Emilio Fede, lite tra le figlie per l’eredità del giornalista e della moglie, sarebbero spariti 1 milione e 400 mila euro
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Come spesso accade purtroppo la dipartita di personaggi famosi lascia dietro di sé dissapori tra i familiari per quanto riguarda l’eredità. E’ sempre triste e imbarazzante dover riportare quanto a volte il dolore venga soppiantato da interessi privati, ed è così che Simona e Sveva Fede, figlie del popolare giornalista Emilio Fede e della di lui moglie, Diana De Feo, anche lei giornalista nonché senatrice della Repubblica, avrebbero intrapreso una dura battaglia legale per l’eredità dei genitori.
I due giornalisti sono scomparsi a distanza di quattro anni l’una dall’altro, lei nel giugno del 2021, lui lo scorso settembre all’età di 94 anni, lasciando su questa terra una sontuosa eredità costituita da beni immobili, gioielli, cassette di sicurezza e diversi conti correnti. Tra gli immobili figurerebbero tra gli altri, una tenuta con vista sul Golfo di Napoli del valore di 7 milioni di euro, una villa ad Anacapri e diversi immobili ai Castelli Romani, a pochi chilometri da Roma.
Le accuse della primogenita: ” La quota di legittima è stata gravemente lesa”
Simona Fede, la primogenita, sarebbe pressoché certa che la quota che le spetterebbe come legittima sia stata gravemente lesa e che la sorella Sveva le avrebbe svuotato il conto di 1 milione e 400 mila euro. “Quando sono andata a casa di mamma, pensavo ci fosse stato un furto” ha raccontato Simona Fede all’Ansa, precisando di aver sporto denuncia contro ignoti proprio perché convinta si fosse trattato di opera dei ladri.
Solo nei mesi scorsi la donna si sarebbe resa conto che non si era trattato di un furto, ma di una operazione ordita dalla sorella Sveva ai suoi danni. Una guerra per l’eredità che a quanto pare era già scoppiata con la dipartita della madre Diana e che dopo la morte di papà Emilio, avrebbe assunto toni più accesi tanto da ingorgare il tribunale con denunce, ricorsi e querele.
Il contenzioso tra sorelle
Secondo Simona Fede, il valore di Villa Lucia nel parco della Floridiana sulle colline del Vomero a Napoli, sarebbe stato sottostimato, tra l’altro a detta della primogenita dei due giornalisti scomparsi, nel testamento della madre le sarebbe stato riconosciuto un diritto di comodato sulla proprietà che di fatto non avrebbe mai esercitato.
Discorso simile per la villa a Capri, di proprietà di entrambi i coniugi per il 50% ciascuno. Simona ha spiegato come la madre le avesse destinato la sua quota invece l’intero immobile è finito sotto il controllo della Fondazione Emilio Fede. Infine la primogenita contesterebbe anche l’apertura di una cassetta di sicurezza, la gestione dei gioielli e alcuni movimenti bancari.
La causa per circonvenzione di incapace
Nelle sue accuse Simona Fede avrebbe fatto riferimento anche alle condizioni di salute del padre negli ultimi anni, promuovendo una causa presso la Procura di Roma in cui avrebbe accusato la sorella Sveva di circonvenzione di incapace e appropriazione indebita. Causa quest’ultima per cui il pubblico ministero avrebbe chiesto l’archiviazione ritenendo insufficienti gli elementi per un processo penale.
Una decisione verso la quale Simona avrebbe presentato opposizione decidendo di procedere anche civilmente. “Vorrei che venissero ripristinate le quote di legittima come volevano mamma e papà secondo i loro testamenti. Non chiedo altro” avrebbe dichiarato la primogenita dei due giornalisti.
Per Sveva Fede invece non vi è stata alcuna scorrettezza nell’esercitare le ultime volontà dei genitori e sentendosi diffamata avrebbe annunciato querele. Insomma a quanto pare, un contenzioso tra eredi che non sembra di facile e rapida soluzione.

@foto Fondazione Emilio Fede
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