello è proprio misurarsi con ciò che non si è. Per esempio io pur essendo etero ho interpretato tre volte personaggi omosessuali e lo ho fatto con estrema tranquillità e senza remore. Interpreterei anche un personaggio violento per me sarebbe una denuncia sociale, nel cinema serve anche quello”.
Infine una riflessione sulla grande libertà che lascia il mestiere di attore: “Il mestiere dell’attore ti lascia una libertà estrema e nel mio caso periodi in cui posso viaggiare e sperimentare situazioni diverse, ho vissuto un mese in Spagna, un privilegio enorme, che se avessi fatto altro non avrei potuto permettermi. Trovo importante fare esperienze di vita nei momenti in cui non c’è da recitare”
A conclusione dell’intervista Caccamo si è lasciato andare a una confessione personale: “Piango spesso, lo apprezzo, lo trovo liberatorio, ho visto tre volte ‘Mi chiamo Sam’ e tutte e tre le volte ho pianto con i singhiozzi. L’ultima volta è successo giorni fa in aereo con la vicina che mi guardava, ma non posso farci nulla”.

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