Ditonellapiaga, ricorso di Patrizia Mirigliani contro l’uso di “Miss Italia” per il titolo dell’album, la replica della cantante: “Parlo di me non del concorso”
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“Miss Italia” come titolo dell’album aveva creato polemiche su Ditonellapiaga già durante il Festival di Sanremo, in quanto Patrizia Mirigliani, organizzatrice del popolare concorso di bellezza e detentrice dei diritti dopo la morte del padre Enzo, aveva sottolineato che, Miss Italia come titolo le era sembrato una critica al famoso concorso, tutto ciò prima che la canzone fosse ancora uscita.
Già a febbraio, Patrizia Mirigliani aveva deciso di rivolgersi al tribunale per tutelare il marchio e indurre la cantante a cambiare il titolo. Oggi 9 aprile, Ditonellapiaga ha presentato il nuovo album “Miss Italia”, precisando che c’è già stata una udienza e al momento non sa se dovrà cambiare il titolo dell’album.
“Il brano, che poi dà il titolo effettivamente al disco – ha spiegato la cantante terza classificata a Sanremo 2026 – parla del mio rapporto con i canoni e con l’idea di essere sempre sorridenti e smaglianti e il mio non sentirmi una vincente fondamentalmente. La Miss è quella che vince, la donna perfetta, la più bella di tutte e io nel brano affronto proprio il mio sentirmi inadeguata e non corrispondente ai canoni, non tanto estetici, ma quanto proprio sociali. Soprattutto per quanto riguarda magari il mio modo di fare musica e il mio sentirmi sempre un po’ fuori luogo e fuori posto”
Poi la rivelazione sull’udienza e la possibilità di un cambio del titolo: “Ieri c’è stata un’udienza, se ne sta occupando il Tribunale di Roma, in questo momento non so se il mio disco si potrà continuare a chiamare ‘Miss Italia’, quindi siamo in trepidante attesa. Scopriremo tutti insieme prima o poi se potrà continuarsi a chiamare così. Ovviamente ci tengo molto questo titolo perché per me è comunque legato alla mia libertà artistica di espressione di raccontare una questione personale, facendo riferimento a un’immagine universale ormai entrata nel nostro immaginario comune. Però poi di fatto chissà cosa deciderà il giudice, incrociamo le dita e lo scopriremo solo vivendo”.
Ditonellapiaga ha parlato anche dei problemi logistici che sorgeranno qualora il tribunale vieti l’utilizzo di “Miss Italia” come titolo. Il disco è in uscita domani 10 aprile e ci sono tante copie stampate e pronte per essere distribuite nei negozi: “In questo momento qualsiasi cosa dico può essere utilizzata contro di me – ha detto sorridendo la cantante – questa cosa spero si risolva nel modo più positivo possibile. Non nascondo che potrebbe presentarsi una problematica logistica perché il disco esce domani, ci sono tante copie stampate già distribuite nei negozi. Se dovesse andare male, andranno in qualche modo ‘corretti’, non so come, non so in che modo per la tempestività”

Ditonellapiaga a proposito del suo momento artistico: “Ho paura delle decisioni che prenderò da adesso in poi”
La cantante ha poi parlato del suo momento artistico, rivelando di aver paura delle decisioni che prenderà da adesso in poi: “Ho più paura delle decisioni che prenderò da adesso in poi, in realtà perché credo che quello che ho fatto è nato in un momento di estrema vulnerabilità, di grandissima autenticità e spontaneità. Se poi verrà percepito diversamente, non mi interessa più di tanto però è ovvio che da adesso in poi le cose sono cambiate.
Quello che mi auguro e cerco di impormi tutti i giorni è cercare di continuare a ragionare nello stesso modo in cui ho approcciato questo disco. Il contesto ci cambia e le pressioni sono sempre diverse, così ho scelto di prendermi il tempo e soprattutto la possibilità di sperimentare in questo album. A me preoccupa molto questa cosa, perché io scrivo molto lentamente, ho bisogno di una continuità per scrivere”
Ditonellapiaga ha dichiarato di sentirsi pienamente a fuoco per quanto riguarda la sua identità artistica: “In questo momento della mia vita, mi sento finalmente a fuoco per quanto riguarda la mia identità, però c’è stato un momento precedente in cui sentivo che quello che facevo come artista non era mai abbastanza. Non riuscivo mai a prendermi il tempo per farmi le giuste domande e capire cosa fosse importante per me a livello identitario, quindi l’ironia, la teatralità.
Per me l’autenticità paradossalmente è questa, cioè io mi sento autentica quando sono ironica, teatrale, anche un po’ esagerata. Magari ci sono stati momenti in cui ho cercato di essere più autentica, raccontando me nella vita normale, i brani risultavano un po’ più smorzati da questo punto di vista. Quello che c’è oggi può sembrare ‘costruito’, ma in realtà è il mio modo di giocare con la mia creatività”.
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