Dj Godzi, l’autopsia conferma la morte per droga nessuna percossa subita, diffuso il video dell’aggressione al vicino di casa 82enne
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Dj Godzi è morto per droga, l’autopsia effettuata sul corpo del trentacinquenne deejay campano, da anni residente a Ibiza , ha escluso segni di percosse. Michele Noschese, questo il vero nome di Godzi è morto in seguito all’uso prolungato di sostante stupefacenti, tutto ciò combacia perfettamente con quanto raccontato ad Affari Italiani a firma Gabriele Parpiglia da una supertestimone presente nel momento in cui il giovane ha perso la vita.

Il racconto della supertestimone
Una supertestimone, una ragazza spagnola presente alla scena, aveva raccontato spontaneamente la sua versione dei fatti in una dichiarazione esclusiva pubblicata su Affari Italiani. La giovane nel suo racconto aveva dichiarato che la versione di una aggressione della guardia civile nei confronti di Godzi era priva di fondamento, in quanto lei e altre persone avevano visto il dj in pieno stato confusionale, rincorrere una ragazza e minacciare un vicino di casa 82enne con un coltello.
Sono stati proprio i vicini di casa ad allertare la polizia in quanto nell’appartamento in cui viveva il dj c’era un gran trambusto, musica ad alto volume e chiasso tutta la notte fino alle 8,00 del mattino:
“Alle otto del mattino i vicini hanno chiamato la guardia civile perché al contrario di quanto sostenuto dagli amici per difenderlo, la festa c’era e lui era da giorni che faceva festa… c’era caos totale. Intorno nessuno poteva dormire nelle case adiacenti, in zona Roccalisa. I vicini decidono da subito di chiamare la polizia ed è un paradosso, un film quello che è successo in pochissimi secondi”
La ragazza ha riferito che mentre i vicini aspettavano l’intervento della guardia civile, una ragazza in stato “visibilmente alterato” dagli stupefacenti, ha saltato il muretto della casa in cui si stava tenendo la festa tentando di fuggire. Successivamente si è saputo che nella casa la polizia ha rinvenuto “tante e diverse droghe” e che davanti all’evidenza anche gli amici hanno confermato che Michele era sotto effetto di droghe.
La ragazza nel suo racconto ha dichiarato di avere inseguito la ragazza che aveva visto fuggire dalla casa in cui si stava tenendo la festa, dietro di loro il dj che le inseguiva:
“Lei scappa e anche io con lei. Si salta il muretto e si entra nella casa del padre di una mia amica sempre a Roccalisa Il papà della mia amica che è anziano sente rumore, esce e si trova davanti la scena: ragazze in fuga e dietro Michele in stato confusionale che vede il papà della mia amica, prende un coltello e glielo mette al collo.
Nel frattempo è arrivata la polizia che è entrata grazie ai vicini. La situazione era drammatica e c’era chi filmava con il telefonino perché Michele era inavvicinabile. Quando la polizia ha provato a immobilizzarlo, lui spingeva e puntava il coltello al collo dell’anziano papà. La polizia ha seriamente pensato di fermare il tutto staccando Michele insomma immobilizzandolo in qualche modo e nella colluttazione, lui si è accasciato a terra e ha avuto un infarto. E’ morto!”
La supertestimone ha continuato il suo racconto dicendo che hanno provato a rianimare il dj ma era già morto:
“Hanno provato a rianimarlo nel letto, ma nulla, nulla era morto. Tutti a Roccalisa hanno visto quella festa e quello che è successo, ci sono molti testimoni sullo stato in cui versava il dj. E anche gli amici in quella casa sapevano e sanno, ma non parlano! E in quella casa hanno trovato di tutto. Droghe e alcool. Il papà della mia amica ha problemi cardiovascolari quindi ha rischiato veramente anche lui di morire. E non ha voluto denunciare perché non volevano causare altro dolore alla famiglia. La festa andava avanti dalla notte. Ed erano le otto del mattino
Non so il nome della ragazza che fuggiva ma scappava dal dj, vista tutta la droga che c’era… forse lei e anche gli amici non erano così puliti. Poteva finire in un ulteriore tragedia con più vite spezzate, lo so è difficile accettare o leggere questo, ma così sono andate le cose e ognuno si prenda la sua responsabilità. C’è molto dolore ma non è giusto accusare la polizia. E’ stata una serata finita male”.

Il video dell’aggressione all’anziano
A supporto di quanto raccontato dalla ragazza in queste ore sta circolando sui social il video di Michele Noschese che aggredisce il vicino ottantaduenne, colui che nella ricostruzione dell’accaduto è stato minacciato dal deejay con un coltello alla gola in evidente stato di alterazione. L’ambulanza è arrivata in principio per soccorrere l’anziano cardiopatico, ma rendendosi conto della gravità delle condizioni del deejay italiano hanno cercato di rianimarlo con l’aiuto della guardia civile.
Gli amici della vittima accusano ancora la polizia
Nonostante il video che conferma quanto raccontato dalla supertestimone e il risultato dell’autopsia, il migliore amico di Godzi, Raffaele Ricco, continua con la versione poi rivelatasi falsa dell’aggressione da parte della guardia civile: “Lo hanno ammanettato a mani e piedi, ansimava. L’ho visto esalare l’ultimo respiro” I risultati dell’autopsia non corrispondono neanche a quanto raccontato dal padre della vittima, un ex primario del Cardarelli di Napoli, che in una intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, aveva parlato di “Michele irriconoscibile e pieno di botte” e poi che lo avrebbe fatto cremare a Ibiza: “Non voglio che mia moglie veda come lo hanno ridotto”. Perché cremare il corpo a Ibiza? Si voleva portare avanti la linea dell’aggressione? Non lo sappiamo, tantomeno ce la sentiamo di approfondire, si tratta di un genitore che ha perso un figlio.

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