Dua Lipa paladina della cultura: apre in Portogallo la Manifesto Library contro la censura dei libri
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Dua Lipa, icona della musica globale, espande il suo raggio d’azione culturale inaugurando la sua prima biblioteca fisica permanente interamente dedicata ai libri censurati, proibiti o messi al bando in diverse parti del pianeta.
Lo spazio prende il nome ufficiale di Manifesto Library e sorge in una cornice d’eccezione, la celebre e storica Livraria Lello di Porto, in Portogallo, considerata una delle librerie più belle del mondo.
Questo ambizioso progetto culturale rappresenta la prima evoluzione fisica e tangibile del Service95 Book Club, il club del libro digitale che la popstar ha fondato con successo e che cura da tempo.
L’inaugurazione ufficiale si tiene nel contesto del festival internazionale BABELL City of Books, in concomitanza con le celebrazioni per i 120 anni dello storico avamposto letterario portoghese.
Un santuario per le storie rimosse e i testi proibiti
La Manifesto Library non è stata concepita come un semplice archivio polveroso o statico di testi contestati. Nelle intenzioni della fondatrice e dei partner storici della Livraria Lello, si tratta di uno spazio culturale vivo, un laboratorio di dibattito, lettura condivisa e profonda riflessione pubblica.
La struttura che ospita la collezione è situata all’interno del nuovo auditorium culturale della libreria, progettato dal celebre architetto e premio Pritzker Álvaro Siza.
L’intera collezione iniziale della biblioteca comprende una selezione accurata di 100 libri. Questi volumi sono stati sistematicamente suddivisi e organizzati attorno a quattro grandi macro-temi contemporanei che riflettono le tensioni sociali del nostro tempo: il Potere, il Controllo, la Voce e la Memoria.
L’obiettivo primario dell’operazione è ridare centralità e protezione a opere che hanno subito forme di ostracismo, boicottaggio politico o limitazioni alla diffusione a causa dei loro contenuti considerati scomodi o sovversivi dalle autorità locali e dai distretti scolastici di vari Paesi.

Da Margaret Atwood a Salman Rushdie: i cento titoli della discordia
La prima selezione svelata include capolavori della letteratura contemporanea e testi d’impatto sociale che hanno acceso feroci discussioni globali.
Tra i titoli di spicco figurano “Il racconto dell’ancella” (The Handmaid’s Tale, 1985) di Margaret Atwood, romanzo distopico da sempre nel mirino dei tentativi di censura per le sue tematiche politiche e di genere, e “Felon” (2019) di Reginald Dwayne Betts, una potente raccolta di poesie che esplora le complessità del sistema carcerario, i diritti civili e l’identità afroamericana.
Accanto a loro, gli scaffali della Manifesto Library proteggono le opere di altri autori fondamentali della storia letteraria recente che hanno pagato un prezzo altissimo per la propria libertà di espressione, come il premio Nobel Olga Tokarczuk e lo scrittore Salman Rushdie.
La selezione include libri che sono stati rimossi dalle biblioteche scolastiche statunitensi per l’approfondimento di temi legati alla razza e alla sessualità, testi pensati per la comunità LGBTQIA+ a cui è stata vietata l’esposizione pubblica e opere i cui autori, in alcuni casi estremi della storia recente, hanno pagato con la vita il valore delle proprie parole.

Il messaggio di Dua Lipa sulla lettura come atto di resistenza
Attraverso una nota ufficiale rilasciata alla stampa, Dua Lipa ha voluto sottolineare il valore politico e sociale della Manifesto Library.
La cantante ha definito lo spazio come un vero e proprio santuario dedicato ai libri che rischiano di scomparire, al coraggio degli scrittori che svelano le strutture di controllo e ai lettori che rifiutano di farsi imporre cosa poter leggere.
Secondo la visione dell’artista, l’atto stesso di prendere in mano un libro proibito, analizzarlo e discuterne apertamente rappresenta oggi una delle azioni più sovversive e necessarie per preservare la salute democratica e la libertà intellettuale collettiva.
L’apertura della biblioteca viene celebrata con speciali eventi di Book Tasting, dove la discussione letteraria e l’analisi dei testi censurati si fondono con la socialità e la degustazione di vini locali portoghesi.
Con questa inaugurazione permanente a Porto, Dua Lipa consolida la sua posizione di figura di riferimento culturale per le nuove generazioni, dimostrando come la grande popolarità della musica pop possa trasformarsi in uno scudo efficiente a difesa della libertà di stampa, di pensiero e di espressione letteraria nel mondo contemporaneo.
