Dj Godzi, la famiglia non crede alla versione della morte per droga, la Procura di Roma dispone l’autopsia sulla salma
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Dj Godzi – Nonostante le testimonianze di chi ha assistito alla scena, nonostante una supertestimone spagnola abbia raccontato per filo e per segno, al giornalista Gabriele Parpiglia, lo stato di alterazione del Dj la mattina che è deceduto, il frastuono fino alle 8.00 del mattino, la casa piena di sostanze stupefacenti, l’aggressione a un vicino documentata da video e il referto delle autorità spagnole in cui si evince che il 34nne napoletano e residente da tempo a Ibiza non presentasse segni di botte o lesioni, il padre del giovane è dubbioso, secondo lui il figlio è deceduto a causa delle percosse ricevute dalla guardia civile spagnola.
Pino Noschese, padre di Dj Godzi (il cui vero nome era Michele Noschese), è convinto di quanto affermato dagli amici del figlio presenti nella casa dove era in corso la festa che ha indotto i vicini a chiamare la polizia. I giovani hanno raccontato una versione dei fatti smentita dalle testimonianze e dai filmati, secondo cui la polizia avrebbe sbattuto in terra Godzi e lo avrebbe ammanettato mani e piedi procurandogli la frattura delle clavicole e il decesso.

Aperto un fascicolo dalla Procura di Roma per omicidio preterintenzionale
Pino Noschese è stato ascoltato giovedì 31 luglio in questura a Napoli su incarico della Procura di Roma che ha la competenza dell’indagine. Intanto la salma del Dj giunta nella Capitale è stata posta sotto sequestro ed è probabile che si proceda a nuova autopsia e ulteriori esami anche da parte dei medici italiani. Gli inquirenti competenti ad indagare sui fatti riguardanti i cittadini italiani all’estero, hanno aperto un fascicolo per omicidio preterintenzionale.
Le dichiarazioni di Pino Noschese
Davanti agli inquirenti che hanno raccolto la deposizione, Pino Noschese, padre di Godzi, ha ribadito le perplessità già esposte alla polizia spagnola, soprattutto per quanto concerne le modalità di intervento: “Non entro nel merito di quello che è successo, ma in Italia se una persona è in forte stato di agitazione, è dispnoico, cioè ha una insufficienza respiratoria, si chiama un servizio di assistenza sanitaria e non si chiede invece l’intervento della polizia”.
Le testimonianze raccolte in Spagna raccontano della polizia intervenuta su chiamata dei vicini per immobilizzare Godzi in evidente stato di alterazione e che la guardia civil ha prestato soccorso supportando i sanitari arrivati sul posto per soccorrere l’ottantaduenne vicino di casa del dj, minacciato da quest’ultimo con un coltello. Allorché Godzi è tracollato per arresto cardiaco a causa delle sostanze assunte, la polizia avrebbe aiutato i sanitari a rianimarlo senza successo.
Quanto dichiarato dal papà è pertanto in distonia da quanto visto e raccontato da più persone presenti quando il fatto è accaduto. Secondo l’autopsia svolta dalle autorità spagnole non ci sono sulla salma segni di percosse, il padre di Godzi invece sostiene che analisi condotte su richiesta della famiglia avrebbero riscontrato le fratture di costole e due clavicole, da qui la necessità degli inquirenti italiani di effettuare nuovi accertamenti.

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