Enzo Iacchetti, l’amaro sfogo: “Sono stato denunciato per istigazione all’odio razziale”
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Dare dello “stronzo” ad una persona che con modi ironici e provocatori dice “definisci bambino” sminuendo il genocidio palestinese è stato considerato istigazione all’odio razziale. Enzo Iacchetti è stato querelato per aver “demonizzato Israele e il popolo ebraico” durante il noto intervento a “E’sempre Cartabianca” lo scorso settembre. Ospite del podcast One More Time, l’attore comico e cabarettista è tornando sull’argomento, sottolineando quanto tale denuncia sia impropria e innaturale davanti alla devastazione perpetrata a Gaza da Israele.
“Sono stato denunciato per istigazione all’odio razziale – ha dichiarato Enzo Iacchetti – Io che ho aperto cento pozzi in Africa, è la prima volta che lo dico, cento pozzi in un villaggio Masai e due scuole, senza dirlo mai a nessuno. Io sono uno che istiga all’odio razziale? Io ho fatto tutto con i miei soldi perché li ritenevo in abbondanza. Questi (che mi hanno denunciato ndr) non potranno mai vincere contro di me, mai”

Enzo Iacchetti: “Impossibile restare insensibili di fronte al dolore”
L’attore poi è andato più a fondo alla questione rivelando di non riuscire a restare insensibile nel vedere bambini sommersi dall’acqua e dal fango, rimasti soli perché gli sono stati uccisi i genitori: “Quando vedo quei bambini che piangono, che non hanno più la mamma, non hanno più il papà, non hanno più i fratellini, io non ce la faccio, dico ‘mi arrivasse pure un’altra denuncia’. Quelli che mi hanno denunciato sono molto più violenti di me, io non sono un violento, sono un essere umano, che anche se vede un sionista per strada che ha avuto un incidente in macchina, lo raccoglie e lo porta in ospedale perché non è una questione di razza è una questione di umanità”
Iacchetti ha poi affermato che la tregua a Gaza è una non tregua che nasconde un progetto orrendo: “Per me le razze non esistono, le razze formano le guerre, ci sono gli esseri umani che sbagliano e allora quegli altri e allora quegli altri devono parlare. Perché devono morire i bambini, perché devono essere accusati di essere dei futuri terroristi e quindi eliminati? Non è vero che c’è una tregua, non c’è nulla, il progetto che hanno è esageratamente schifoso”
Enzo Iacchetti: “25 minuti di felicità”
L’ospitata di Enzo Iacchetti a One more time oltre a fare da megafono affinché non venga spenta la luce sul genocidio palestinese, è stata occasione per parlare anche del suo ultimo libro: “25 minuti di felicità”, nel quale l’attore racconta il buio dietro al suo umorismo, la sua carriera e il rapporto con un padre che non c’è più, che da ciabattino sognava un figlio ragioniere. Un racconto autobiografico in cui racconta con estremo romanticismo la sua vita, costellata da successi e soddisfazioni, ma anche da momenti difficili.
Una volta Enzo ha sentito Piero Angela raccontare che la vita umana, al cospetto dell’Universo, non è che un battito di ciglia, una mezz’ora o poco più, ed è per questo che nel libro racconta le piccole grandi felicità che hanno reso i suoi primi 25 minuti degni di essere vissuti in preparazione di quelli che verranno, sempre pronto a portare il buonumore ma mai disposto a chinare la testa di fronte alle ingiustizie.
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