E mentre Piersilvio festeggia la Ruota, Nuzzi fa peggio di Merlino, in quella fascia solo le soap fanno più di Barbara D’Urso ma nessuno le chiede scusa
#image_title
E mentre Piersilvio festeggia i dati trionfali de La Ruota della Fortuna e Gerry Scotti da buon aziendalista gli va dietro tirando strali verso la concorrenza e Stefano De Martino che potrebbe essere tranquillamente suo figlio, Mediaset dopo aver fatto finta di non accorgersi della morte di Emilio Fede, pioniere dell’informazione sulle reti del Biscione, fa finta di non accorgersi dei disastrosi dati di ascolto di Dentro la Notizia. Il programma di approfondimento giornalistico condotto da Gianluigi Nuzzi, spiccatamente proteso sul noir, ha cominciato a perdere fette di pubblico già dalla seconda puntata fino a crollare disastrosamente al termine della prima settimana di programmazione.
In quella fascia oraria durante l’estate le soap turche avevano fatto il devasto in termini di gradimento posizionandosi ben oltre il 20%, garantendo un traino non indifferente per Sarabanda. L’ammiraglia di Cologno Monzese sembrava aver trovato la quadra anche nel pomeriggio dopo avere finalmente trovato una soluzione per l’atavico problema dell’access. Da settembre l’emittente ha deciso di rimangiarsi quanto di buono fatto in estate, spostando la collocazione delle soap, che continuano a registrare ascolti record e piazzando il programma di approfondimento condotto dal padrone di casa di Quarto Grado nello spazio abituale che fu di Pomeriggio Cinque.

Un disastro prevedibile
L’esperimento già alla vigilia sembrava dovesse non decollare, conduttore preparato, ma poco empatico, studio dalle tinte scure, argomenti di cronaca nera approfonditi all’esasperazione, una proposta lontanissima dal bacino d’utenza di Canale 5, costituito da un pubblico prevalentemente pop, abituato ai programmi di Maria De Filippi, ai reality e alle soap. La scelta aziendale di forzare editorialmente l’identità della platea pomeridiana dell’ammiraglia, si è rivelata non solo controproducente, ma un vero è proprio boomerang come un nubifragio che si avventa su una festa all’aperto.
Gli spettatori delle soap se ne sono andati, dando tiepidamente fiducia a Dentro la Notizia solo il giorno dell’esordio, dopodiché il collasso che ha fatto sprofondare gli ascolti all’11% di share, due punti sotto quelli tanto vituperati dei pomeriggi di Myrta Merlino. Il pubblico ha detto no ad una narrazione che ha sentito cupa e distante rispetto a ciò che è abituato a vedere e a sentire.
Più che la sconfitta di una proposta è la sconfitta di Piersilvio Berlusconi che dopo aver messo inspiegabilmente alla porta Barbara D’Urso, non è riuscito a trovare una alternativa valida nella fascia lasciata orfana della conduttrice. L’AD Mediaset voleva dimostrare che era il programma che funzionava e non la conduttrice accusandola di essere portatrice di quel trash che lui stesso di fatto aveva sdoganato con il Grande Fratello e i reality.

Il mix nazionalpopolare di Barbara D’Urso
Barbara D’Urso può piacere o non piacere, ma è empatica e riesce a coinvolgere i telespettatori. Nei suoi pomeriggi la parte relativa alla cronaca si soffermava sulle storie di gente comune: la signora che viveva in una roulotte sul Tevere con i suoi cani, il pensionato che non riusciva ad arrivare a fine mese, i litigi familiari, le eredità contese, argomenti a cui un pubblico pop è più propenso ad affezionarsi, il tutto amalgamato con il gossip proveniente dalla cronaca e dai reality, un mix perfetto, nazionalpopolare in positivo, che ha giovato al Biscione per anni e che meritava ben altro congedo.
Davanti alla prova evidente di una scelta sbagliata, invece di insistere sui propri errori sarebbe stato opportuno da parte di Mediaset un mea culpa e se proprio non si voleva chiedere scusa, almeno fare ammenda per i propri errori e dire di aver sbagliato. E invece no, Piersilvio ha preferito entrare a sorpresa nello studio di Scotti e sparare su De Martino e i pacchi dimenticando di essere lui stesso a produrre la versione spagnola del tanto da lui vituperato game del competitor, affermando addirittura che con La Ruota della Fortuna si impari l’italiano.
Forse si imparano le lettere ma l’italiano no, per quanto riguarda la cultura la risposta sta nel titolo, si chiama “La Ruota della Fortuna” non “La Ruota della Cultura” e il programma è stato proposto e portato in Italia da Mike Bongiorno, uno dei padri della televisione italiana anch’egli messo alla porta senza spiegazioni da Piersilvio dopo 25 anni di azienda.

About The Author
