Emma Marrone: da “Brutta Storia” alla conquista degli Ippodromi (e la verità su Sanremo)
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In una lunga intervista al podcast “Pezzi“, Emma si racconta a 360 gradi: il rapporto speciale con Olly, la sfida dei grandi live estivi e la difesa dei giovani artisti in gara al Festival.
Sono passati quindici anni dal suo esordio, ma Emma Marrone sembra vivere una seconda giovinezza. Ospite della puntata numero 63 del podcast Pezzi, condotto da Luca Dondoni, Andrea Laffranchi e Paolo Giordano, la cantante salentina scherza sul tempo che passa: “Io sono Benjamin Button”, afferma ridendo, confermando di aver mantenuto la “barra dritta” in oltre un decennio di successi.
Brutta Storia e il legame con la Gen Z
Al centro della chiacchierata c’è il nuovo singolo, Brutta Storia, nato dalla collaborazione con Olly e il produttore JVLI.
Non si tratta di un’operazione di marketing studiata a tavolino: “Nascono le canzoni perché mi chiudo in studio con il mio collettivo, con i miei amici, con le persone che stimo”.
Con Olly, in particolare, c’è un rapporto che va oltre la musica, quasi fraterno: Emma racconta di aver collaborato con lui “quando Olly non era ancora Olly” e di avergli dato consigli preziosi, come quello di non dimenticare mai da dove si arriva.
Il brano, rielaborato in studio ben tre volte per trovare il sound perfetto , è descritto da Emma come autobiografico ma ironico.
Racconta quel malessere che tutti viviamo, quella sensazione di disperazione che ti porta a fumare una sigaretta in più o a bere un bicchiere di troppo, lasciandoti quell’acidità in gola che è spesso “reflusso dato dal malessere”.
Niente ansia da prestazione: il nuovo album
Guardando al futuro discografico, Emma è categorica: non si farà tritare dall’ansia di dover pubblicare per forza. “Sto scrivendo delle cose che vorrei che rimanessero permanenti per molto, molto, molto tempo”.
L’artista conferma che i featuring nel prossimo disco non saranno frutto di calcoli per aumentare gli stream: “Se ci sarà qualcosa di duetto nel mio album è perché è successo. Non è stato studiato”.
Il sogno degli Ippodromi: “Sono più rock di quanto immaginiate”
La grande novità per l’estate 2026 sono i due appuntamenti live annunciati in esclusiva: il 2 luglio a Roma e il 9 settembre a Milano, nelle location degli Ippodromi.
Emma è pronta a sfatare un tabù: “Sono sempre stati visti come la patria del rock ma soprattutto degli uomini”, spiega, sottolineando come sia una bella sfida per una donna italiana affrontare quei palchi solitamente riservati a show maschili.
E rassicura i fan sulla durata: sarà uno show compatto, lontano dalle maratone di quattro ore che lei stessa fatica a sopportare da spettatrice.
La polemica su Sanremo e l’impegno sociale
Non poteva mancare un commento sul cast del prossimo Sanremo, spesso criticato per l’abbondanza di nomi giovani e poco noti al pubblico generalista.
Emma si schiera apertamente dalla loro parte: “La gente pensa che Sanremo sia una settimana, Sanremo sono 6 mesi di lavoro dove ti stai giocando tanto”, ricorda.
Invita tutti ad ascoltare le canzoni prima di giudicare, citando il supporto che lei stessa ricevette agli inizi da giganti come Pino Daniele, che le diede credibilità quando i talent erano ancora visti con sospetto.
Infine, Emma rivendica la sua coerenza sulle tematiche sociali.
Dalla Palestina ai diritti LGBTQ+, non le manda a dire: “Non faccio il post strappalacrime, non faccio la bandiera… ma sono 15 anni che dico quello che penso a livello politico e sociale”.
Una coerenza che mantiene anche nel privato, dove il ricordo del padre è sempre vivo, tanto da aver deciso di portare le sue chitarre sul palco nei prossimi live.
