Cuori 3, Matteo Martari si confessa: “Alberto tra ragione e istinto. Vi svelo il mio 1974”
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Domenica 1 febbraio torna l’attesissimo medical drama di Rai 1. Abbiamo analizzato le parole di Matteo Martari tra conferenza e interviste: ecco come il segreto di Irma e l’arrivo di un sensitivo sconvolgeranno il “cuore” di Alberto Ferraris.
L’attesa per i fan di Cuori 3 sta per finire. La serie che ha saputo mescolare con maestria la precisione storica della cardiochirurgia anni ’60 con il calore del melodramma torna su Rai 1, ma con un cambio di passo deciso.
Siamo nel 1974, e il protagonista assoluto di questa rivoluzione emotiva è Alberto Ferraris, interpretato da un Matteo Martari mai così in sintonia con il suo personaggio.
Attraverso le sue recenti dichiarazioni, emerge il ritratto di un uomo che, dopo aver lottato per la propria felicità, si ritrova davanti a un bivio dove la scienza non basta più.

L’eterno conflitto: la coscienza contro il battito
Durante la conferenza di presentazione, Martari ha toccato un tasto fondamentale per chiunque segua la serie: il dualismo tra l’uomo di scienza e l’uomo di sentimenti. Non è solo una questione di trama, ma una vera e propria analisi filosofica del vivere.
“Credo che sia una questione comune a tanti”, ha esordito l’attore, “(…) questa costante diatriba tra la coscienza, il pensiero, il ragionamento e il cuore. Alberto neanche lui ne passa indenne e anche lui si trova ad affrontare diverse difficoltà. Però Alberto ha anche un cuore grande, quindi è in grado di riuscire a metterlo un po’ dappertutto.”
Questa capacità di Alberto di “mettere il cuore dappertutto” è il suo superpotere, ma anche la sua più grande fragilità.
Nel 1974, la medicina fa passi da gigante — Martari cita la nascita della terapia intensiva e le sperimentazioni sull’angioplastica — ma la tecnica non può proteggerlo dai sussulti della sua vita privata.

Un matrimonio alla prova: l’ombra di Irma Monteu
Il punto di partenza della terza stagione è, sulla carta, idilliaco. Ritroviamo Alberto e Delia (Pilar Fogliati) finalmente uniti dal vincolo del matrimonio.
Sono passati cinque anni, il legame si è consolidato e i due progettano di costruire una famiglia. Ma, come sottolineato da Martari nell’intervista rilasciata a Il Tempio News, l’equilibrio è destinato a spezzarsi violentemente.
L’elemento di rottura ha un nome e un volto: Irma Monteu, interpretata da Carolina Sala. Irma è una cantante di successo che irrompe nella vita dei due medici in modo drammatico, dopo un tentato suicidio.
Martari è stato molto chiaro su questo punto: l’ingresso di Irma non è solo un caso clinico, ma una bomba a orologeria. Un segreto legato al passato di Alberto riemergerà, mettendo in discussione tutto ciò che lui e Delia hanno costruito.
“Questo avrà a che fare, pare possa disturbare l’equilibrio in famiglia”, ha dichiarato l’attore, lasciando intendere che il “triangolo” da cui Alberto sembrava essere uscito nelle stagioni precedenti potrebbe trasformarsi in qualcosa di ancora più doloroso e complesso.

La sfida del sensitivo e il confronto con l’impossibile
Se Irma rappresenta il passato, il futuro di questa stagione è segnato da un incontro che destabilizzerà la mente razionale di Alberto: l’arrivo di un sensitivo carismatico (Giulio Scarpati).
In un’epoca in cui la medicina cercava risposte definitive nel corpo umano, Delia inizierà un dialogo con questo personaggio capace di captare realtà invisibili.
Per Alberto Ferraris, l’uomo che opera a cuore aperto, accettare che esistano risposte che non passano dal bisturi sarà una prova durissima. Martari sottolinea proprio questo aspetto: il suo personaggio dovrà misurarsi con idee che non gli piacciono, cercando di adattarsi a una realtà che sta cambiando troppo velocemente.

Matteo Martari: un attore “di pancia”
Ma chi è l’uomo dietro il camice? Martari ha svelato molto del suo metodo di lavoro. Nonostante la complessità del copione di una serie storica, l’attore ammette di seguire un istinto quasi primordiale nella scelta dei progetti:
“C’è una componente pancia importante. Se mi piace mi butto. Poi in caso si fanno anche altre valutazioni, però diciamo che la componente prima impressione è importante.”
È forse proprio questa “pancia” che gli permette di interpretare con tanta verità un uomo di cinquant’anni fa.
Martari ammette che adattarsi alla mentalità del 1974 è complicato, quasi quanto accettare idee che contrastano con la propria visione del mondo. Ma è proprio in questo attrito che nasce la grande interpretazione.
Il momento più emozionante? L’attore ha lanciato un “gancio” che sta già facendo impazzire i social: una misteriosa scena di uno “sparo”.
Martari si è fermato lì, con un sorriso complice: «Alberto quest’anno veramente passa attraverso alcuni momenti forti… basta».
Con 6 serate da 100 minuti e una regia firmata ancora una volta da Riccardo Donna, Cuori 3 promette di essere la stagione della maturità. Quella in cui Alberto Ferraris dovrà finalmente decidere se essere il medico che salva i cuori o l’uomo che impara a guarire il proprio.
